Quando l'Alzheimer è divertente: una breve passeggiata sul lato di luce della demenza

anziana-che-rideL'Alzheimer è un argomento terribilmente serio, e lo è giustamente. Ma a volte è la risata la migliore medicina.

Quindi voglio condividere alcune storie divertenti su Edward Theodoru, rumeno e mia cara anima gemella. Anch'egli trovava divertenti questi tre episodi e entrambi ci siamo fatti una bella risata!


"E se ci fosse un incendio nella tua cucina?"

Quando Ed stava ancora vivendo da solo, nel suo appartamento, un giorno ha sentito bussare alla porta e, aperta, si è trovato davanti una bella signora giovane di più o meno venticinque anni e io con lei. Sorrise fecendole cenno di entrare. "Ciao a tutti!" ha detto nel suo accento rumeno. "Oh, io sono dd-davvero entusiasta di vederti di nuovo. Come sei stata?". Il fatto era che Ed non l'aveva mai vista prima. Questo fatto da solo giustificava lo scopo della visita di Kristi, responsabile delle accettazioni all'Alois Alzheimer Center di Cincinnati, che era andata lì per valutarne l'accoglimento.


Ci siamo seduti tutti e lei ha spiegato il motivo per cui era lì. Lui sembrava non capire, ma era di ottimo umore e ha accettato prontamente di parlare con lei. Kristi ha consultato le sue carte e, rivolta direttamente verso Ed, cominciò a fare le solite domande. "Puoi dirmi chi è il presidente?" "Boosh", sbottò, sorridendo e, ovviamente, soddisfatto di sé per conoscere la risposta. "Ottimo! Puoi dirmi che giorno è oggi?". Ci pensò su qualche secondo, poi ha cominciato a spostare la testa lentamente verso il basso mentre allo stesso tempo rivolgeva il polso sinistro un po' verso l'interno. Ho pensato: "Beh, meno male! La sua mente non è completamente andata. E' vigile abbastanza da ricordare che il suo orologio mostra ha la data".


Ciò mi ha confortato un po'. Con un largo sorriso ha detto la data corretta e abbiamo riso tutti e tre sulla sua bravura. "Okay", lei ha detto. "In quale paese viviamo?" "America!" gridò con gioia, mostrando il suo grande orgoglio per essere diventato cittadino americano. "Giusto!". Dopo varie altre domande ha detto che ne aveva una finale. "Cosa faresti se ci fosse un incendio nella tua cucina?". Ci pensò su un minuto, poi si mise a ridere ad alta voce. Stese il braccio, indicò me, e disse con orgoglio: "Chiamo lei!". Kristi e io ci siamo subito unite a lui, ridendo così forte da fare le lacrime agli occhi.

 

Ladro abbietto di Alzheimer!

Dopo aver terminato ogni pasto al Centro Alois, Ed strofinava sempre con cura il suo cucchiaio pulito con un tovagliolo, lo avvolgeva in un altro tovagliolo, lo metteva nel taschino della sua giacca sportiva e se lo portava nella stanza. Ben presto la sua camera aveva cucchiai dappertutto, così che il personale doveva prenderli e restituirli alla cucina. Era certo che il giorno dopo avrebbe iniziato una nuova collezione. Poi il personale ha cercato di interrompere questa abitudine dandogli cucchiai di plastica, che si sperava potesse interessarlo meno. Ha funzionato per un po', ma ben presto ha cominciato a rubare pure i cucchiai di plastica.


Spesso mi sedevo con lui quando stava mangiando e avevo osservato questo comportamento molte volte. Un giorno gli ho interrotto a metà la pulizia rituale dicendo: "Non prendere quei cucchiai Ed. Non ti appartengono, sono del centro". "Oh, no!" rispose, abbastanza forte da farsi sentire da tutti. "Li prendo tutti i giorni senza alcun rimorso!". Egli era consapevole di aver detto qualcosa di divertente, e entrambi siamo scoppiati a ridere.

 

I picc-oli cusci-ni

I cucchiai non erano l'unica cosa che Ed rubacchiava dal centro. C'erano dei divani nella hall che avevano sopra dei piccoli cuscini firmati. Per qualche ragione Ed era attirato da quei piccoli cuscini (o 'cusci-ni', come lo pronunciava lui) e aveva preso l'abitudine di portare anche quelli nella sua stanza. Proprio come con i cucchiai, il personale doveva prenderli periodicamente nella sua stanza e rimetterli nei divani. E proprio come con i cucchiai, ricominciava a rubarli daccapo il giorno seguente.


Un giorno ero seduta con lui nella sala da pranzo, quando una cuoca, Anne, si è avvicinata per salutarci. Allora gli ho detto: "Gli piace veramente rubare i vostri cucchiai, non è vero?". "Sì, certamente gli piace", rispose Anne. Proprio in quel momento Ed ha fatto un sorriso malizioso. "Non sono solo i cucchiai che rubo", ha detto con orgoglio nel suo grasso accento rumeno. "Mi piace anche rr-rubare quei 'picco-li cusci-ni'!". Ha iniziato a ridere e così abbiamo fatto Anna e io, e - indovinato - ha continuato a rubare cucchiai e 'cusci-ni' !

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Anche se la demenza è seria e tragica, questo fatto non deve sopraffare lo spirito dei pazienti e dei caregiver. Ridere insieme può generare un senso di godimento della vita - anche quando la demenza la rende difficile.

Vi invito a condividere le vostre storie preziose e divertenti, specialmente quelle che il vostro amato considerava divertenti.

 

 

 

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Marie MarleyScritto da Marie Marley, autrice di "Come Back Early Today: A Memoir of Love, Alzheimer's and Joy"

Pubblicato in The Huffington Post il 4 Giugno 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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