Ricerca smentisce il legame tra integratori del calcio e demenza

Una nuova ricerca non ha trovato prove che la monoterapia con il calcio aumenti il ​​rischio a lungo termine di demenza.

yellow pills supplementImage by freepik

Una nuova ricerca eseguita alla Edith Cowan University (ECU), alla Curtin University e alla University of Western Australia, tutte di Perth (Australia), non ha trovato prove che la monoterapia con calcio aumenti a lungo termine il ​​rischio di demenza, contribuendo a dissipare le precedenti preoccupazioni sui suoi potenziali effetti negativi sulla salute del cervello nelle donne anziane.


Questo studio, che ha sfruttato i risultati di una ricerca precedente che aveva dato integratori di calcio o un placebo a 1.460 donne anziane per 5 anni, ha rilevato che l’integratore non aumentava il rischio di demenza a lungo termine. "Gli integratori di calcio sono spesso raccomandati per prevenire o gestire l'osteoporosi", ha affermato Negar Ghasemifard, dottoranda dell'ECU, prima autrice dello studio.


Circa il 20% delle donne over-70 offre di osteoporosi e l'integrazione di calcio è ampiamente raccomandata come misura preventiva contro le fratture. "Ricerche precedenti hanno sollevato preoccupazioni circa l'impatto degli integratori di calcio sulla salute cognitiva, in particolare sulla demenza. I risultati del nostro studio forniscono rassicurazione alle pazienti e ai medici riguardo la sicurezza degli integratori di calcio nel contesto del rischio di demenza per le donne anziane", ha affermato la Ghasemifard.


Marc Sim, ricercatore senior dell'ECU, ha osservato che quando l'analisi è stata aggiustata per l'adesione agli integratori, per una serie di fattori legati allo stile di vita, che includono l'assunzione di calcio nella dieta e il rischio genetico, i risultati sono rimasti invariati:

"La ricerca precedente che suggeriva potenziali collegamenti tra l'uso di integratori di calcio e il rischio di demenza era di natura puramente osservativa. La nostra ricerca, in confronto, consisteva in un'analisi post-hoc di uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 5 anni, sugli integratori di calcio per prevenire le fratture. Sebbene il nostro studio sia ancora epidemiologico, il suo progetto riduce la probabilità di fattori confondenti non misurati.

"A circa 730 donne anziane sono stati dati integratori di calcio per 5 anni e ad altre 730 è stato dato un placebo. Questo studio offre dati più accurati sul dosaggio e sulla durata, e le partecipanti sono state seguite per un lungo periodo di 14,5 anni, il che rafforza i nostri risultati".


Sebbene questi risultati possano alleviare le preoccupazioni relative all’integrazione di calcio e al rischio di demenza per ogni causa nelle donne anziane, in particolare dopo gli 80 anni, il professor Simon Laws, direttore del Center for Precision Health dell’ECU, ha affermato che sono necessarie ulteriori ricerche: "Non sappiamo se questo si applica ad altre fasce demografiche, come gli uomini o anche le donne che iniziano l'integrazione prima nella vita. Per confermare i risultati attuali, in particolare per la salute del cervello, e per affrontare queste lacune nella popolazione, dovremmo eseguire altri studi clinici sugli integratori di calcio, con o senza vitamina D. Questi dovrebbero includere valutazioni specifiche e robuste della salute del cervello come valori di esito primario".


La prof.ssa Blossom Stephan della Curtin University, direttrice del Dementia Center of Excellence e consulente medico onorario di Dementia Australia, ha affermato che la ricerca ha ottenuto una scoperta molto importante che fornisce rassicurazione a medici e pazienti sulla sicurezza a lungo termine dell'integrazione di calcio: "Dato il ruolo fondamentale del calcio in molteplici funzioni fisiologiche, inclusa la salute delle ossa, questi risultati rassicurano sul fatto che l'integrazione di calcio a lungo termine non aumenta il rischio di demenza nelle donne anziane".

 

 

 


Fonte: Edith Cowan University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: N Ghasemifard, [+7], M Sim. Calcium supplementation and the risk of dementia in the Perth Longitudinal Study of Aging Women: ... Lancet RegionalHealth, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)