Coesistenza di fragilità e depressione probabilmente aumenta il rischio di demenza negli anziani

L’interazione di questi due fattori contribuisce al 17% del rischio complessivo, suggeriscono i risultati dello studio

frail senior manImage by freepik

La concomitanza tra fragilità fisica e depressione probabilmente aumenta il rischio di demenza nelle persone anziane, con l'interazione tra questi due fattori che da sola contribuisce a circa il 17% del rischio complessivo, secondo i risultati di un ampio studio pubblicato su General Psychiatry. Le ricerche pubblicate in precedenza si erano concentrate principalmente sulle associazioni individuali tra fragilità fisica o depressione e rischio di demenza, nonostante entrambi abbiano fattori fisiologici e patologici in comune.


Per esplorare la potenziale interazione tra questi due fattori sul rischio di demenza negli anziani, i ricercatori hanno monitorato la diagnosi di qualsiasi tipo di demenza in 220.947 partecipanti (età media 64, donne 53%) provenienti da 3 grandi gruppi di studio: UK Biobank, English Longitudinal Study of Aging (ELSA) ed Health and Retirement Study (H&RS).


La fragilità fisica è stata valutata con versioni modificate dei criteri di fragilità Fried, in cui una persona è considerata fragile se presenta 3 o più dei seguenti indicatori: perdita di peso involontaria, esaurimento auto-riferito, scarsa attività fisica, cammino lento e debolezza di presa. La depressione è stata valutata attraverso le risposte a questionari sulla salute mentale o combinata con le registrazioni dei ricoveri ospedalieri.


Rispetto a quelli in buona salute fisica, i partecipanti fragili in tutti e 3 i gruppi erano più anziani, avevano maggiori probabilità di essere donne, pesavano di più, avevano più patologie a lungo termine e un livello di istruzione inferiore. Durante un periodo medio di monitoraggio di quasi 13 anni, 9.088 persone (7.605 della UK Biobank, 1.207 dell'H&RS e 276 dell'ELSA) hanno ricevuto la diagnosi di demenza di un qualsiasi tipo.


L'analisi dei dati ha rivelato che, rispetto a quelli in buona salute fisica, quelli fragili avevano una probabilità più di 2,5 volte superiore di essere diagnosticati con demenza, mentre la depressione era associata a un rischio maggiore del 59%. E i partecipanti che erano fisicamente fragili e depressi avevano più del triplo delle probabilità di ricevere una diagnosi di demenza rispetto a quelli in buona salute fisica e mentale. Inoltre, è stata osservata un’ulteriore significativa interazione tra fragilità fisica e depressione, con circa il 17% del rischio complessivo di demenza attribuibile a questi due fattori combinati.


Gli autori, ricercatori della Zhejiang University (Cina) e del suo ospedale universitario, scrivono:

“Questi risultati sottolineano la complessa relazione tra fragilità, depressione e funzione cognitiva. Livelli più bassi di fragilità potrebbero consentire al sistema della salute di compensare parzialmente il carico cognitivo della depressione e, allo stesso modo, livelli più bassi di depressione potrebbero consentire al sistema di mitigare il peso della fragilità. Tuttavia, una volta che entrambi i fattori superano una certa soglia, questa capacità compensativa si può compromettere, portando ad un forte aumento del rischio di demenza”.


Questo è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive su causa ed effetto. E i ricercatori suggeriscono cautela nell’interpretare i risultati, principalmente perché le definizioni di fragilità fisica, depressione e demenza variavano tra i tre gruppi. Tuttavia, i ricercatori concludono:

“Dato che fragilità fisica e depressione sono modificabili, interventi concomitanti che puntano queste condizioni potrebbero ridurre significativamente il rischio di demenza”.

 

 

 


Fonte: BMJ Group (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Y Ding, [+5], Y Zhu. Associations of physical frailty, depression and their interaction with incident all-cause dementia among older adults: evidence from three prospective cohorts. Gen Psych, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)