Perché le persone con demenza vagano e come tenerle al sicuro

senior man hiking mountain wanderingImage by freepik

In giugno 2025, una donna anziana con demenza è scomparsa in una zona boschiva a Natuna (Indonesia), mentre si prendeva cura delle sue piante. Per localizzarla sono state dispiegate squadre di ricerca e salvataggio. Tali incidenti sono comuni tra le persone con demenza. Spesso descritti come 'ricerca di uscita' o 'wandering' (vagabondaggio), si verificano perché il declino cognitivo causa perdita di memoria e disorientamento.


Man mano che la loro condizione progredisce, possono avere difficoltà a orientarsi e a dare un senso a ciò che li circonda o sentirsi come se si trovassero in un tempo o in un luogo completamente diversi. Questi sintomi mettono a dura prova le famiglie, spesso lasciando i caregiver costantemente esausti ed esauriti.

 

Cosa scatena lo stress?

La mancanza di formazione è una delle principali cause di stress per le famiglie che si prendono cura di persone con demenza. Quando si tratta di gestire i sintomi, i caregiver spesso ritengono che i cambiamenti dell’umore e del comportamento siano gli aspetti più difficili da gestire. Le persone con demenza spesso subiscono un aumento dell’ansia, sbalzi d’umore o episodi di vagabondaggio. Di solito, un evento specifico, un 'fattore scatenante', guida questi cambiamenti.


Ad esempio, vedere una vecchia fotografia di se stessi da adolescenti può provocare disorientamento. Poiché l'immagine non corrisponde all'ambiente circostante, potrebbero iniziare a cercare la casa della loro infanzia. Escono di casa per trovarla, ma non riuscendo a trovare la strada, si perdono rapidamente.


Quando questi episodi diventano frequenti, le famiglie hanno la sensazione di prendersi cura di una 'persona diversa'. Questa trasformazione si aggiunge al costo emotivo per i caregiver, soprattutto perché questi cambiamenti di umore e comportamento possono emergere in qualsiasi fase della condizione.

 

Supportare le persone con demenza

Le famiglie possono adottare diverse strategie pratiche per sostenere una persona cara che presenta sintomi difficili come la 'ricerca di uscita'. Per prima cosa, restare calmi. Quando si verifica un episodio, le famiglie dovrebbero lavorare insieme per allentare la situazione. La priorità è identificare cosa ha scatenato il comportamento.

  1. Una strategia è limitare l’esposizione a fattori ambientali. Ad esempio, rimuovere fotografie o oggetti nostalgici che provocano disorientamento può aiutare a prevenire la voglia di vagare.
  2. La seconda, evitare di lasciare una persona con demenza a casa da sola, indipendentemente da quanto possa sembrare indipendente. Sebbene la supervisione sia necessaria, è importante mantenere un controllo attento ma discreto per garantire la loro sicurezza senza essere invadenti.
  3. La terza, le famiglie dovrebbero assicurarsi che la persona cara porti sempre con sé un documento d’identità: una copia della carta d'identità e una nota con il nome, l'indirizzo, il numero di telefono e una spiegazione della sua condizione. Questi dettagli aiuteranno gli altri a contattare la famiglia se la persona si separa o si perde.

 

Perché la formazione è vitale per i caregiver familiari?

Sfortunatamente, la cura della demenza rimane al di fuori del sistema sanitario formale indonesiano. Questo divario sistemico costringe le famiglie a sopportare il peso da sole, spesso richiedendo loro di informarsi in proprio e trovare risorse per fornire assistenza sicura a domicilio.


L’Indonesia può imparare dal suo vicino Singapore. Integrando l’assistenza alla demenza nel sistema sanitario nazionale, Singapore garantisce che tutti i soggetti coinvolti – dai familiari ai caregiver – ricevano un sostegno formale da parte dello Stato. Pertanto, il governo indonesiano dovrebbe considerare un approccio globale nello sviluppo dei propri servizi di cura della demenza:

  1. Comprendere i bisogni: poiché i sintomi della demenza differiscono, gli studi su ciò di cui i caregiver hanno effettivamente bisogno sono fondamentali. Possiamo sviluppare una formazione efficace focalizzando la ricerca su questi specifici requisiti.
  2. Fornire una formazione pratica e accessibile: mentre Alzheimer’s Indonesia offre già formazione sulle competenze per la cura della demenza, nuovi programmi dovrebbero essere integrati nel quadro sanitario pubblico indonesiano esistente. Sfruttando il potenziamento dell’assistenza sanitaria comunitaria consolidata nei villaggi, il governo può garantire che il sostegno raggiunga coloro che ne hanno più bisogno. Ad esempio, si potrebbe fornire formazione ai volontari della comunità (quadri), ai centri sanitari per gli anziani e ad altre reti comunitarie.
  3. Creare una rete di assistenza per la demenza: l’Indonesia deve espandere le proprie reti di assistenza, concentrandosi sulla consulenza e sul supporto psicosociale o emotivo. L’obiettivo è aiutare i caregiver a mantenere il proprio benessere fornendo allo stesso tempo un’assistenza di alta qualità.

 

 

 


Fonte: Kevin Kristian, dottorando in sanità pubblica e medicina preventiva, Monash University

Pubblicato su The Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.