Come creare spazi sicuri per le persone con demenza

Senior lady in home care 55954677 15377736Image by pexel

Vivere con la demenza può cambiare in modo significativo il modo in cui le persone sperimentano il mondo attraverso i propri sensi. Ciò che può sembrare un dettaglio ambientale minore per una persona può sembrare confuso, scomodo o addirittura angosciante per una persona con demenza. Comprendere questi cambiamenti è un passo fondamentale verso la creazione di spazi che supportino comfort, dignità e benessere.

 

Limitare le sfide sensoriali

Cambiamenti di vista

I cambiamenti della vista sono comuni con l’invecchiamento e la demenza. Condizioni come la cataratta o l'ictus possono causare abbagliamenti, punti ciechi e percezione ridotta della profondità. Le persone possono avere difficoltà ad adattarsi tra spazi chiari e scuri, interpretare erroneamente le ombre o avere difficoltà a vedere caratteri piccoli o a distanza. Comprendendo i cambiamenti sensoriali comuni, puoi creare un ambiente di vita più confortevole.

Udito

Molte persone subiscono una riduzione dell’udito, soprattutto alle frequenze più alte, e diventano più sensibili ai rumori forti o improvvisi. I suoni di sottofondo e le conversazioni sovrapposte possono essere difficili da filtrare, causando affaticamento o frustrazione. Garantire che la TV o la riproduzione musicale siano mantenute a un volume confortevole, ed essere consapevoli dei rumori generati dalle attività quotidiane come cucinare o pulire, può creare uno spazio più sicuro.

 

Adattare l'ambiente fisico

Pavimenti e arredamento

L'abbagliamento può rendere difficile interpretare la segnaletica, le opere d'arte o il pavimento. Motivi affollati, strisce scure o disegni ad alto contrasto possono sembrare buchi, oggetti o movimenti sul pavimento. Un uso attento del colore e del contrasto può aiutare le persone a distinguere tra stanze e corridoi, mentre design più tranquilli possono ridurre lo stress visivo. Personalizzare lo spazio con oggetti familiari, foto o opere d'arte che evocano ricordi positivi avrà un impatto positivo sul benessere di una persona con demenza.

Illuminazione

Gli anziani hanno bisogno di molta più luce rispetto ai più giovani per spostarsi negli spazi e completare le attività, ma un’illuminazione troppo intensa o troppo fioca può aumentare la confusione. Una combinazione di illuminazione ambientale per il movimento generale, illuminazione mirata per le attività e accesso alla luce naturale aiuta a supportare l’orientamento e il comfort. L'illuminazione serale tenue e l'illuminazione diurna più brillante possono rafforzare i segnali giorno-notte, mentre le lampade e gli interruttori con regolatore di luminosità (dimmer) consentono di regolare l'illuminazione in base alle esigenze individuali.

 

 

 


Fonte: Research Institute for Aging Foundation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.