Terapia con farmaco 'chaperone' previene l'Alzheimer nei topi

Come pezzi di nastro che si raggrinzano, si incollano uno sull'altro, e si possono arrotolare, le proteine ​​che iniziano a perdere la loro forma diventano appiccicose e tendono a raggrupparsi. Quando questo accade, invece di essere portate ai siti di riciclo all'interno delle cellule, le proteine ​​vecchie o disfunzionali restano invece intrappolate all'interno dei compartimenti cellulari. Alla fine, si accumulano al punto da mettere fuori uso il macchinario cellulare, causando grossi problemi.


Fortunatamente, le cellule sono dotate di un macchinario molecolare che rileva le proteine ​​difettose, le isola, e quindi le rimuove o le stabilizza, impedendo loro di accumularsi e di causare danni. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno sviluppato piccole molecole farmacologiche, chiamate 'chaperoni farmacologici', che possono aiutare in questo processo.


Ora, gli scienziati della Temple University mostrano che i chaperoni farmacologici potrebbero avere un ruolo fondamentale nella terapia del morbo di Alzheimer (MA). In un nuovo studio pubblicato online il 21 gennaio sulla rivista Molecular Neurodegeneration, essi descrivono un nuovo chaperone farmacologico in grado di prevenire il MA negli animali a rischio di sviluppare la malattia.


Lo studio è il primo a dimostrare che un farmaco chaperone farmacologico può interrompere in modo efficace i processi anomali che danneggiano i neuroni del cervello, alimentano la perdita di memoria e, infine, generano il MA.


"Il nostro farmaco chaperone ha ripristinato i livelli di una molecola di smistamento chiamata VPS35, che aiuta le proteine ad ​​uscire dagli endosomi, gli scomparti all'interno delle cellule dove le proteine ​​sono smistate per essere degradate", ha spiegato Domenico Praticò MD, docente di ricerca sul MA, professore nei Dipartimenti di Farmacologia e Microbiologia, e direttore del Centro Alzheimer della Temple, nonché autore senior del nuovo studio.


Il traffico di proteine ​​dagli endosomi alla membrana cellulare, o a un altro compartimento cellulare noto come 'apparato di Golgi', è fondamentale per il funzionamento normale della cellula. La VPS35 è di particolare importanza per questo sistema di traffico, poiché separa le proteine disfunzionali e vecchie ​​e le manda al riciclo.


In lavori precedenti, il dott. Praticò e i colleghi avevano scoperto che la VPS35 elimina attivamente dal cervello le proteine ​​potenzialmente dannose come l'amiloide-beta e la tau. Tuttavia, nel MA, i livelli di VPS35 sono ridotti. Questa riduzione è associata con la formazione di grovigli tau all'interno dei neuroni, così come all'accumulo di amiloide-beta all'esterno dei neuroni. Alla fine, questi depositi di proteine ​​anomale interrompono l'attività dei neuroni e contribuiscono alle malattie neurodegenerative, compreso il MA.


Nel nuovo studio, i ricercatori hanno studiato gli effetti di un chaperone farmacologico sulle proteine ​​di smistamento nei topi progettati per sviluppare il MA quando invecchiano. I topi sono stati trattati dalla giovane età, prima che cominciassero a mostrare segni di malattia. Crescendo, gli animali sono stati testati per gli effetti sulla memoria e l'apprendimento.


Il gruppo del dott. Praticò ha scoperto che, rispetto ai topi non trattati destinati a contrarre il MA, gli animali trattati hanno avuto una memoria molto migliore e si comportavano proprio come i coetanei normali (wild-type). Quando i ricercatori hanno esaminato i neuroni dei topi trattati, hanno osservato una diminuzione significativa di grovigli tau e di placche di amiloide-beta, un altro tipo di aggregazione proteica che contribuisce al MA. I ricercatori hanno inoltre notato che i livelli di VPS35 sono stati ripristinati e le giunzioni in cui i neuroni si incontrano per scambiare informazioni (le sinapsi) erano completamente funzionali dopo la terapia con chaperone farmacologico.


"Rispetto ad altre terapie in fase di sviluppo per il MA, i chaperoni farmacologici sono poco costosi, e alcuni di questi farmaci sono già stati approvati per il trattamento di altre malattie", ha detto il dott. Praticò. "Inoltre, questi farmaci non bloccano un enzima o un recettore, ma puntano un meccanismo cellulare, il che significa che c'è un potenziale molto inferiore di effetti collaterali. Tutti questi fattori contribuiscono all'attrazione di perseguire farmaci chaperoni farmacologici come nuovi trattamenti di MA".


Prima di passare alla sperimentazione su pazienti umani, tuttavia, il dott. Praticò intende indagare gli effetti della terapia con chaperone farmacologico nei topi anziani. "Poiché la nostra indagine più recente si è concentrata sulla prevenzione, vogliamo sapere ora se questa terapia potrebbe funzionare anche come trattamento per i pazienti già diagnosticati con la malattia", ha aggiunto.

 

 

 


Fonte: Temple University Health System via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Jian-Guo Li, Jin Chiu, Mercy Ramanjulu, Benjamin Blass, Domenico Praticò. A pharmacological chaperone improves memory by reducing Aβ and tau neuropathology in a mouse model with plaques and tangles. Molecular Neurodeg., 22 Jan '20, DOI

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)