Ottenuti neuroni di Alzheimer da cellule staminali pluripotenti: prima conquista da sempre

Per la prima volta, scienziati della School of Medicine della University of California di San Diego, hanno creato derivati dalle cellule staminali nei modelli in vitro di Alzheimer (AD) ad insorgenza sporadica ed ereditaria, utilizzando cellule staminali pluripotenti indotte dei pazienti con la tanto temuta malattia neurodegenerativa.

"Finora non erano mai stati creati neuroni umani di Alzheimer altamente purificati e funzionali in una piastrina",


Neuroni derivati da cellule staminali, fatta su pazienti
con Alzheimer, forniscono un nuovo strumento per
svelare i meccanismi alla base della malattia neuro-
degenerativa. In questa immagine, il DNA è blu, den-
driti e corpi cellulari sono rossi e i marcatori endo-
somali Rab5 e EEA1 in verde e arancione, rispetti-
vamente. (Credit: UC San Diego School of Medicine)


... ha dichiarato l'autore senior dello studio Lawrence Goldstein, PhD, professore del Dipartimento di Medicina Cellulare e Molecolare, ricercatore dell'Howard Hughes Medical Institute e direttore dello Stem Cell Program alla UC San Diego. "E' un primo passo. Questi non sono modelli perfetti. Sono prove del concetto. Ma ora sappiamo come farle. Richiede straordinaria cura e diligenza, controlli davvero rigorosi, di qualità per indurre comportamenti coerenti, ma ce la possiamo fare".


L'impresa, pubblicata nel numero online del 25 gennaio della rivista Nature, rappresenta un metodo nuovo e tanto necessaria per lo studio delle cause dell'Alzheimer, una demenza progressiva che colpisce circa 5,4 milioni di americani. Ancora più importante, le cellule viventi forniscono uno strumento senza precedenti per sviluppare e testare farmaci per trattare la malattia.

"Abbiamo a che fare con il cervello umano. Non si può semplicemente fare una biopsia sui pazienti in vita", ha detto Goldstein. "Invece, i ricercatori hanno dovuto trovare la soluzione, simulando alcuni aspetti della malattia nelle cellule umane non neuronali o utilizzando modelli animali limitati. Nessuno dei due approcci è davvero soddisfacente".

 

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Fonte: Materiale della University of California, San Diego Health Sciences, via Newswise.

Riferimento: Mason A. Israel, Shauna H. Yuan, Cedric Bardy, Sol M. Reyna, Yangling Mu, Cheryl Herrera, Michael P. Hefferan, Sebastiaan Van Gorp, Kristopher L. Nazor, Francesca S. Boscolo, Christian T. Carson, Louise C. Laurent, Martin Marsala, Fred H. Gage, Anne M. Remes, Edward H. Koo, Lawrence SB Goldstein. Probing sporadic and familial Alzheimer's disease using induced pluripotent stem cells. Nature, 2012; DOI: 10.1038/nature10821.

Pubblicato in ScienceDaily il 25 Gennaio 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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