Le rette dei malati di Alzheimer le paga il pubblico? Chieste azioni dopo la sentenza della Corte di Trento.

Dopo la sentenza della Corte di Trento, una mozione chiede che la Provincia istituisca un tavolo tecnico e che intervenga con sostegni alle case di riposo. Upipa: "Tema delicato e complesso: noi applichiamo le norme. L’intervento è apprezzabile, soprattutto perché impone l’argomento all’ordine del giorno delle scelte politiche" 

senior womanin care homeImage by rawpixel com on freepik

Una mozione per tutelare i malati di Alzheimer in Trentino e per sostenere le Apsp (rif. 1). Questo il documento a firma Paola Demagri (Casa Autonomia, rif. 2) in Provincia. Un tema delicato (con possibili e grandi ricadute a livello economico per l'ente pubblico), anche per Upipa (rif. 3): "Soprattutto perché impone l'argomento all'ordine del giorno delle scelte politiche".


Negli ultimi anni numerose Corti d’Appello italiane hanno ribadito un principio che va verso il consolidamento: una persona è affetta da Alzheimer o da altre forme di demenza grave versano in una condizione che non può essere considerata un bisogno prevalentemente assistenziale ma una patologia cronico-degenerativa che richiede prestazioni sanitarie continuative e indispensabili. Da qui discende l’orientamento giurisprudenziale secondo cui la retta non può essere posta a carico delle famiglie poiché la componente sanitaria è prevalente e, come tale, deve essere garantita dal Servizio sanitario nazionale.


Una 'rivoluzione' che avrebbe impatti non secondari sulle risorse da destinare alla sanità. Per questo ci sono vertici e confronti un po' a tutti i livelli. Non solo risorse. Il nodo forse principale riguarda la valutazione medica, che deve stabilire la gravità della condizione del paziente, ma la questione - aperta da diversi anni - resta ancora irrisolta nonostante tentativi di riforma legislativa, recentemente bocciati.


"Il caso recentemente emerso in Trentino non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro nazionale ampio e coerente, che richiama tutti gli enti territoriali al rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e alla tutela dei diritti delle persone più fragili", commenta Demagri. "Consapevoli dell’esistenza di norme nazionali che fissano principi inderogabili, ma forti di un sistema autonomistico che attribuisce alla Provincia competenze primarie in materia di sanità, politiche sociali e bilancio, diventa necessario che la Giunta provinciale assuma un ruolo attivo e responsabile. L’autonomia non può essere solo un elemento identitario: deve tradursi nella capacità di prevenire contenziosi, garantire uniformità applicativa e costruire soluzioni che mettano al centro le persone e non gli apparati".


Occuparsi oggi di demenza significa non tanto, e non solo, la ricerca della guarigione, intesa come eliminazione della malattia, quanto anche programmare un’attenzione particolare e più ampia alla situazione della persona e al suo contesto familiare, sociale e culturale complessivamente inteso, anche in ottica preventiva. Molte famiglie, spesso già provate da anni di assistenza domiciliare, si trovano costrette a istituzionalizzare il proprio caro per periodi lunghissimi, con un impatto economico e psicologico enorme. "La durata media della permanenza in struttura per i malati di Alzheimer può estendersi per molti anni, con un peso finanziario che rischia di compromettere la stabilità economica di interi nuclei familiari, generando nuove forme di povertà e vulnerabilità".


Accanto a queste situazioni, "ci sono le famiglie che scelgono o riescono a mantenere il proprio caro al domicilio, garantendo assistenza continua attraverso badanti, caregiver familiari o servizi privati", prosegue Demagri. "Anche queste persone hanno pari diritti e affrontano costi elevatissimi, spesso non sostenibili nel lungo periodo. Un sistema equo deve riconoscere che la gravità della patologia non cambia a seconda del luogo in cui la persona vive, e che la scelta di non istituzionalizzare non può tradursi in un abbandono economico. Per questo diventa opportuno valutare forme di sostegno specifico per le spese di badantaggio e assistenza domiciliare, affinché la cura a casa non diventi un privilegio per pochi ma una possibilità reale per tutti".


La recente decisione della Corte di Trento, che intima all’Apsp il pagamento della retta, apre un ulteriore fronte di riflessione. "Le Apsp non agiscono in autonomia, ma applicano le direttive provinciali che ogni anno definiscono criteri, quote e modalità di compartecipazione", aggiunge la consigliera provinciale di Casa Autonomia. "E' quindi ingiusto che l’onere ricada sulle strutture, che hanno semplicemente seguito le norme vigenti. La Provincia deve assumersi la responsabilità di proteggere i bilanci delle Apsp, evitando conseguenze derivanti da un quadro normativo non ancora allineato tra livello nazionale e provinciale. Fino a quando non verrà sancita in modo chiaro la gratuità nei casi gravi di Alzheimer, è necessario che l'ente pubblico intervenga per garantire certezza, sostenibilità e tutela per le famiglie e per le strutture".


