Domenico Praticò: Progressi scientifici sulla malattia di Parkinson

Il morbo di Parkinson (MP) è più di una semplice condizione medica: ha un impatto sulla vita di milioni di persone in tutto il mondo. Negli ultimi decenni grazie ad un intenso lavoro di ricerca molte scoperte nella patogenesi del MP e nell'approccio clinico hanno fatto grandi passi in avanti nella conoscenza di questa complessa malattia neurodegenerativa.

red tulip stands for parkinson awareness monthIl tulipano rosso è il simbolo del mese di consapevolezza sul Parkinson.

Aprile è il mese dedicato all'educazione e della sensibilizzazione sul MP. Una delle campagne di questo mese, promossa dall'APDA-American Parkinson's Disease Association, prevede il motto "Lo sapevi?" per informare il pubblico su vari aspetti del Parkinson, tra cui statistiche, sintomi e storie personali. Nella nostra battaglia per decifrare e risolvere l'enigma delle malattie degenerative e cognitive, è fondamentale far conoscere e fornire informazioni facilmente comprensibili al grande pubblico, e non solo a coloro che sono affetti dalla malattia e alle loro famiglie.

Sebbene non esista ancora una cura per la malattia, possiamo celebrare e sottolineare i progressi significativi nella ricerca e nella terapia del MP. Questi progressi dimostrano come la qualità della vita di coloro a cui è stata diagnosticata questa malattia sia migliorata, e offrono anche una luce di speranza per una cura in un futuro non troppo lontano.

 

L'evoluzione del trattamento del MP

Storicamente, le opzioni terapeutiche per il MP erano limitate. Molti pazienti affrontavano sintomi debilitanti senza un sollievo efficace. Tuttavia, gli ultimi decenni hanno portato nuove scoperte nella ricerca che stanno rimodellando le opzioni terapeutiche.

Ad esempio, alcuni studi hanno scoperto il ruolo della neuroinfiammazione e della disfunzione mitocondriale nella progressione del MP. Queste scoperte stanno aprendo la strada a terapie più mirate. Infatti, recenti ricerche dimostrano che fino al 70% dei pazienti risponde positivamente ai nuovi trattamenti farmacologici, fornendo un'ancora di salvezza tanto necessaria.

La levodopa trasformandosi in dopamina nel cervello rimane sempre un punto fermo nella gestione della malattia. Inoltre, nuovi farmaci come gli agonisti dei recettori della dopamina e gli inibitori delle monoamino ossidasi-B consentono ora di controllare i sintomi con minori effetti collaterali. Ad esempio, studi recenti indicano che i pazienti che assumono terapie combinate riportano un miglioramento del 30% delle funzioni motorie rispetto a quelli che assumono solo levodopa.

 

Approcci terapeutici innovativi

Oltre ai trattamenti tradizionali, approcci innovativi si stanno facendo strada nella gestione del MP. Un intervento di spicco è la stimolazione cerebrale profonda. Questa procedura chirurgica prevede l'impianto di elettrodi in specifiche aree cerebrali e si è dimostrata efficace nel migliorare le funzioni motorie e ridurre i tremori. Infatti, circa il 50% dei pazienti sottoposti a questa tecnica terapeutica riscontra una significativa riduzione dei sintomi.

Nel frattempo, la speranza della terapia genica sta diventando una realtà. Recentemente, studi clinici hanno dimostrato che l'invio di materiale genetico a specifiche regioni cerebrali può alleviare i sintomi, con studi iniziali che indicano un miglioramento di oltre il 40% nelle attività motorie. Sebbene ancora in fase sperimentale, il potenziale impatto della terapia genica potrebbe ridefinire il nostro approccio al trattamento del MP.

