Scienziato: trattare l'Alzheimer 20 anni prima dei sintomi

Curare il morbo di Alzheimer può essere impossibile e la speranza migliore di controllare la malattia può richiedere trattamenti che iniziano fino a 20 anni prima della comparsa dei sintomi.

Potrebbero essere necessari decenni per trovare terapie efficaci per la malattia che spreca il cervello.

Questa è l'opinione del Dott. Sam Gandy, esperto di Alzheimer altamente rispettato del Mount Sinai Medical Center di New York. Scrivendo un articolo prospettico intitolato "Prevenire è meglio che curare" nel numero di questa settimana della rivista Nature, Gandy propone un argomento che probabilmente dominerà gran parte della discussione della prossima settimana, quando 4.000 ricercatori si riuniranno a Parigi per la Conferenza Annuale Internazionale dell'Associazione Alzheimer.

Gandy nota che è passato più di un secolo da quando lo psichiatra tedesco Alois Alzheimer ha descritto la condizione che porta il suo nome. Il dottor Alzheimer ha scoperto la malattia in una donna di 51 anni di nome Auguste D. Dopo la sua morte, il dott Alzheimer ha notato che il suo cervello era punteggiato di placche di una proteina conosciuta come peptide beta-amiloide.

Negli ultimi decenni, sulla base di elementi solidi, molti scienziati hanno concluso che le placche amiloidi svolgono un ruolo chiave nel causare la devastazione dell'Alzheimer. L'industria farmaceutica produce farmaci e vaccini progettati per eliminare le placche dal cervello. Il problema è che, in alcuni studi di grandi dimensioni, la placca va via, ma i sintomi della malattia continuano a peggiorare.

Tra i ricercatori di Alzheimer, una parte ritiene che questo dimostra che l'amiloide non è semplicemente la causa. Ma la maggior parte dei ricercatori, come Gandy, credono che una volta che la placca appare il danno al cervello è troppo grande per essere annullato e l'unica speranza è quella di prevenirla. Recenti studi fatti usando scansioni cerebrali, liquido spinale e campioni di sangue, sono andati alla ricerca di segni che compaiono prima dei test psicologici che rivelano l'insorgere della demenza. Molto di questo lavoro è centrato sul pugno di famiglie in cui alcuni membri sono portatori di una variazione di un gene dominante che causa l'Alzheimer a 30, 40 o 50 anni, ma questo tipo di esame è destinato a diventare più comune.

È sempre più evidente da questi studi che molti di questi cambiamenti si verificano fino a 20 anni prima dei sintomi della malattia. L'Alzheimer può progredire a ritmi diversi, ma si sviluppa tipicamente attraverso diverse fasi, iniziando con una lieve compromissione cognitiva (dimenticare parole familiari o perdere oggetti comuni), passando alla difficoltà a svolgere compiti, fino alla demenza grave e all'incapacità di portare avanti i movimenti per conversare o di controllo.

Gli scienziati ritengono che potrebbe essere necessario somministrare farmaci per abbassare l'amiloide nelle prime fasi del decorso della malattia - molto prima che sia definita malattia. Sembra anche probabile che ci vorranno anni per dimostrare che qualsiasi medicina funziona. Tuttavia è vitale iniziare presto con qualunque corso di trattamento. Entro il 2050, si stima che ben 16 milioni di americani avranno la malattia. La maggior parte delle persone sopravvivono circa 4-8 anni dopo la diagnosi, ma alcuni possono vivere fino a 20 anni con la malattia, secondo l'Associazione Alzheimer.

Gandy scrive che "non dobbiamo essere scoraggiati dalla prospettiva di un altro decennio o due di lavoro" per sapere se il controllo dell'amiloide è la chiave per controllare l'Alzheimer. "L'intervento profilattico", egli scrive, "è ora la migliore speranza."

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce?
Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica. Non tenerla per te, non farci perdere l'occasione di conoscerla.


Scritto da Robert Bazell  in MSNBC.msn.com il 13 luglio 2011 - Traduzione di Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente; in particolare si segnala la presenza frequente di una istituzione medica con base in Germania (xcell-Center) che propone la cura dell'Alzheimer con cellule staminali; la Società Tedesca di Neuroscienze ha più volte messo in guardia da questa proposta il cui effetto non è dimostrato. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione, una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e a informarti:

Notizie da non perdere

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.