Un numero limitato ma in crescita di prove suggerisce che una procedura chirurgica minimamente invasiva chiamata 'anastomosi linfovenosa' (LVA) potrebbe essere un trattamento efficace per l'Alzheimer.
Percorsi glinfatici e linfatici meningei cerebrali. (1) Il liquido cerebrospinale entra nel cervello dallo spazio subaracnoideo. (2) Viene spinto negli spazi periarteriosi dalle pulsazioni arteriose. (3) Attraverso la via glinfatica, il liquido cerebrospinale fluisce nel parenchima cerebrale mediante forze convettive e diffusive, facilitate dai canali d'acqua AQP4 sulle estremità degli astrociti, dove si mescola con l'ISF e si sposta verso gli spazi perivenosi. (4) La miscela CSF-ISF, che trasporta i rifiuti metabolici, esce dal cervello attraverso spazi perivenosi. (5) Infine, l'ISF drena attraverso il percorso linfatico meningeo nei linfonodi cervicali profondi, con ulteriori vie di drenaggio lungo i nervi olfattivi, cranici e spinali. (Fonte: Yen et al / Plast & Reconstr Surgery)
"La LVA rappresenta una nuova strategia chirurgica che punta la disfunzione linfatica cerebrale, affrontando potenzialmente un fattore chiave coinvolto nello sviluppo e nella progressione del morbo di l'Alzheimer (MA)", ha dichiarato il dott. Chew Khong Yik, consulente senior del Dipartimento di Chirurgia Plastica, Ricostruzione ed Estetica del Singapore General Hospital, autore senior di uno studio eseguito insieme a ricercatori della Duke-NUS Medical School e del National Neuroscience Institute, entrambi di Singapore. “Tuttavia, saranno necessarie molte più ricerche per stabilire i veri vantaggi di questa procedura”.
La LVA migliora l’eliminazione delle tossine coinvolte nel MA
La LVA, talvolta chiamata 'bypass linfovenoso', è una procedura chirurgica relativamente semplice in cui i vasi linfatici sono collegati (anastomizzati) ai vasi sanguigni vicini per migliorare il flusso linfatico. Il concetto di LVA non è nuovo; è comune per alleviare il flusso linfatico ostruito che causa un grave gonfiore (linfedema), spesso come complicanza nel trattamento del cancro.
Negli ultimi anni, studi hanno suggerito che il flusso linfatico alterato nel cervello – chiamato flusso 'glinfatico' perché regolato dalle cellule cerebrali chiamate glia – può contribuire alle anomalie correlate al MA, che includono le placche di amiloide-beta i depositi di proteina tau. Il danno al flusso glinfatico può portare a una ridotta eliminazione delle neurotossine, in particolare durante il sonno.
Si è suggerito che cambiamenti nello stile di vita e farmaci possano migliorare il flusso linfatico cerebrale, ma con efficacia limitata. Creando una connessione diretta tra i vasi linfatici e le vene, la LVA bypassa i percorsi linfatici bloccati o disfunzionali, fornendo un miglioramento “continuo e passivo” del flusso glinfatico. I chirurghi plastici sono tra i pochi medici specialisti esperti nelle tecniche di microchirurgia usate nella LVA, nonché nell’anatomia della testa e del collo.
Studi preliminari hanno supportato i benefici della chirurgia LVA nei pazienti con MA, con miglioramenti nei punteggi dei test cognitivi e guadagni talvolta drastici nel funzionamento mentale e fisico. Alcuni studi hanno collegato questi miglioramenti clinici all’evidenza di un aumento del flusso linfatico. "Insieme, questi studi supportano la sicurezza e il potenziale beneficio cognitivo della LVA nel MA, giustificando ulteriori convalide", ha affermato il dott. Chew.
Lo studio delinea le “lezioni apprese” per stabilire l’efficacia della LVA per il MA, tra cui:
- Criteri di selezione chiari, puntando pazienti con diagnosi confermata di MA da lieve a moderata.
- Approcci chirurgici standard, compresi test pre-operatori per mappare i bersagli della linfa e dei vasi sanguigni.
- Approcci definiti per monitorare i cambiamenti nella funzione cognitiva.
- Prove per confermare i meccanismi attraverso i quali il ripristino del flusso glinfatico cerebrale porta a un miglioramento clinico.
- Dati sui rischi e sulle potenziali complicanze della chirurgia LVA.
"La LVA rappresenta una nuova strategia terapeutica che può integrare i trattamenti esistenti, offrendo nuove speranze per affrontare la fisiopatologia del MA", hanno concluso il dott. Chew e i coautori. “Attraverso studi clinici collaborativi a lungo termine, la LVA può emergere non solo come aggiunta alle attuali terapie per il MA, ma anche come potenziale percorso di trattamento per altre malattie neurodegenerative”.
Fonte: Wolters Kluwer Health via NeuroscieneNews (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: Yen Yu-Hsin, [+2], Chew Khong-Yik. Exploring Lymphovenous Anastomosis for Alzheimer Disease: Addressing Brain Lymphatic Dysfunction, Feasibility, and Outcome Metrics. Plast & Rec Surgery, 2026, DOI
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