E' possibile prevenire la demenza?

L'incidenza della demenza sta salendo, scendendo o resta la stessa? Questo è uno dei temi più dibattuti nel campo della medicina.

La risposta sembra ovvia: il numero di anziani con demenza sembra essere in aumento. Tutti conoscono almeno un amico o un familiare con Alzheimer o un'altra forma di demenza.


Ci sono più persone che vivono con la demenza rispetto al passato. La nostra popolazione sta invecchiando e il numero di anziani oltre 80 e 90 anni è più alta che mai. Con l'invecchiamento della popolazione, gli esperti prevedono che il numero di persone affette da demenza raddoppierà ogni 20 anni, saranno oltre 80 milioni le persone con demenza in tutto il mondo entro l'anno 2040.


Ma anche se il numero di persone affette da demenza è in aumento, ci sono prove convincenti che l'incidenza della malattia sia in diminuzione. Questo perché la percentuale di anziani con demenza è più bassa di quanto non fosse 10 o 20 anni fa. In altre parole, se si vive fino a 90 anni, si ha un rischio minore di sviluppare demenza rispetto alla media dei 90enni di 10 o 20 anni fa. Questa è una buona notizia per i baby boomer, che entreranno presto nei ranghi degli anziani. Ma pone anche la questione: cosa c'è dietro la minore incidenza? La demenza è potenzialmente prevenibile? Molte linee di evidenza suggeriscono che lo è.


Le teorie abbondano, ma la maggior parte dei ricercatori sentono che l'incidenza di demenza è in declino a causa del miglioramento della salute globale dei nostri anziani. Gli interventi sanitari tra cui i bassi tassi di fumo, farmaci che abbassano il colesterolo e la pressione arteriosa, e una migliore cura del diabete, hanno diminuito i tassi di malattie cardiovascolari. I tassi di infarto e ictus sono diminuiti in modo significativo negli ultimi anni. E poiché sappiamo che i fattori di rischio vascolari aumentano il rischio per la demenza, è logico che prevenire le malattie cardiovascolari ne riduce anche il rischio. Altre teorie suggeriscono che l'educazione e la dieta possono avere un ruolo. L'esercizio fisico è stato sempre associato ad un rischio di demenza ridotto - sia per l'Alzheimer che per la cosiddetta demenza vascolare.


Dal punto di vista della salute pubblica, sarebbe un risultato sorprendente se potessimo arrivare al punto in cui si stabilizza o si riduce non solo l'incidenza della demenza, ma anche il numero effettivo di persone affette da demenza. Ecco come puoi fare la tua parte.

Come per molte altre condizioni associate con l'invecchiamento, l'esercizio fisico è fondamentale per la prevenzione. Gli anziani che si esercitano regolarmente hanno tassi molto più bassi di demenza. Questo è stato appena dimostrato ancora una volta in uno studio nella prestigiosa rivista Neurology. I ricercatori hanno dimostrato che gli anziani con un più alto livello di attività fisica hanno meno probabilità di sviluppare decadimento cognitivo e Alzheimer rispetto a coloro che si esercitano raramente.


Avere una dieta sana. Molti studi hanno dimostrato che la dieta mediterranea protegge contro la demenza. La dieta mediterranea comprende frutta, verdura, noci, olio d'oliva, semi, cereali integrali, pesce e frutti di mare, pollame, formaggi e yogurt, evitando grassi malsani che si trovano in carni bovine e suine, come pure gli alimenti elaborati e veloci. Anche un'altro studio recente pubblicato in Neurology ha esaminato vari aspetti della dieta mediterranea per vedere che cosa era il nutriente più importante per prevenire l'accumulo di proteine nel cervello associato con l'Alzheimer. La risposta è stata acidi grassi omega-3, il tipo di grassi presenti nel pesce e in alcune piante. Conosciuti comunemente come "olio di pesce", gli acidi grassi omega-3 abbassano costantemente i livelli di proteine nocive del cervello, suggerendo un effetto protettivo. Altri nutrienti che aiutano probabilmente a proteggere il cervello includono i prdotti "fitochimici" presenti nella frutta e nella verdura colorate.


Rimanere mentalmente attivi. Studi hanno dimostrato che alti livelli di intelligenza ed educazione sono una protezione contro la demenza, ma non tutti hanno il controllo sulla scolarità. Però abbiamo il controllo su molti altri aspetti della nostra vita, comprese le relazioni con gli altri. L'isolamento sociale è un fattore di grave rischio per la demenza, mentre una frequente interazione sociale è l'antidoto. Le persone sposate hanno un tasso più basso di demenza dei singoli e molti ritengono il motivo è che usano il cervello in conversazioni e interazioni sociali. Puoi anche fare volontariato, far parte di un club, frequentare un gruppo, o avere incontri regolari con amici e familiari. Ci possono essere benefici nel mantenere il cervello attivo pure dalla lettura, l'apprendimento, il gioco e dalla pratica di memorizzazione.


Alcuni studi hanno dimostrato che il sonno regolare riduce il rischio di demenza. Stabilire un ciclo regolare di sonno andando a letto e alzarsi alla stessa ora ogni giorno.


Per quanto possibile, evitare lo stress. Evitare i conflitti e trovare attività piacevoli e hobby. Restare felici e rilassati per proteggere il cervello.


Fare quello che si può, ma non preoccuparsi neanche. Va bene dimenticare un nome qua e là o addirittura dimenticare dove si sono messe le chiavi. Restare organizzati, fare esercizio fisico e mangiare bene. Se il medico ti misura la pressione sanguigna o chiede di prendere farmaci anti-colesterolo, rendersi conto che non solo protegge il cuore, ma può anche proteggere il cervello.

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Scritto da Dr. Bill Elliott, internista al Kaiser Novato e assistente professore di medicina clinica alla UCSF.

Pubblicato in MarinIJ.com il 14 Maggio 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.