 

Il ruolo della riabilitazione e delle cure di supporto

Farmaci e interventi chirurgici sono solo una parte delle cure per il MP. Le terapie riabilitative svolgono un ruolo cruciale nel migliorare il benessere generale dei pazienti. La fisioterapia può aiutare a mantenere la mobilità, mentre la terapia occupazionale supporta le attività quotidiane. Studi dimostrano che i pazienti che si sottopongono regolarmente a fisioterapia riportano un aumento del 25% della loro capacità di svolgere le attività quotidiane.

Altrettanto importante è l'assistenza di supporto. Gruppi di supporto per pazienti e servizi di consulenza offrono supporto emotivo e consigli pratici. La ricerca indica che le persone che partecipano a questi gruppi sperimentano una significativa riduzione del senso di isolamento. Queste risorse promuovono un forte senso di comunità, fondamentale per coloro che affrontano le sfide della convivenza con il MP.

 

Progressi nella ricerca e nelle sperimentazioni cliniche

La spinta per una migliore comprensione e gestione del MP è più forte che mai. I finanziamenti per la ricerca sul Parkinson hanno registrato un aumento significativo, con organizzazioni che investono oltre 450 milioni di dollari all'anno per scoprire nuove terapie.

Gli studi clinici sono essenziali per lo sviluppo di nuovi trattamenti efficaci. Forniscono dati vitali sulla sicurezza e l'efficacia delle nuove terapie. È interessante notare che la tendenza a riutilizzare farmaci esistenti, come quelli per la depressione o l'ipertensione, si dimostra promettente nel trattamento del MP. Questo approccio può accelerare la disponibilità di trattamenti efficaci ed esemplifica l'interconnessione tra diverse malattie neurologiche.

 

Concentrarsi sulla prevenzione e sull'intervento precoce

La ricerca recente pone maggiore enfasi sulla prevenzione e sull'intervento precoce. L'identificazione di marcatori genetici associati al MP può facilitare l'elaborazione di strategie per ritardare o prevenire l'insorgenza della malattia. Ad esempio, uno studio recente ha dimostrato che gli individui con una storia familiare di MP che praticavano regolarmente attività fisica riducevano il rischio di sviluppare la malattia del 30%.

Inoltre, fattori legati allo stile di vita, come la dieta e il benessere mentale, sono oggetto di studio per il loro ruolo nella riduzione del rischio. Adottare una dieta equilibrata e ricca di antiossidanti, combinata con regolare attività fisica e pratiche di mindfulness (=meditazione di consapevolezza), può contribuire ulteriormente a ridurre l'incidenza di disturbi cognitivi legati alla malattia.

 

Il futuro del trattamento del MP

Guardando al futuro, le prospettive per il trattamento del MP sono sempre più positive. Si prevede che i continui investimenti nella ricerca produrranno terapie migliori, strumenti diagnostici più raffinati e strategie di assistenza ai pazienti più efficaci. La collaborazione tra scienziati, operatori sanitari e pazienti sarà fondamentale per questo continuo progresso.

Sebbene una cura per il MP non sia ancora a portata di mano, i progressi compiuti nella comprensione e nella gestione della malattia sono incredibili. Oggi i pazienti conducono una vita più lunga e sana, con migliori opzioni terapeutiche.

 

Speranza per il domani

I rapidi progressi nella diagnosi e nel trattamento del MP sono un faro di speranza per le persone colpite e le loro famiglie. Le nuove conoscenza che derivano dalla ricerca innovativa, unito alle strategie riabilitative, hanno trasformato in meglio il panorama dell'assistenza. In mezzo a tutta questa attività l'impegno per migliorare la vita delle persone affette da MP rimane saldo.

Ogni percorso con il MP è unico, ma i progressi che vediamo oggi promettono un futuro più luminoso. Gli sforzi congiunti della comunità medica, dei ricercatori e dei pazienti incarnano la forza della speranza e della resilienza, qualità che senza dubbio guideranno il futuro della terapia per il Parkinson.

 

 

 


Fonte: Domenico Praticò in Pratico Lab

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)