Ridurre l’isolamento sociale protegge il cervello in età avanzata

man alone towards the mistImage 25763 by reneterp on pexels

Uno studio, pubblicato su Journals of Gerontology:B, ha rilevato un modello coerente di isolamento sociale elevato che causa un declino cognitivo più rapido, indipendentemente dal fatto che le persone si identifichino o meno come sole. L'isolamento sociale è misurato oggettivamente come, ad esempio, socievolezza, appartenenza a organizzazioni comunitarie e partecipazione religiosa, mentre la solitudine è un rapporto soggettivo della frequenza con cui le persone si sentono sole. Sebbene l’isolamento sociale e la solitudine siano spesso considerati associati, sembrano avere effetti indipendenti sulla funzione cognitiva.


La Facoltà di Geografia e Sviluppo Sostenibile di St Andrews (Scozia), insieme a ricercatori del Max Planck Institute for Demographic Research in Germania e della Emory University negli Stati Uniti, ha analizzato i dati dello studio US Health and Retirement, esaminando 137.653 test di funzione cognitiva effettuati tra il 2004 e il 2018 da oltre 30.000 individui. Hanno scoperto che la riduzione dell’isolamento sociale ha un effetto protettivo sulla funzione cognitiva per tutte le sotto popolazioni, indipendentemente da genere, razza, etnia e livello di istruzione, con differenze solo minime tra le categorie sociali.


C’è un grande interesse per gli effetti dell’isolamento sociale e della solitudine sulla salute, con particolare attenzione agli adolescenti e agli anziani. Prima del Covid 19, circa un quarto degli anziani (65 anni e oltre) si identificava come socialmente isolato, suscitando preoccupazioni sulle implicazioni per la salute. Allo stesso modo, la solitudine è stata riconosciuta come un grave problema di salute pubblica nei paesi ad alto reddito, come Stati Uniti, Regno Unito, Svezia, Australia, Germania e Giappone. Negli Stati Uniti, il morbo di Alzheimer (MA) colpisce già circa 6,9 milioni di persone, e circa 1 over-65 su 11 del Regno Unito. Senza una cura conosciuta, la prevenzione è fondamentale.


La prima autrice dello studio, la dott.ssa Jo Hale dell'Università di St Andrews, ha dichiarato: "Durante le feste, molti di noi pensano molto a quanto sia importante essere circondati da familiari e amici. Dalle feste invernali pagane alle classiche fiabe di Natale, ci viene ricordato che l'impegno sociale fa bene alla nostra salute mentale.

"Questa ricerca dimostra che è importante anche per la salute cognitiva. Poiché il MA è una delle principali cause di morte per gli anziani nel Regno Unito e negli Stati Uniti, costruire le impalcature che consentono interazioni sociali regolari, soprattutto per coloro che potrebbero non avere familiari o amici nelle vicinanze, dovrebbe essere una priorità di salute pubblica”.

 

 

 


Fonte: University of St Andrews (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: JM Hale, A Lorenti, SA Cunningham. Disentangling social isolation, loneliness, and later-life cognitive function for older ... J Geront B, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)