Considerare la propria eredità morale nell'affrontare i problemi del fine-vita

Casey Kasem, l'ex conduttore radiofonico di "American Top Forty", morto a fine maggio a 82 anni, sapeva che «tirami fuori e sparami» non è un piano valido per il fine-vita.


Dopo la diagnosi di demenza a Corpi di Lewy (una malattia fatale, in progressivo peggioramento, spesso accompagnata da allucinazioni), ha firmato i documenti per chiedere delle cure mediche "orientate al conforto" quando la sua vita fosse diventata una "mera esistenza corporea". Ha incaricato sua figlia Kerri di far rispettare questi desideri.


Ma non sono stati rispettati. Dopo essere diventato incapace di parlare, sua moglie Jean, sopraffatta dal dolore, ha combattuto in tribunale per tenerlo in una zona grigia tra la vita e la morte. I medici sono stati giuridicamente costretti a far inserire un sonda per l'alimentazione e a dargli una soluzione salina per via endovenosa; proprio i trattamenti sgradevoli che Kasem non voleva. Il trattamento è stato interrotto da un altro ordine del tribunale e alla fine egli è morto naturalmente. Ma la sua saga familiare dimostra quanto possono andare male le cose quando il nostro terrore della morte si scontra con gli imperativi tecnologici della medicina moderna.


Queste tecnologie che allungano la vita (e pospongono la morte) si sono sviluppate più velocemente del nostro linguaggio morale, nell'avere a che fare con loro, e rischiamo di restare intrappolati nel fuoco incrociato culturale. Tre quarti di noi dicono di volere morire a casa. Ma un quinto muore una morte straziante in una unità di terapia intensiva, spesso lasciando traumatizzati i parenti sopravvissuti. Eppure pochi di noi firmano i documenti preziosi che affermano il nostro desiderio di minimalismo e di autonomia medica, o ne parlano con le proprie famiglie.


Perché non lo facciamo? Forse abbiamo paura che parlare della morte, la chiamiamo. Forse abbiamo paura che "lasciare che la natura faccia il suo corso" equivalga al suicidio. Forse noi non conosciamo i nostri diritti medici. Quindi non facciamo nulla.


Ma se non si dispone di un piano di fine vita, si rischia di subire quello di qualcun altro. Ecco alcuni consigli per preparare questo piano di fine-vita.

  • Non pensare che sia solo un pezzo di carta legale. Si sta prendendo parte ad un rito di passaggio che era familiare ai nostri antenati: avere il coraggio morale di contemplare la morte e diventare spiritualmente preparati per questo.
  • Non vederlo come un l'affare di una sola volta. Firmare le volontà di vita e nominare un medico decisore sono solo il primo passo. Questa è l'apertura di una conversazione sacra con chi ami, che si evolverà assieme alle condizioni di salute.
  • Non accontentarsi di un documento superficiale. Assicurarsi che le proprie direttive riguardino questioni della zona grigia come la demenza, le sonde di alimentazione e i pacemaker - non solo eliminare il respiratore quando si è in coma o entro sei mesi dalla morte.
  • Attenzione al "Nipote da Peoria". Questo è il nome che gli ospedali danno al famigliare (come Jean, la moglie di Kasem) che insiste che "deve essere fatto tutto", anche contro la tua volontà. I medici spesso si piegano per paura di azioni legali. Assicurarsi che tutti i membri della famiglia siano d'accordo e che il decisore abbia la spina dorsale per far rispettare le tue volontà.
  • Conosci i tuoi diritti. Nel 1989, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha affermato il diritto di ogni adulto capace, di rifiutare o chiedere il ritiro di qualsiasi trattamento medico. Permettere una morte naturale o chiedere "solo cura di conforto" non è eutanasia o suicidio assistito, nè legalmente nè moralmente.
  • Non vederlo come un atto egoistico. Non c'è eredità migliore da lasciare i figli che tenerli fuori dal tentare di anticipare le decisioni mediche prese a tuo nome in una crisi.
  • Non farti intimidire. Non ci sono risposte giuste e sbagliate. Come ti avvicini alla fine della tua vita è l'espressione dei tuoi valori più profondi, non è una questione di competenza medica.
  • Vedere le volontà mediche come l'inizio, non la fine, della storia. Prepararsi per una "buona morte" è un processo ampio e profondo. Pensare a quale eredità spirituale ed emotiva si vuole lasciare dietro. Non aspettare troppo tempo per dire a coloro che ami queste parole di guarigione, benedette dal movimento hospice: "Grazie, ti amo, ti prego di perdonami, ti perdono, e arrivederci".

 

 

 

 

 


Scritto da:  Katy Butler, autrice del best-seller del New York Times "Knocking on Heaven's Door: The Path to a Better Way of Death." [Bussare alla porta del Paradiso: la strada verso un modo migliore di morire].

Pubblicato in Monterey Herald (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.