Christchurch, mutazione che protegge dall'Alzheimer, funziona riducendo l'infiammazione nel cervello

Christchurch mutation in the APOE3 gene protects against tauopathy by tamping down inflammation Fonte: Naguib et al / Immunity

Una rara mutazione genica che ritarda il morbo di Alzheimer (MA) lo fa smorzando la segnalazione infiammatoria nelle cellule immunitarie residenti al cervello, secondo uno studio preclinico condotto da investigatori della Weill Cornell Medicine di New York. La scoperta aumenta le prove che l'infiammazione cerebrale è una guida importante dei disturbi neurodegenerativi come il MA e che potrebbe essere un obiettivo terapeutico chiave per questi disturbi.


Nello studio, pubblicato su Immunity, i ricercatori hanno esaminato gli effetti della mutazione APOE3-R136S, nota come 'mutazione di Christchurch', che recentemente ha dimostrato di ritardare il MA ereditario ad insorgenza precoce. Gli scienziati hanno mostrato che la mutazione inibisce il percorso cGAS-STING, una cascata di segnalazione immunitaria innata che viene attivata anormalmente nel MA e in altre malattie neurodegenerative. I ricercatori hanno scoperto che bloccando farmacologicamente il percorso cGAS-STING con un farmaco inibitore ha replicato gli effetti protettivi chiave della mutazione in un modello preclinico (=animale).


"Questo è uno studio entusiasmante perché suggerisce che l'inibizione del percorso cGAS-STING potrebbe rendere il cervello più resistente al processo del MA, anche di fronte all'accumulo significativo di tau", ha affermato la dott.ssa Li Gan, professoressa di malattie neurodegenerative e direttrice dell'Alzheimer’s Disease Research Institute alla Weill Cornell Medicine.


Il MA, che affligge almeno 7 milioni di adulti negli USA, sta sfidando da lungo tempo gli sforzi scientifici per comprendere le sue cause e sviluppare trattamenti efficaci. Prove crescenti suggeriscono che la tau - non l'amiloide - è la guida chiave della neurodegenerazione e del declino cognitivo, nonostante resti poco chiaro ciò che determina la suscettibilità o la resistenza di un individuo alla tossicità della tau. La mutazione Christchurch, che protegge dalla patologia tau e dal deterioramento cognitivo, nonostante un ampio accumulo di amiloide, offre un indizio importante.


Questa rara mutazione si trova nel gene ApoE che codifica una proteina di trasporto del colesterolo (apolipoproteina E), ed è stata scoperta da un laboratorio di Christchurch, in Nuova Zelanda. Nel 2019, gli scienziati che studiavano una famiglia colombiana con MA ereditario ad esordio precoce, che in genere colpisce verso i 50 anni, hanno riferito che un membro della famiglia, che aveva due copie della mutazione Christchurch, è rimasto cognitivamente sano anche dopo i 70 anni. Nonostante l'amiloide cerebrale elevata, aveva bassi livelli di tau. Ricerche successive, principalmente su topi modello, hanno confermato gli effetti benefici della mutazione Christchurch, ma i ricercatori non sono ancora sicuri di come eserciti la sua protezione.


Nel nuovo studio, il team della dott.ssa Gan ha progettato la mutazione Christchurch nel gene ApoE nei topi che sviluppano l'accumulo di tau e ha scoperto che proteggeva gli animali dalle caratteristiche del MA, come l'accumulo di tau, il danno sinaptico e le interruzioni nell'attività cerebrale. Questi effetti protettivi sono stati accreditati alla soppressione del percorso cGAS-STING, una cascata di segnalazione immunitaria innata che di norma si attiva in risposta alla minaccia virale, ma è cronicamente attiva nel MA.


"Siamo particolarmente incoraggiati dal fatto che questa mutazione migliora la malattia a livello di funzionalità cerebrale, fatto mai mostrato prima", ha affermato la dott.ssa Naguib, prima autrice dello studio.


La dott.ssa Gan e i colleghi hanno inoltre scoperto che il meccanismo protettivo della mutazione Christchurch può essere ampiamente attribuito alla riduzione dell'attività delle microglia, cellule immunitarie residenti nel cervello. Queste cellule e il loro stato infiammatorio nel MA sono visti da lungo tempo come potenziale guida del processo patologico. Quando i ricercatori hanno trattato i topi con patologia tau usando un inibitore a piccola molecola della segnalazione cGAS-STING, hanno osservato effetti di protezione delle sinapsi e cambiamenti molecolari nelle cellule cerebrali che assomigliavano molto a quelli della mutazione protettiva.


Con prove crescenti che la segnalazione cGAS-STING contribuisce alla progressione della malattia, il team sta ora esplorando il suo ruolo in altri disturbi neurodegenerativi e sta testando gli inibitori su diversi modelli animali di quei disturbi.


"Non possiamo ingegnerizzare la mutazione rara Christchurch nelle persone per prevenire il MA", ha detto la dott.ssa Gan, "ma puntare lo stesso percorso che essa modula, il cGAS-STING, potrebbe diventare una nuova strategia terapeutica per il MA e potenzialmente per altre condizioni neurodegenerative".

 

 

 


Fonte: Weill Cornell Medicine (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: S Naguib, [+23], Li Gan. The R136S mutation in the APOE3 gene confers resilience against tau pathology via inhibition of the cGAS-STING-IFN pathway. Immunity, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.