La teoria 'amiloide' dell'Alzheimer è sbagliata e da abbandonare?

In una stanza buia del Krembil Research Institute di Toronto, il dottor Donald Weaver sta guardando uno schermo coperto di puntini verdi fluorescenti. Ma non va bene. Quei punti luminosi verdi sono esattamente ciò che questo ricercatore di Alzheimer non voleva vedere: "Settimane, se non mesi, di lavoro sono andati in questo composto e ha fallito", ha detto. "E' finita".


Weaver, neurologo e chimico, stava testando un composto per vedere se poteva prevenire l'aggregazione di una proteina chiamata tau che crea grovigli nel cervello delle persone con morbo di Alzheimer (MA).
Se avesse funzionato, avrebbe potuto essere candidato per un nuovo farmaco. Ma non ha funzionato, proprio come le migliaia di altri che ha già provato.


Il fallimento è normale per i ricercatori impegnati nella frustrante ricerca di farmaci per curare il MA. "Devi essere appassionato", ha detto Weaver. "Questa è una malattia in cui sono falliti tanti approcci. Devi davvero credere profondamente che il tuo sia corretto, solo per alzarti ogni giorno e continuare a lavorarci".

 

Molti farmaci promettenti hanno fallito

Ma dopo una serie di fallimenti di farmaci di alto profilo negli ultimi anni, gli scienziati stanno affrontando la preoccupante possibilità che la loro teoria principale sul MA possa essere fatalmente viziata.


Si chiama 'ipotesi amiloide', ed era un obiettivo ovvio per i ricercatori perché la proteina amiloide forma placche distintive nel cervello delle persone con MA. "Ciò ha portato alla conclusione che deve avere un ruolo piuttosto importante nella malattia", ha detto Weaver.


L'ipotesi dell'amiloide fu proposta per la prima volta nel 1992 e negli ultimi 25 anni la ricerca si è concentrata sui composti che possono eliminare l'amiloide dal cervello o rallentare la sua produzione. Ma uno a uno sono stati abbandonati perché non cambiano il risultato per le persone con MA.


Alcuni sostengono che i farmaci sono somministrati troppo tardi, che il danno dell'amiloide è già avanzato troppo. Ma alcuni scienziati credono che sia ora di dichiarare "morta" l'ipotesi amiloide e passare ad altre idee.


All'università del Kentucky, Paul Murphy è un ricercatore che lo dice ad alta voce. In un controverso editoriale apparso sul New England Journal of Medicine di gennaio, Murphy ha scritto:

"Sarebbe sciocco ignorare i continui fallimenti degli approcci anti-amiloide. Il campo ha chiaramente bisogno di idee innovative, potremmo benissimo avvicinarci alla fine della strada dell'ipotesi-amiloide, a quel punto uno o due ulteriori fallimenti ci faranno allentare la presa e lasciar perdere.

"È possibile che tutto sia stato costruito finora su basi instabili, e non lo sapremo per alcuni anni".

 

'Un enorme bisogno insoddisfatto'

L'elenco delle incognite sul MA è lungo. Gli scienziati non sanno ancora esattamente cosa causa la malattia. Non sanno quale è la funzione dell'amiloide o perché il corpo la produce. E non sanno cosa succederà se riusciranno a impedire all'amiloide di accumularsi nel cervello anni prima che compaiano i sintomi.


"Entro il 2020, avremo probabilmente una buona idea se questo funziona o no", ha affermato Murphy. Se i risultati mostreranno che le persone continuano ad avere la malattia anche se i farmaci hanno prevenuto i depositi di amiloide, allora l'ipotesi dell'amiloide potrebbe subire un colpo fatale. "Se mi avessi chiesto cinque anni fa se l'ipotesi amiloide è vera o no, avrei detto assolutamente si. Ma ora, dopo molti altri fallimenti clinici, devi davvero iniziare a chiederti se abbiamo in realtà sbagliato strada".


Negli ultimi anni, molti dei farmaci più promettenti sono falliti nelle sperimentazioni cliniche. L'ultima delusione è arrivata venerdì, quando la Janssen ha annunciato l'interruzione delle sperimentazioni cliniche di un farmaco - l'inibitore BACE atabecestat - a causa della tossicità epatica. E a gennaio, la Pfizer, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo, ha annunciato che stava interrompendo il suo programma di ricerca sull'Alzheimer.


"Personalmente, sono deluso dal fatto che alcune aziende se ne stiano allontanando, perché è un enorme bisogno insoddisfatto", ha detto Weaver. "Richiede che il settore farmaceutico si spinga oltre la linea di porta, e meno aziende lo fanno, più difficile diventerà, ma vista la spesa e considerato il tasso di insuccesso, capisco perché prendono tali decisioni".


Man mano che svanisce la speranza per l'ipotesi amiloide, gli scienziati stanno seguendo altre strade. Tornato a Toronto, Weaver ha sviluppato un modello computerizzato che analizzerà migliaia di composti alla ricerca di attività sia con l'amiloide che con la tau. E' arrivato a composti promettenti e sta lavorando con un'azienda farmaceutica francese per svilupparli.


Nel suo laboratorio nel Kentucky, Murphy sta studiando i legami tra l'Alzheimer e la malattia vascolare cerebrale. Altri obiettivi di ricerca includono la neuroinfiammazione, la disfunzione mitocondriale, una classe di cellule cerebrali chiamate 'microglia' e il ruolo delle specie reattive dell'ossigeno, chiamate anche 'radicali liberi'.


"Ora è il momento di iniziare a pensare a cose totalmente diverse che non abbiamo finora considerato, che i ricercatori pensano che possono essere interessanti ma che non abbiamo ancora provato", ha detto Murphy.

 

 

 


Fonte: Kelly Crowe in CBC News (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.