Dana Territo: Trattando la parodontite si può ridurre la possibilità di demenza

Esiste un legame tra la malattie delle gengive e l'Alzheimer?

normal tooth vs periodontitis

In un'analisi del 2020 pubblicata sul Journal of Alzheimer’s disease, e guidata dal National Institute on Aging (NIA), gli scienziati hanno suggerito che i batteri che causano la malattia delle gengive sono associati anche allo sviluppo del morbo di Alzheimer (MA) e delle demenze correlate, in particolare la demenza vascolare.


Anche uno studio del 2016 condotto all'Università di Southampton e al Kings College di Londra ha riferito un legame tra malattia gengivale e maggiori tassi di declino cognitivo nelle persone con MA di fase iniziale.
Il professor Clive Holmes, dell'Università di Southampton, autore senior, ha dichiarato alla sua conclusione:

“Questi sono risultati molto interessanti che si basano su un lavoro precedente che abbiamo svolto, che dimostra che le condizioni infiammatorie croniche hanno un effetto dannoso sulla progressione della malattia nelle persone con MA. Il nostro studio è piccolo ed è durato 6 mesi, quindi è necessario condurre ulteriori studi per sviluppare questi risultati. Tuttavia, se esiste una relazione diretta tra parodontite e declino cognitivo, come suggerisce questo studio, il trattamento della malattia gengivale potrebbe essere una possibile opzione di trattamento per il rischio di MA".


La parodontite, una malattia delle gengive, è comune negli individui più anziani ed è probabilmente più comune nel MA a causa della ridotta capacità di prendersi cura dell'igiene orale man mano che la malattia progredisce. L'aumento dei livelli di anticorpi ai batteri parodontali è associato ad un aumento dei livelli di molecole infiammatorie in altre parti del corpo, che a sua volta sono state collegate a maggiori tassi di declino cognitivo nel MA.


Nello studio di Southampton, i ricercatori si erano prefissati di determinare se la parodontite è associata ad un aumento della gravità della malattia e/o al conseguente peggioramento del declino cognitivo negli individui con la malattia. Il porfiromonas gingivalis è il colpevole più comune della malattia gengivale. Gli studi suggeriscono che le placche di proteina amiloide-beta, un importante segno distintivo del MA, possono essere prodotte come risposta a questa infezione.


L'analisi della NIA ha rivelato che gli anziani con segni di malattia gengivale e infezioni nella bocca al basale avevano maggiori probabilità di sviluppare il MA durante il periodo di studio. Tra gli over-65, sia le diagnosi che le morti di MA erano associate ad anticorpi contro il batterio orale P. gingivalis, che può raggrupparsi con altri batteri come il Campylobacter rectus e la Prevotella melaninogenica, aumentando ulteriormente quei rischi.


I ricercatori notano che lo studio di Southampton dovrebbe essere replicato con una coorte più ampia, poiché i mezzi precisi con cui la malattia gengivale può essere collegata al declino cognitivo non sono del tutto trasparenti e, insieme alla salute orale, altri fattori possono avere un ruolo nel declino cognitivo.


La malattia gengivale è un'infezione causata da batteri che entrano sotto il tessuto gengivale. Le tossine dei batteri e la risposta del corpo all'infezione possono iniziare a distruggere le gengive e le ossa che supportano i denti. Secondo il National Health and Nutrition Examination Survey, circa il 42% degli adulti statunitensi over-30 ha la parodontite, e circa il 7,8% di loro ce l'ha in forma grave.


L'American Dental Association raccomanda la pratica quotidiana di una buona igiene orale, che comprende l'uso corretto dello spazzolino  almeno due volte al giorno, del dentifricio e del filo interdentale, seguire una dieta sana che limita bevande e snack zuccherati e andare regolarmente dal dentista per la prevenzione e il trattamento delle malattie orali. Il trattamento della parodontite comprende pulizia professionale, innesto e chirurgia laser delle gengive e lisciatura delle radici.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.