Il buono di un effetto collaterale: gonfiore cerebrale provocato dal lecanemab può indicare la forte risposta

Alzheimer treatment side effect by HoustonMethodistLe regioni di ARIA-E sull'MRI corrispondono alle regioni di maggiore calo di segnale Aβ-PET dopo la terapia con lecanemab (frecce). Fonte: Finn et al / Am J Neuroradiology

Un nuovo effetto collaterale del trattamento del morbo di Alzheimer (MA) che provoca gonfiore del cervello potrebbe avere un lato positivo, secondo un nuovo studio dello Houston Methodist Research Institute di Houston (Texas/USA). La ricerca ha rilevato che l'amiloide-beta (Aβ), una proteina che si accumula sotto forma di placche nel cervello, potrebbe essere eliminata maggiormente nelle regioni del cervello che presentavano questo effetto collaterale, segnalando una risposta al trattamento più forte.


La ricerca, guidata da Joseph Masdeu MD/PhD, direttore del Nantz National Alzheimer Center and Neuroimaging e pubblicata sull'American Journal of Neuroradiology, ha esaminato i pazienti di MA che presentavano edema moderato o grave da anomalia nella scansione correlata all'amiloide (ARIA-E, amyloid-related imaging abnormality edema), un effetto collaterale del trattamento che causa la fuoriuscita di plasma dal sangue in alcune regioni del cervello e provoca gonfiore.


I ricercatori hanno confrontato le scansioni effettuate prima e dopo la scomparsa del gonfiore. Nella maggior parte dei pazienti, le aree che presentavano gonfiore hanno mostrato diminuzioni maggiori nelle placche cerebrali rispetto alle aree che non si erano mai gonfiate.


"Questo studio dimostra che non tutte le parti del cervello rispondono allo stesso modo alla terapia anti-amiloide", ha detto Masdeu, professore di neurologia dell'istituto di ricerca. "Per la prima volta, i risultati mostrano che le regioni del cervello che si gonfiano durante il trattamento presentano una maggiore diminuzione del segnale di amiloide sulla tomografia a emissione di positroni (PET), forse perché viene rimossa più amiloide o perché l'amiloide è nascosta nella PET. Ciò riformula l'ARIA‑E dall'essere solo un effetto collaterale a un possibile segno di una forte attività di trattamento locale".


Clinicamente, questo effetto collaterale viene gestito in modo semplice: quando appare il gonfiore, i medici in genere rallentano o interrompono brevemente il trattamento e monitorano attentamente il paziente. Nella maggior parte dei casi, il gonfiore regredisce e scompare, dopodiché è possibile riprendere il trattamento in modo appropriato.


Questa nuova scoperta offre ai medici e alle famiglie un modo più sfumato di interpretare questo effetto collaterale, bilanciando la sicurezza con la possibilità che possa coincidere con una risposta terapeutica locale più forte. I ricercatori stanno ampliando il campione di pazienti e collaboreranno con altre istituzioni, incluso il consorzio Longitudinal Early Onset Alzheimer’s Disease Study (LEADS), per convalidare i risultati in coorti più ampie e diversificate.

 

 

 


Fonte: Houston Methodist (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Q Finn, [+2], JC Masdeu. β-amyloid PET signal reduction in prior ARIA-E regions after anti-amyloid therapy for Alzheimer's disease. Am J Neurorad, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)