Da qui la proposta di istituire una commissione specifica che possa affiancare l’Unità di Valutazione Multidimensionale nella definizione dei casi in cui la componente sanitaria è prevalente. "Una commissione tecnica, multidisciplinare e indipendente permetterebbe di valutare con maggiore precisione le situazioni più complesse, assicurando equità, trasparenza e uniformità sul territorio provinciale", dice Demagri. "Questo strumento sarebbe perfettamente coerente con quanto già previsto in passato dalla Provincia, come dimostra la delibera della Giunta Rossi che aveva riconosciuto la gratuità per i casi a bassa responsività nelle Apsp, ponendo sia la quota sanitaria sia quella alberghiera a carico della Provincia".


Quell’esperienza dimostra che il Trentino, "quando vuole, sa essere un territorio capace di proteggere i più fragili, di garantire sostenibilità ai propri bilanci e di prevenire situazioni di povertà legate alla malattia", ancora Demagri. "Un Trentino che si prende cura della salute dei suoi cittadini è un Trentino che non lascia sole le famiglie colpite da patologie così devastanti, che non scarica sulle Apsp responsabilità che non competono loro e che utilizza la propria autonomia per costruire soluzioni giuste, sostenibili e rispettose della dignità delle persone. È in questa direzione che si chiede alla Giunta di attivarsi con urgenza e determinazione, affinché in questa fase di incertezza si possa garantire alle strutture almeno una soluzione finanziaria transitoria".


Una situazione che non può essere affrontata, per la consigliera provinciale di Casa Autonomia, con un aumento delle rette. "Il rischio più grave da scongiurare è che, nel ripetersi dei casi e delle condanne, le strutture esauriscano la liquidità nell’attesa di una soluzione normativa che appare complessa e dai tempi lunghi. Senza interventi urgenti, la situazione attuale non potrà che portare a un proliferare di cause in cui le strutture sarebbero inevitabilmente coinvolte".


A intervenire anche Upipa. "Ricordiamo che la retta sanitaria, in Trentino, è coperta dalla Provincia, mentre quella alberghiera è carico dei ricoverati e delle loro famiglie. Il tema è delicato e vanno considerati molti elementi". Più volte Upipa, di concerto con Arpa (ente che raggruppa le Apsp altoatesine) "ha sollecitato alle due Province l’istituzione di un tavolo tecnico, purtroppo non è mai stato dato riscontro: l’ultima 'Pec' congiunta è del 19 settembre scorso", dice la presidente Michela Chiogna. "E' indispensabile che la Provincia si faccia carico della questione, per diversi motivi. Anzitutto le Apsp si trovano molto esposte alle eventuali cause che, nel caso vadano a buon fine, comportano il risarcimento delle rette di tutto il periodo di ricovero, aumentate delle spese legali. Cifre che, del resto, vanno erogate in tempi rapidi e stabiliti dalle stesse sentenze".


Le Apsp, destinatarie delle cause, non hanno alcun margine di manovra: "Si limitano all'applicazione delle normative", evidenzia Chiogna. "Altrettanto complessa è la situazione delle famiglie che scelgono le vie legali, avviando procedimenti che spesso durano anni e dall’esito per nulla scontato visto che, in assenza di chiarezza normativa, sono i tribunali a decidere, valutando caso per caso e su una molteplicità di fattori che non possono essere riassunti nell’automatismo 'Alzheimer uguale gratuità': al momento non c'è questo automatismo".


La mozione di Demagri cita anche il caso dei “Namir” (nuclei accoglienza minima responsività): persone in stato vegetativo. "Qui la gratuità è chiarita ma la situazione è diversa: sono pazienti che non possono fare a meno dall’assistenza sanitaria continua. Per loro l’alternativa all’Apsp è l’ospedale, che è gratuito per tutti. Una tale chiarezza, nel vasto mondo delle possibili difficoltà connesse all’Alzheimer, non c’è. È bene che anche le famiglie sappiano che esistono ampi margini di incertezza. Alla luce di queste considerazioni è certamente giusto che la Provincia, coi suoi strumenti di autonomia, si faccia carico del tema. L’intervento della consigliera è apprezzabile, soprattutto perché impone l’argomento all’ordine del giorno delle scelte politiche", conclude Chiogna.

 

 

 

  1. APSP: aziende pubbliche di servizi alla persona
  2. Casa Autonomia: movimento politico autonomista del Trentino
  3. UPIPA-Unione Provinciale Istituzioni Per l'Assistenza: case di cura/riposo in Trentino

 

 


Fonte: Luca Andreazza su il Dolomiti

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.