L'interazione sociale ha un ruolo primario nella gestione della demenza

Demenza è un termine 'ombrello' che indica un disordine progressivo dell'età, presente principalmente negli anziani. È associato al deterioramento della memoria, della cognizione, del comportamento e alla diminuzione della loro capacità di svolgere le attività della vita quotidiana. L'Alzheimer è il tipo più comune di demenza, che rappresenta quasi il 70 per cento dei casi.


Secondo l'Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, quasi il 28 per cento degli over 65 vive da solo. Gli anziani con demenza hanno un rischio maggiore di isolamento sociale, portando a gravi conseguenze per il paziente. Se hai un anziano caro che soffre di demenza, è fondamentale che tu lo impegni in attività sociali opportune, per farlo sentire amato e curato. Ecco cinque modi in cui l'interazione sociale può influire positivamente sulla sua salute, aumentare la sua longevità e il benessere mentale.

 

1. L'interazione sociale conserva la funzione cognitiva

La ricerca ha trovato una forte connessione tra la solitudine e una funzione cognitiva compromessa. I pazienti con demenza spesso sono pessimisti sul loro futuro e tendono a sentirsi soli a causa dell'isolamento sociale. Ciò avviene soprattutto a causa del ritiro in pensione, della morte di un coniuge e/o degli amici stretti e della mancanza di mobilità.

Numerosi studi confermano che gli anziani con demenza, che hanno una forte rete sociale, sperimentano un ritardo della disfunzione cognitiva. Cerchie sociali più ampie hanno un'influenza protettiva sulla capacità di comprensione e di ragionamento degli anziani che combattono la demenza. Gli anziani che hanno una notevole quantità di sostegno da parte delle loro famiglie hanno un rischio minore di sviluppare sintomi di perdita di memoria.

Quando gli anziani interagiscono con familiari, parenti e amici, devono pensare al modo di conversare e rispondere. Gli scienziati ritengono che questo scambio di base è una forma di esercizio che stimola le cellule cerebrali e la formazione di sinapsi, alimentando così la creazione di nuove [connessioni tra le] cellule nervose.

Incoraggia e aiuta il tuo anziano a costruire una rete sociale, partecipando ad attività di volontariato e di servizi sociali e a programmi di riabilitazione cognitiva. Queste attività possono essere una valida fonte di connessione sociale per il tuo anziano, che lo fanno sentire stimato.

 

2. Incontrare le persone ha benefici psicologici

La demenza è spesso associata a condizioni psicologiche come stress, depressione, ansia e disturbi dell'umore. I ricercatori stimano che quasi il 95 per cento degli anziani che vivono con demenza soffre di sintomi comportamentali e psicologici quali agitazione, aggressività, depressione, illusioni, allucinazioni e disturbi del sonno. Questi sintomi sono indicati di solito come 'sintomi neuropsichiatrici della demenza'.

Gli anziani con forti legami familiari e sociali tendono ad avere una prospettiva positiva in quanto hanno qualcuno affidabile con cui parlare. Il rimanere socialmente attivo può ridurre significativamente il rischio di disturbi psicologici e migliorare la qualità del sonno. Un sonno di qualità è fondamentale per i pazienti di demenza, per calmare i sintomi psicosomatici di depressione e ansia. La National Sleep Foundation afferma che il sonno non disturbato rilassa il cervello e aiuta a concentrarsi e conservare meglio le informazioni.

Pianifica attività significative per il tuo anziano, tenendo conto delle sue capacità fisiche, degli interessi nel tempo libero, della vita lavorativa passata e delle preferenze sociali. Porta il tuo anziano a vedere un film o a un gioco, invita la famiglia e gli amici a giocare a carte, oppure organizza un album fotografico e parla dei vecchi tempi. Queste attività migliorano l'umore del tuo anziano e riducono i comportamenti difficili.

 

3. Stare insieme offre benefici alla salute fisica

La partecipazione all'interazione sociale offre numerosi vantaggi fisici ai pazienti affetti da demenza. Partecipare alle attività fisiche di gruppo migliora la capacità dei pazienti di svolgere le attività della vita quotidiana e riduce il rischio di cadute.

Le attività di gruppo come esercizi, passeggiate e giochi offrono opportunità di interazione sociale e possono essere adattati per superare la vasta gamma di limitazioni fisiche degli anziani.

Porta con regolarità il tuo anziano a passeggiare nel parco. Incoraggialo a partecipare a yoga, meditazione o corsi di ginnastica. L'impegno in esercizi di gruppo crea una forte cerchia sociale, migliora l'umore, aumenta la forza fisica e riduce il rischio di disturbi legati all'età.

 

4. La socializzazione migliora la qualità generale della vita

La demenza può avere un impatto significativo sulla qualità della vita del tuo anziano, inducendolo a sentirsi isolato, agitato, frustrato, depresso e imbarazzato. L'incapacità del tuo anziano a svolgere le attività quotidiane e a ricordare cose semplici può influenzare anche il suo benessere emotivo.

I pazienti con demenza spesso finiscono in ospedale soprattutto a causa di fratture, infezioni del tratto urinario o del torace o ictus. Questi pazienti hanno un numero doppio di soggiorni ospedalieri ogni anno rispetto agli altri anziani, contribuendo ad un costo totale annuale dell'assistenza sanitaria di 259 miliardi di dollari.

Secondo un documento di ricerca presentato alla Conferenza Internazionale dell'Alzheimer's Association, l'interazione sociale può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti con demenza, agevolare la loro agitazione e ridurre i costi sanitari complessivi. Il sostegno da parte di famiglie, amici e parenti può fare molto per costruire la fiducia dei pazienti anziani.

 

5. La stimolazione sociale promuove l'indipendenza

Gli anziani con demenza hanno bisogno di assistenza per i compiti personali e domestici. Inoltre, spesso si sentono frustrati e colpevoli di non essere in grado di aiutare nelle attività in famiglia. Questa crescente dipendenza dagli altri e la sensazione di essere incapaci spesso li rende irritabili e danneggia i loro livelli di fiducia.

Può essere estremamente confortante per gli anziani con demenza avere qualcuno con cui celebrare momenti felici, che ascolta le loro frustrazioni e offre soluzioni. Questa stimolazione sociale favorisce la loro indipendenza in quanto si sentono connessi e sicuri del sistema di supporto che li aiuta quando serve.

Coinvolgi la persona amata in semplici attività domestiche, come riordinare l'ambiente, organizzare la lavanderia, curare i fiori freschi e preparare il tavolo per un pasto; tutte attività che possono farla sentire coinvolta e che aumentano la sua fiducia.

Vedere una persona amata che vive con la demenza può essere doloroso. Fortunatamente, i rapporti personali e l'ambiente sociale possono avere un ruolo fondamentale nel migliorare le capacità cognitive e la qualità complessiva della vita del paziente. I caregiver, i famigliari e gli amici possono aiutare il loro amato malato a sentirsi più apprezzato, restando attorno a lui durante questo periodo difficile.

 

Conclusione:

Ci sono evidenze crescenti che confermano il ruolo che ha l'interazione sociale nel migliorare la vita degli anziani con demenza. I punti sopra elencati ti aiuteranno a incoraggiare il tuo anziano a impegnarsi in attività che costruiscono e rafforzano la sua cerchia sociale, permettendogli di vivere una vita soddisfacente.

 

 

 


Fonte: Evan Thompson in The Caregiver Space (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali colelgamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)