Mappato il processo di formazione della memoria a lungo termine

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno decifrato il modo in cui una proteina chiamata Arc regola l'attività dei neuroni, aggiungendo indizi importanti sulla capacità del cervello di formare ricordi duraturi. Questi risultati, riferiti il 9 Giugno su Nature Neuroscience, permettono di capire ulteriormente ciò che accade a livello molecolare quando questo processo diventa perturbato.


Guidata da Steve Finkbeiner, MD, PhD, ricercatore senior dei Gladstone, questa ricerca ha scavato in profondità sul funzionamento interno delle sinapsi. Le sinapsi sono giunzioni altamente specializzate che elaborano e trasmettono informazioni tra i neuroni. La maggior parte delle sinapsi che il nostro cervello avrà per tutta la vita, si formano durante il suo sviluppo iniziale, ma per tutta la vita queste sinapsi possono essere ricostituite, spezzate e rafforzate.


Le sinapsi più attive diventano più forti, un processo essenziale per la formazione di nuovi ricordi. Tuttavia, questo processo è anche pericoloso, in quanto può sovrastimolare i neuroni e portare ad attacchi epilettici. Esso deve quindi essere tenuto sotto controllo.


I neuroscienziati hanno recentemente scoperto un meccanismo importante che il cervello usa per mantenere questo importante equilibrio: il processo chiamato "scalatura omeostatica". La scalatura omeostatica consente ai singoli neuroni di rafforzare le nuove connessioni sinaptiche che hanno fatto per produrre ricordi, mentre allo stesso tempo impediscono ai neuroni di diventare troppo eccitati. Finora non si sapeva esattamente come riuscissero a farlo, ma si sospettava che la proteina Arc avesse un ruolo chiave.


"Gli scienziati sapevano che l'Arc è coinvolta nella memoria a lungo termine, perché i topi privi della proteina Arc possono imparare nuovi compiti, ma non riescono a ricordarli il giorno dopo", spiega il dottor Finkbeiner, che è anche un professore di neurologia e fisiologia alla University of California di San Francisco (UCSF), con la quale il Gladstone è affiliato. "Poiché le osservazioni iniziali hanno mostrato che l'Arc si accumula nelle sinapsi durante l'apprendimento, i ricercatori pensavano che la presenza di Arc in queste sinapsi guidasse la formazione di ricordi duraturi".


Ma il dottor Finkbeiner e il suo team pensavano che ci fosse qualcos'altro in gioco. In esperimenti di laboratorio, prima in modelli animali e poi in maggior dettaglio nella piastra di Petri, i ricercatori hanno monitorato i movimenti dell'Arc. E hanno trovato qualcosa di sorprendente.


"Quando i singoli neuroni sono stimolati durante l'apprendimento, l'Arc inizia ad accumularsi nelle sinapsi - ma quello che abbiamo scoperto è che, subito dopo, la maggior parte di Arc viene trasferita nel nucleo", spiega Erica Korb, PhD, autrice principale del documento, che ha completato il suo lavoro di laurea al Gladstone e all'UCSF. "Un'analisi più dettagliata ha rivelato tre regioni all'interno della proteina Arc stessa che dirigono i suoi movimenti: una esporta l'Arc dal nucleo, una seconda la trasporta nel nucleo, e una terza la tiene lì. La presenza di questo sistema complesso e strettamente regolato è una forte evidenza dell'importanza biologica di questo processo".


In effetti, gli esperimenti del team hanno rivelato che l'Arc agisce da regolatore principale di tutto il processo di scalatura omeostatica. Durante la formazione dei ricordi, alcuni geni devono essere accesi e spenti in momenti molto specifici per generare le proteine ​​che aiutano i neuroni a fissare nuovi ricordi. Gli autori hanno scoperto che è l'Arc che, da dentro il nucleo, dirige questo processo necessario perchè avvenga la scalatura omeostatica. Questo rafforza le connessioni sinaptiche senza la loro sovrastimolazione, traducendo così l'apprendimento in memoria a lungo termine.


"Questa scoperta è importante non solo perché risolve un mistero di vecchia data sul ruolo dell'Arc nella formazione della memoria a lungo termine, ma ci dà anche una nuova visione del processo stesso di scalatura omeostatica, il cui cattivo funzionamento è già stato implicato in tutta una serie di malattie neurologiche"
, scrive il dottor Finkbeiner. "Per esempio, gli scienziati hanno recentemente scoperto che l'Arc è esaurito nell'ippocampo (centro della memoria del cervello) nei pazienti di Alzheimer. E' possibile che l'interruzione del processo di scalatura omeostatica possa contribuire ai deficit di apprendimento e memoria dell'Alzheimer".


Disfunzioni nella produzione e nel trasporto di Arc possono anche essere giocatori fondamentali nell'autismo. Per esempio, la malattia genetica sindrome Fragile X, una causa comune sia di ritardo mentale che di autismo, colpisce direttamente la produzione di Arc nei neuroni. "In futuro", ha aggiunto il dottor Korb, "ci auguriamo che ulteriori ricerche sul ruolo dell'Arc, sia nella salute che nella malattia, possa farci capire ancora più profondamente questi e altri disturbi, e gettare anche le basi per nuove strategie terapeutiche per combatterli".


La ricerca è stata finanziata dalla Ruth L. Kirschstein Fellowship, dall'Istituto Nazionale di Malattie Neurologiche e Ictus, dal National Institute on Aging e dalla Fondazione Keck.

 

 

 

 

 


Fonte: Gladstone Institutes.

Reference: Erica Korb, Carol L Wilkinson, Ryan N Delgado, Kathryn L Lovero, Steven Finkbeiner. Arc in the nucleus regulates PML-dependent GluA1 transcription and homeostatic plasticity. Nature Neuroscience, 2013; DOI: 10.1038/nn.3429

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.