Individuato il gene della Tau corresponsabile dell'insorgenza dell'Alzheimer

Individuato il gene della Tau corresponsabile dell'insorgenza dell'AlzheimerImmagine al microscopio con placche e grovigli caratteristici dell'Alzheimer. (Fonte: Tom Deerinck, NCMIR, UC San Diego)Un team internazionale di scienziati, guidati da ricercatori della University of California di San Diego, ha appurato che il gene della proteina tau associata ai microtubuli (MAPT) aumenta il rischio di sviluppare l'Alzheimer (AD).


Il gene MAPT (Microtubule-Associated Protein Tau) codifica la proteina tau, che è coinvolta in diverse malattie neurodegenerative, compreso il Parkinson (PD) e l'AD.


Questi risultati forniscono una visione innovativa sulla neurodegenerazione di Alzheimer, aprendo forse la porta ad una migliore diagnosi clinica e trattamento. La ricerca è pubblicata online dal 18 febbraio su Molecular Psychiatry.


L'Alzheimer, che colpisce circa 5 milioni di americani, è di solito caratterizzata da un progressivo declino delle capacità cognitive, come la memoria e il linguaggio, e da cambiamenti comportamentali. Mentre alcuni studi recenti di associazione dell'intero genoma di AD (che cercano piccole variazioni nell'intero genoma umano) hanno suggerito che il MAPT è associato all'aumento del rischio di AD, altri studi non hanno trovato alcuna associazione. Al contrario, un certo numero di studi hanno trovato una forte associazione tra MAPT e altre patologie neurodegenerative, come il PD.


"Anche se una mole enorme di lavoro dimostra il coinvolgimento della proteina tau nell'Alzheimer, il ruolo del gene MAPT associato alla tau non è ancora chiaro", ha detto Rahul S. Desikan, MD, PhD, ricercatore e residente di radiologia alla UC San Diego e primo autore dello studio.


Nella nuova ricerca pubblicata su Molecular Psychiatry, condotta con i collaboratori di tutto il paese e del mondo, Desikan e colleghi hanno ristretto la loro ricerca. Piuttosto che guardare a tutti i possibili loci (sedi di geni specifici), gli autori si sono concentrati solo sui loci associati al PD e hanno valutato se questi loci sono associati anche all'AD, aumentando così la loro potenza statistica per la scoperta di geni di AD.


Con questo approccio, hanno scoperto che i portatori dell'allele MAPT deleterio (una forma alternativa del gene) hanno un rischio più alto di sviluppare l'AD e più probabilità di avere una maggiore atrofia cerebrale rispetto ai non portatori.


"Questo studio dimostra che i depositi di tau nel cervello di soggetti con Alzheimer non sono solo una conseguenza della malattia, ma in realtà contribuiscono allo sviluppo e alla progressione della malattia", ha detto Gerard Schellenberg, PhD, professore di patologia e medicina di laboratorio all'Università della Pennsylvania, ricercatore principale dell'Alzheimer’s Disease Genetics Consortium e co-autore dello studio.


"Un aspetto importante è stata la natura collaborativa di questo lavoro. Grazie ai collaboratori del Consorzio, del Parkinson's Disease Genetics Consortium International, del Genetic and Environmental Risk in Alzheimer’s Disease, della Cohorts for Heart and Aging Research in Genomic Epidemiology, del deCODE Genetics e della coorte DemGene, abbiamo avuto accesso a un gran numero di set di dati genetici di Alzheimer e di Parkinson che potremmo usare per identificare e replicare la nostra scoperta sul MAPT", ha dichiarato Ole A. Andreassen, MD, PhD, professore di psichiatria biologica all'Università di Oslo e co-autore senior.


Sudha Seshadri, MD, professore di neurologia alla Boston University, il ricercatore principale del Gruppo di Lavoro di Neurologia all'interno del consorzio Cohorts for Heart and Aging Research in Genomic Epidemiology, e co-autore dello studio, ha aggiunto: "Anche se sappiamo dal tempo di Alois Alzheimer che sia le placche (con amiloide) che i grovigli di tau sono caratteristiche chiave della patologia di Alzheimer, i tentativi di prevenire o rallentare la progressione della malattia clinica si sono concentrati sulla via amiloide. Fino a quest'anno nessuno aveva dimostrato in modo convincente che il gene MAPT (tau) modificasse il rischio di AD e questo, combinato con la maggiore facilità di vedere l'amiloide in vita, ha portato alcuni ricercatori a ipotizzare che i cambiamenti della tau fossero secondari rispetto ai cambiamenti amiloidi. La recente associazione tra variante genetica nel gene MAPT e rischio di AD e la disponibilità emergente delle scansioni tau ci stanno ora portando a riconoscere che forse i cambiamenti della tau sono fondamentali nel percorso fisiopatologico dell'AD e questo percorso deve essere mirato con più intensità".


Questi risultati sottolineano l'importanza di utilizzare un approccio multi-modale e multi-disciplinare per valutare la neurodegenerazione di Alzheimer. "Questi risultati suggeriscono che la combinazione tra misure genetiche, molecolari e di neuroimaging può essere utile anche per rilevare e quantificare gli effetti biochimici degli interventi terapeutici", ha detto Anders M. Dale, PhD, professore di neuroscienze e di radiologia e direttore del Center for Translational Imaging and Precision Medicine alla UC San Diego e autore senior dello studio.

 

*******
La (lunga) lista dei collaboratori è nel documento di ricerca pubblicato. Il finanziamento è venuto, in parte, dal National Institutes of Health, dal Consiglio norvegese della ricerca, dall'Autorità Sanitaria del Sud Est della Norvegia, dalla Norwegian Health Association e dalla KG Jebsen Foundation.

 

 

 

 

 


Fonte: University of California, San Diego (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  R S Desikan, A J Schork, Y Wang, A Witoelar, M Sharma, L K McEvoy, D Holland, J B Brewer, C-H Chen, W K Thompson, D Harold, J Williams, M J Owen, M C O'Donovan, M A Pericak-Vance, R Mayeux, J L Haines, L A Farrer, G D Schellenberg, P Heutink, A B Singleton, A Brice, N W Wood, J Hardy, M Martinez, S H Choi, A DeStefano, M A Ikram, J C Bis, A Smith, A L Fitzpatrick, L Launer, C van Duijn, S Seshadri, I D Ulstein, D Aarsland, T Fladby, S Djurovic, B T Hyman, J Snaedal, H Stefansson, K Stefansson, T Gasser, O A Andreassen, A M Dale. Genetic overlap between Alzheimer’s disease and Parkinson’s disease at the MAPT locus. Molecular Psychiatry, 2015; DOI: 10.1038/mp.2015.6

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)