Legame Alzheimer - diabete: minaccia per la salute in rapida crescita

Secondo un nuovo studio pubblicato il 6 Febbraio 2013 on line su Neurology, la rivista medica dell'American Academy of Neurology, la prevalenza dell'Alzheimer triplicherà nei prossimi 40 anni.

Lo studio prevede che il numero totale di persone con demenza di Alzheimer nel 2050 sarà di 13,8 milioni, in crescita dai 4,7 milioni del 2010. Circa 7 milioni di quelli con la malattia avranno 85 anni o più.


L'Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva. Insorge quando si perdono i neuroni e le sinapsi tra i neuroni. Quando si sottopone a scansione il cervello di un malato di Alzheimer, esso presenta placche dove si accumulano depositi di proteine. Le placche si diffondono con il progredire della malattia. E' come se la luce si spegnesse lentamente in tutto il cervello.


Che cosa succederà con questo aumento di Alzheimer? Prima di chiederci se "c'è un farmaco per questo", forse dovremmo chiederci se possiamo impedire questo processo degenerativo, o almeno rallentarlo.


Nel 1997, l'immuno-genetista Dr. H. Hugh Fudenberg, MD, ha citato uno studio durato dieci anni condotto nel 1980, che ha dimostrato che coloro che hanno avuto cinque o più iniezioni anti-influenzali consecutive hanno una probabilità dieci volte maggiore di sviluppare l'Alzheimer rispetto a quelli che ne hanno avuto solo una o due. Vale la pena ripeterlo: ricevere il vaccino antinfluenzale cinque o più volte consecutive aumenta la probabilità di sviluppare l'Alzheimer di dieci volte. Questa è una cosa da prendere seriamente in considerazione. Derivano conseguenze metaboliche dai prodotti chimici e biochimici inseriti nel corpo umano, al di fuori del normale metabolismo.


Un altro sviluppo riguarda il metabolismo dello zucchero nel sangue del cervello. Ci sono prove che l'Alzheimer possa essere una forma di diabete indotto da dieta, un diabete di tipo 3. Quando c'è sovraproduzione di insulina, in risposta al consumo eccessivo di bevande zuccherate e cibo spazzatura, le cellule cerebrali diventano resistenti ad essa, e la resistenza all'insulina sembra causare disorientamento, perdita di memoria, e la scomparsa della personalità - in breve, i sintomi dell'Alzheimer.


I ricercatori hanno identificato la possibilità di questa nuova forma di diabete nel 2005, dopo aver constatato che l'insulina viene prodotta dal cervello come dal pancreas. La resistenza all'insulina nel cervello e il fattore di crescita di tipo insulinico è una parte fondamentale della progressione dell'Alzheimer. Il cervello ha bisogno di un apporto costante di ossigeno e glucosio. Quante persone hanno diabete di tipo 3 precoce? Sappiamo che l'incidenza del diabete di tipo 2, anch'esso indotto dalla dieta, si sta aggravando negli Stati Uniti. E' probabile che pure il diabete di tipo 3 sia in aumento.


I vaccini contro l'influenza e la dieta sono solo due possibili cause di demenza e Alzheimer precoce. Prima di andare alla ricerca di una cura, si dovrebbe guardare a questi e ad altri fattori che contribuiscono a questa rapida crescita della minaccia per la salute americana.


Poichè aumenta il numero di casi di Alzheimer, aumenterà anche la pressione sul sistema sanitario americano, da qui la necessità di una maggiore capacità delle casa di cura e una maggiore domanda di operatori sanitari qualificati. Questo aumenterà anche la pressione sulle famiglie, che spesso si prendono cura di familiari colpiti fino a che il fardello diventa troppo pesante.


Non c'è altro tempo come adesso di cominciare a ridurre il rischio di Alzheimer. Un buon inizio può essere la riduzione della nostra esposizione a sostanze tossiche e il bilanciamento della chimica del cervello.

  

 

 

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.
The original English version EnFlag
of this article is here.

 

 

 

 


Scritto dal dottor Peter Lind, che pratica chiropratica metabolica e neurologica nella sua clinica del benessere a Salem in Oregon, USA. E' autore di 3 libri sulla salute, un romanzo, e centinaia di articoli sul benessere. La sua specialità clinica è lo stress fisico, nutrizionale ed emotivo.

Pubblicato in The Washington Times il 7 Marzo 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari. Foto apertura: AP

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:




Notizie da non perdere

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Ruolo di resilienza cerebrale, salute immunitaria e menopausa nel rischio di d…

10.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le donne hanno maggiori probabilità degli uomini di ricevere una diagnosi di demenza. Se...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.