Rottura dei vasi sanguigni nel cervello anziano è una possibile causa di Alzheimer

L'analisi avanzata di immagini cerebrali suggerisce che le rotture nel centro della memoria e dell'apprendimento possono essere rilevate prima dell'inizio della perdita cognitiva, suggerendo importanti implicazioni per i pazienti di Alzheimer e demenza.

Rottura dei vasi sanguigni nel cervello anziano è possibile causa di AlzheimerRappresentazione grafica di un vaso cerebrale. (Fonte: jonlieffmd.com)

Neuroscienziati della University of Southern California (USC) potrebbero aver sbloccato un altro rebus nel percorso per prevenire i rischi che possono portare all'Alzheimer.


I ricercatori della facoltà di medicina della USC hanno usato immagini ad alta risoluzione del cervello umano vivente per mostrare per la prima volta che la barriera emato-encefalica protettiva del cervello diventa un colabrodo con l'età, a partire dall'ippocampo, il centro cruciale per l'apprendimento e la memoria, danneggiato dall'Alzheimer.


Lo studio indica che si potrebbero usare le scansioni cerebrali per rilevare i cambiamenti nei vasi sanguigni dell'ippocampo prima che possano causare danni irreversibili che sfociano nella demenza tipica dei disturbi neurologici caratterizzati da una progressiva perdita di memoria, cognizione e apprendimento.


Questi risultati potrebbero avere ampie implicazioni sulle condizioni che interesseranno 16 milioni di americani oltre i 65 anni entro il 2050, secondo gli ultimi dati dell'Alzheimer's Association. La ricerca è apparsa ieri 21 Gennaio, sulla rivista scientifica Neuron.


"Questo è un passo significativo per capire come il sistema vascolare influisce sulla salute del nostro cervello", ha detto Berislav Zlokovic V., MD, PhD, direttore del  del Zilkha Neurogenetic Institute (ZNI), docente di ricerca sull'Alzheimer e ricercatore principale dello studio. "Per prevenire le demenze, compreso l'Alzheimer, dovremmo trovare il modo di ri-sigillare la barriera emato-encefalica e impedire che il cervello venga inondato dalle sostanze chimiche tossiche del sangue. I periciti sono i guardiani della barriera emato-encefalica e possono essere un obiettivo importante per la prevenzione della demenza".


L'Alzheimer è il tipo più comune di demenza, un termine generale che indica perdita di memoria e di altre abilità mentali. Secondo l'Alzheimer's Association, oggi negli Stati Uniti circa 5,2 milioni di persone di ogni età hanno il morbo, una malattia progressiva del cervello irreversibile che provoca problemi di memoria, di pensiero e di comportamento. Gli studi post-mortem su cervelli con Alzheimer mostrano i danni alla barriera emato-encefalica, uno strato cellulare che regola l'ingresso di sangue e di agenti patogeni nel cervello. I motivi perchè, e quando, accade questo danno, tuttavia, rimangono poco chiari.


Nello studio pubblicato su Neuron, il team di ricerca di Zlokovic ha esaminato immagini del cervello con contrasto potenziato di 64 soggetti umani di varie età e ha scoperto che la perdita vascolare nel cervello umano (nel normale invecchiamento) avviene inizialmente nell'ippocampo, che ha di norma le proprietà più alte della barriera rispetto ad altre aree del cervello. La barriera emato-encefalica mostra più danni nella zona dell'ippocampo anche nelle persone con demenza, rispetto a quelle senza demenza, quando si controlla l'età.


Per convalidare il metodo di ricerca, il team della USC ha esaminato le scansioni cerebrali di giovani con sclerosi multipla, senza deterioramento cognitivo, non trovando alcuna differenza nell'integrità della barriera dell'ippocampo tra i coetanei con e senza la malattia. I ricercatori hanno anche analizzato il liquido cerebrospinale (CSF), che scorre attraverso il cervello e il midollo spinale.


Gli individui che mostravano segni di demenza lieve avevano nel CSF il 30 per cento in più di albumina, una proteina del sangue, ​​rispetto ai controlli di pari età, indicando una volta di più una permeabilità della barriera emato-encefalica. Il CSF delle persone con demenza mostra un aumento del 115 per cento di una proteina correlata al pregiudizio dei periciti. I periciti sono cellule che circondano i vasi sanguigni e aiutano a mantenere la barriera ematoencefalica; ricerche precedenti avevano collegato i periciti alla demenza e all'invecchiamento.

 

*******
I partecipanti allo studio sono stati reclutati nell'Alzheimer's Disease Research Center della USC e nell'Huntington Medical Research Institute. Hanno collaborato Axel Montagne, Melanie D. Sweeney, Matthew R. Halliday, Abhay P. Sagare, Zhen Zhao, Arthur W. Toga, Collin Y. Liu, Lilyana Amezcua, Helena C. Chui e Meng Law. Lo studio è stato finanziato da diverse agenzie dei NIH, dal programma Zilkha senior Scholar e dalla L.K. Whittier Foundation.

 

 

 

 

 


Fonte: University of Southern California via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Berislav V. Zlokovic et al. Blood-Brain Barrier Breakdown in the Aging Human Hippocampus. Neuron, January 2015 DOI: 10.1016/j.neuron.2014.12.032

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)