Le microglia hanno la chiave per fermare l'Alzheimer?

microglia and neuronsUn gruppo di ricerca belga guidato dal Prof. Bart De Strooper (VIB-KU Leuven, UK DRI) ha studiato come le cellule cerebrali specializzate chiamate microglia rispondono all'accumulo di proteine ​​tossiche nel cervello, una caratteristica tipica del morbo di Alzheimer (MA).


Tutti i tre principali fattori di rischio di MA (età, sesso e genetica) influenzano la risposta delle microglia, aumentando la possibilità che i farmaci che modulano questa risposta possano essere utili per il trattamento.


Uno dei tratti distintivi del MA è la presenza delle cosiddette placche amiloidi nel cervello. La ricerca suggerisce che queste placche attivano una serie di processi in cui le microglia hanno un ruolo centrale. Le microglia sono cellule cerebrali specializzate che agiscono come la prima e principale forma di difesa immunitaria nel cervello.


"La risposta di queste importanti cellule di supporto all'accumulo di amiloide-beta tossica può avere un grande effetto sul processo patologico", afferma l'esperto di MA Bart De Strooper (VIB-KU Leuven, UK DRI). "Ecco perché volevamo capire meglio la risposta microgliale all'amiloide-beta e come potrebbe differire tra gli individui".

 

 

Lo stato di attivazione di 10.000 celle

"Sappiamo che la microglia è coinvolta nel MA quando passa a una modalità attivata", spiega il dott. Carlo Sala Frigerio. "Eravamo interessati a sapere se l'invecchiamento, in presenza o in assenza di deposizione di amiloide-beta, può influenzare questa attivazione". Sala Frigerio ha lavorato nel laboratorio di De Strooper a Leuven e recentemente ha iniziato il proprio gruppo al Dementia Research Institute nel Regno Unito.


I ricercatori hanno usato un topo modello genetico di accumulo progressivo dell'amiloide beta, che mima il processo patologico dei pazienti umani. Il team ha analizzato i profili di espressione genica di oltre 10.000 singole cellule di microglia isolate da diverse regioni del cervello di topi maschi e femmine in diversi stadi della malattia.


"Abbiamo scoperto che le risposte microgliali all'amiloide-beta erano complesse ma potevano essere essenzialmente catalogate in due stati di attivazione principali. Gli stessi due stati di attivazione presenti durante il normale invecchiamento, ma l'attivazione è più lenta e meno pronunciata".


Nei topi femmina, le microglia reagivano prima all'amiloide-beta, specialmente se i topi erano più vecchi. Scoperte simili sono il risultato ​​dell'analisi delle microglia in un diverso topo modello di MA e nel tessuto cerebrale umano.

 

 

Puntare l'attivazione delle microglia

"I nostri dati indicano che i principali fattori di rischio del MA, come età, sesso e rischio genetico, influenzano la complessa risposta delle microglia alle placche amiloidi nel cervello", afferma De Strooper. "In altre parole, i diversi fattori di rischio del MA convergono sulla risposta di attivazione della microglia".


Sia De Strooper che Sala Frigerio credono che la risposta delle singole microglia dipenda in gran parte dal loro ambiente diretto all'interno del cervello: "Una sfida particolare sarà sezionare la distribuzione delle microglia in diversi stati di attivazione nel cervello. Una dissezione così dettagliata potrebbe portare a un intero set di nuovi bersagli farmacologici che potrebbero essere utili per sintonizzare la risposta delle microglia in modo benefico".

 

 

 


Fonte: VIB - Flanders Institute for Biotechnology (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Carlo Sala Frigerio, Leen Wolfs, Nicola Fattorelli, Nicola Thrupp, Iryna Voytyuk, Inga Schmidt, Renzo Mancuso, Wei-Ting Chen, Maya E. Woodbury, Gyan Srivastava, Thomas Möller, Eloise Hudry, Sudeshna Das, Takaomi Saido, Eric Karran, Bradley Hyman, V. Hugh Perry, Mark Fiers, Bart De Strooper. The Major Risk Factors for Alzheimer’s Disease: Age, Sex, and Genes Modulate the Microglia Response to Aβ Plaques. Cell Reports, 23 Apr 2019, DOI: 10.1016/j.celrep.2019.03.099

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.