La curiosità può preservare il cervello, allontanando le neurodegenerazioni come l'AD

Abbiamo sentito tutti che 'la curiosità ha ucciso il gatto'.


Ma la curiosità fa male alla nostra salute? I gatti possono anche rischiare di perdere una vita o due, visto che si dice ne abbiano nove, ma questo non è il caso di noi esseri umani.


Dobbiamo ottenere il meglio dall'unica vita che abbiamo.


La valanga di malattie legate all'età, con l'Alzheimer in cima alla lista, rappresenta una grande sfida per i prossimi 20 anni per i 10.000 americani che compiono 65 anni ogni giorno.


Per fortuna, coltivare la curiosità è una tra le pratiche accessibili che hanno dimostrato di preservare il funzionamento mentale ben oltre l'età che si presumeva rendesse inevitabile il declino mentale.


Gli sforzi di ricerca, sostenuti da miliardi di dollari di fondi, stanno gradualmente progredendo nel tentativo di rallentare o invertire l'Alzheimer e le altre malattie legate all'età.


Ma le persone che invecchiano non si accontentano di aspettare l'arrivo del deterioramento del cervello, imparando solo a rallentarlo ulteriormente. Esse sono interessate a rimanere vitali per tutta la seconda metà della vita.


Sei curioso di sapere come?


Carl Jung, il grande minatore della mente del 20° secolo, ha detto: "Il pomeriggio della vita è altrettanto pieno di significato della mattina; è solo che il suo significato e finalità sono diverse". Aveva ragione. Le esigenze del pomeriggio della vita (=età avanzata) sono diverse da quelle del mattino.


Le moderne neuroscienze, quando sono combinate con pratiche senza tempo, dimostrano proprio quanto il pomeriggio della vita può essere speso a conservare un cervello giovane fino alla seconda metà della vita. La salute del cervello a lungo termine ha dimostrato di essere fortemente influenzata dalle scelte intenzionali effettuate da una mente ben sintonizzata e attenta. Senza la capacità di concentrarsi e di sostenere l'attenzione, si può realizzare ben poco, incluso mantenere giovane un cervello.


Una revisione della letteratura sulle attività che supportano la vitalità del cervello le fa rientrare in tre categorie che si sovrappongono e si rafforzano a vicenda:

  • Pratiche di supporto al corpo fisico (movimento, alimentazione e sonno).

  • Lucidatura delle lenti cognitive attraverso cui vediamo il nostro futuro e affiniamo la mente (curiosità, flessibilità e ottimismo).

  • Attività che approfondiscono la nostra rete sociale attraverso l'accesso al senso di missione e di scopo più profondi (empatia, relazioni sociali e vita vissuta "autenticamente").


Anche se è da tempo riconosciuta l'importanza di movimento, nutrizione e sonno per la salute globale, le prove che sono emerse nel campo delle neuroscienze evidenziano chiaramente come sia fondamentale mantenere un cervello sano dall'età adulta all'anzianità.


Meno noto è che la curiosità, la flessibilità e l'ottimismo sono una triade di obiettivi cognitivi con un impatto altrettanto potente sulla salute del cervello a lungo termine. Ogni obiettivo si basa, e sostiene, gli altri. Una mente curiosa non è soddisfatta dello status quo. Una mente curiosa cerca la novità. Il suo segno distintivo è andare oltre il conosciuto, per scoprire o creare qualcosa di nuovo e diverso.


Esplorare idee, persone e luoghi in modi nuovi espone il cervello a un flusso continuo di cose non familiari e inaspettate. Ciò si traduce in un cervello che è costantemente immerso nella sorpresa, permettendo così di sfruttare tutto il suo potenziale neuroplastico per ricablare, e ampliare, la sua capacità di rispondere alla vita con flessibilità espansa.


La capacità di rispondere agli imprevisti con coraggio flessibile genera resilienza allo stress e riduce l'ansia. La curiosità e la flessibilità incoraggiano il cervello a formulare un atteggiamento più ottimista sull'ignoto, e ad accedere al coraggio necessario per impegnarsi nelle opportunità e nelle sfide della vita da solo, con profonda fiducia e fede duratura.


L'ottimismo è ciò che ci permette di persistere nei nostri impegni a dispetto delle frustrazioni e delle battute d'arresto a breve termine. Un cervello ottimista non è un cervello auto-illusorio. Al contrario, quando si esercita l'ottimismo, diventiamo realmente più realistici, più con i piedi per terra, e intimamente impegnati nelle sfumature della vita quotidiana.


Riconosciamo "ciò che è ora", ma rimaniamo aperti al fatto che "ciò che è" può essere modificato in modo positivo e utile, andando avanti. Queste abilità fondamentali di costruzione del cervello sono un riserva potente contro lo stress quotidiano, e contro gli effetti potenzialmente più devastanti della depressione e dell'ansia della fuga.


Dal punto di vista di un cervello che invecchia, pur restando giovanile, queste pratiche ben affinate si affidano sulla costanza alla curiosità e alla flessibilità, e continuano ottimisticamente ad esplorare il possibile anche quando la logica semplice e miope potrebbe sostenere il contrario.


C'è un'altra domanda da fare, e forse è la domanda più importante da considerare quando si esplora il modo di mantenere un cervello giovane in età avanzata: verso quale fine stiamo lavorando per mantenere un cervello sano?


Domanda sciocca? Non proprio. Quando si guarda l'enorme quantità di energia, denaro e industria che si riversa negli sforzi per restare giovani per sempre, è evidente che per molti di noi, l'obiettivo non è invecchiare bene, è di non invecchiare per niente!


Il successo nel mantenere un cervello giovane non equivale ad avere di nuovo 20 anni. Esso invece comporta il successo nel costruire una macchina del tempo specializzata nel cervello. Un cervello vitale non implica che facciamo girare il tempo al contrario. Questa macchina ci aiuta a diventare "senza tempo", rendendo significativa la nostra vita, in modo che la nostra eredità ci sopravviva e che ciò lasci il mondo migliore di quello che abbiamo trovato.


Come ha detto Jung, lo scopo del pomeriggio della vita differisce da quello del mattino. Mantenere un cervello giovane e una mente vitale è ciò che ci permette di raggiungere lo scopo del pomeriggio. Il poeta nigeriano Ben Okri ha colto quello scopo quando ha detto: "La cosa più autentica di noi è la nostra capacità di creare, di superare, di resistere, di trasformare, di amare e di essere più grandi della nostra sofferenza".


Questa direttiva non è per i deboli di cuore. Ma, poi, nemmeno vivere una vita piena e significativa lo è. Forgiando un percorso di vita che tende regolarmente e costantemente a nutrire il corpo e la mente, e sviluppando un cuore risvegliato, si massimizzano le probabilità che i dadi della vita si mostrino in nostro favore.

 

 

 


Fonte: Henry Emmons MD & David Alter PhD, autori di «Staying Sharp: 9 Keys for a Youthful Brain through Modern Science and Ageless Wisdom», Simon & Schuster, September 2015.

Pubblicato in Medical Daily (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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