Demenza frontotemporale: le ultime scoperte

Uno studio condotto da Neuroscience Research Australia ha rivelato, per la prima volta, perché chi soffre di demenza perde la memoria di eventi significativi della vita, come morti e matrimoni, così come la capacità di interagire socialmente.


I ricercatori sperano che questa ultima ricerca possa contribuire a migliorare la diagnosi e il trattamento della demenza frontotemporale, che può uccidere nel giro di pochi anni.


Katie Hamann della trasmissione AM [della nostra emittente] ha parlato con uno degli autori dello studio, Fiona Kumfor.

 

FIONA KUMFOR: La demenza frontotemporale é davvero interessante perché, a differenza dell'Alzheimer, la memoria non è la prima cosa che sparisce. Nelle persone affette da demenza frontotemporale, i cambiamenti della personalità, del comportamento e delle emozioni sono spesso i primi segni che sta succedendo qualcosa.


I pazienti che vediamo in genere stanno ancora lavorando, e quello che vediamo spesso è che le persone che erano veramente abili al lavoro sembrano improvvisamente iniziare ad avere qualche difficoltà e potrebbero avere difficoltà ad andare d'accordo con le persone con cui lavorano, o semplicemente non si comportano nel modo appropriato di prima.


Alcuni degli altri scenari comuni che osserviamo sono che le persone che sono di solito molto affettuose e amorevoli e che si prendono veramente cura della loro famiglia sembrano improvvisamente perdere interesse per le cose, e potrebbero anche perdere interesse per i loro hobby.

KATIE HAMA: E se sei attorno ai 45 anni, il primo pensiero potrebbe non essere "questa è demenza, potrebbe essere un'altra diagnosi", suppongo?

FIONA KUMFOR: La difficoltà a diagnosticare le persone con demenza frontotemporale è davvero una preoccupazione in questo momento. Rende le cose particolarmente difficili per le famiglie, perché non sanno quello con cui hanno a che fare, e significa anche che eventuali trattamenti potrebbero essere ritardati.

E uno dei reali vantaggi delle attività che stiamo esaminando, come i ricordi emotivi, è che queste cose di solito non sono interessate nelle persone con depressione o con altri tipi di demenza come l'Alzheimer. Quindi ci aiuta a identificare prima i pazienti di demenza frontotemporale.

 

KATIE HAMA: E cosa sappiamo ora di quello che succede all'interno del cervello quando qualcuno perde questa parte della memoria e la capacità di interagire socialmente?

FIONA KUMFOR: Da quello che abbiamo scoperto, c'è la parte del cervello chiamata corteccia orbitofrontale, che si trova nella parte anteriore del cervello, appena dietro gli occhi, che è particolarmente importante per il potenziamento della memoria emotiva, ruolo che non era ancora stato chiarito finora.

Quindi sapevamo che la corteccia orbitofrontale era importante per altri tipi di emozioni e per il processo decisionale, ma questa è davvero la prima volta che abbiamo la prova definitiva che il restringimento della corteccia orbitofrontale causa questi problemi nella demenza frontotemporale.

 

KATIE HAMA: Se una persona di 45 anni si ritrova con la diagnosi di demenza frontotemporale, qual è la prognosi?

FIONA KUMFOR: Varia molto tra i diversi individui, ma l'aspettativa di vita può andare da 2 e 10 anni dalla diagnosi, purtroppo.

 

 

 

 

 

 


Pubblicato da Tony Eastley in ABC.net.au (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)