Memoria emotiva influenza il comportamento delle persone con Alzheimer

I nostri sentimenti ed emozioni colorano la nostra vita dalla nascita alla morte. Ognuno di noi fluisce e rifluisce attraverso cicli di gioia, paura, rabbia e perdita. Conosciamo il sentimento dell'amore e siamo in grado di percepire l'alienazione.


Questa esperienza emotiva profondamente umana è inequivocabilmente vera per le persone colpite da Alzheimer.


La nostra vita emotiva viene da quella parte interna del nostro cervello chiamata amigdala. L'amigdala è più istintiva della parte pensante del cervello chiamata corteccia. L'amigdala è tenuta sotto controllo dalla corteccia del cervello, in particolare dal lobo frontale.


Ciò significa che una persona che vive con l'Alzheimer sperimenterà emozioni, ma a volte può avere meno capacità di controllarle. Di conseguenza, si dice spesso che ha un comportamento irrazionale o inappropriato. Alcuni di voi hanno visto che la persona che sta convivendo con la demenza sembra sconvolta senza un motivo apparente. Le persone con demenza spesso dimenticano le circostanze che hanno causato un forte sentimento. Ma possono trattenere i sentimenti associati all'incidente per qualche tempo.


Ad esempio, se il coniuge ha reagito con irritazione o rabbia la scorsa settimana a causa di qualcosa che abbiamo fatto o non fatto, quel risentimento o sentimento potrebbe rimanere presente per un po', anche se la ragione della sensazione è dimenticata. Si é detto che è più facile cancellare un brutto ricordo che l'emozione dietro di esso. Per le persone affette da demenza, questo è certamente vero.


Questa estate alla Conferenza Internazionale di Alzheimer a Boston, ho avuto la meravigliosa opportunità di sentire il dottor Steven Sabat presentare e discutere il suo lavoro, volto a capire la demenza da dentro e da fuori. Il Dr. Sabat è membro del Dipartimento di Psicologia della Georgetown University e autore di "The Experience of Alzheimer's Disease: Life Through a Tangled Veil Dementia (2001), e di "Mind, Meaning and the Person" (2005). Egli ritiene che le persone con Alzheimer possano formare nuove associazioni emotive legate ai ricordi di come vengono trattate o da una esperienza. Poi, qualche tempo dopo, esse possono esibire l'emozione associata, anche se non possono ricordare coscientemente l'episodio legato a quell'emozione.


Un ottimo libro intitolato "Excellence in Dementia Care: Principles and Practice", curato da Murna Downs e Barbara Bowers (2008), cita lo scenario seguente, che ci offre un esempio:

"Sei un operatore in un centro diurno che serve persone, comprese quelle con diagnosi di demenza. Il coniuge di uno dei partecipanti vi racconta della moglie: 'Il suo Alzheimer sta peggiorando; ieri dopo che l'ho presa dal centro diurno, é diventata irrazionalmente ostile verso di me, non mi ha più parlato né guardato per tutta la sera' .

Che ne dici? Cosa ne pensi? Considera ciò che potresti pensare, se anche tu conoscessi il contesto più ampio dello scenario: Quando il marito è arrivato a prendere sua moglie, lei era in piedi nel corridoio e conversava con altri, compresi gli operatori. Il marito è entrato nella conversazione, ma, mentre sua moglie parlava, ha cominciato ad infilarle il dolcevita nei pantaloni.

Poiché l'ha fatto di fronte agli altri, pensando (erroneamente) che si fosse dimenticata di farlo da sola, l'aveva chiaramente umiliata, lei aveva gli occhi fuori dalle orbite per così dire, ma questo lui non l'ha notato. Lei ha reagito con rabbia verso di lui, ma la sua rabbia era tutt'altro che 'irrazionale'. Anzi, si potrebbe facilmente definire la sua reazione come 'giusta indignazione' invece di 'ostilità irrazionale'
". Secondo le autrici del libro, la donna stava mostrando una giusta indignazione, un sentimento reattivo di rabbia per il maltrattamento percepito.


Questa storia riflette l'importanza di conoscere l'intero contesto in cui una persona agisce. La reazione emotiva della donna verso il marito in realtà si addice alla situazione. Eppure qualcuno con demenza di solito viene considerato irrazionale o ostile, il suo comportamento indesiderato attribuito solo al danno cerebrale causato dall'Alzheimer.


I comportamenti emotivi appaiono per un motivo. La moglie nella storia dimostra la conservazione della memoria implicita, chiamata anche memoria procedurale. Ha esposto il comportamento appropriato per un'emozione associata ad una esperienza che aveva avuto, anche se non riesce a ricordare coscientemente l'esperienza. In altre parole, non era in grado di ricordare o di articolare i dettagli della situazione che l'ha costretta a essere arrabbiata. Per fare questo è necessaria la memoria esplicita, chiamata anche memoria dichiarativa. Questa è una funzione del cervello fortemente danneggiata dall'Alzheimer.


Continuerò ad insistere perché tutti siano trattati da persone e perché si veda la persona nella sua interezza, non solo una diagnosi o l'etichetta. Quelli che vivono con demenza sanno, sentono, e sperimentano la vita molto più di quanto noi pensiamo. Sanno quando sono trattati con rispetto e quando non lo sono.


Quando lo crederemo, cambieremo completamente il nostro modo di comunicare, il nostro modo di interagire, e il modo in cui vediamo noi stessi in questa rete di vita interconnessa.

 

 

 

 

 


Pubblicato da Angela Lunde in MayoClinic.com (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)