Gestire lo stress ossidativo è un trattamento efficace per l'Alzheimer?

Il numero di persone che soffrono di morbo di Alzheimer (MA) dovrebbe raggiungere i 100 milioni nel 2050, ma non esiste ancora una terapia efficace. In una raccolta di articoli in un supplemento speciale del Journal of Alzheimer's Disease, ricercatori di tutto il mondo valutano come lo stress ossidativo (OS) può innescare il MA e considerano potenziali bersagli terapeutici e farmaci neuroprotettivi per gestire la malattia.


Il MA è il tipo più comune di demenza e coinvolge aree del cervello che controllano il pensiero, la memoria e il linguaggio. È la causa più comune di disabilità negli over-65 ed è una delle prime 10 cause di morte negli Stati Uniti. Il MA è caratterizzato dalla deposizione anormale del peptide amiloide-beta e dall'accumulo intracellulare di grovigli neurofibrillari della proteina tau iperfosforilata. La diagnosi del MA è recentemente migliorata, ma la sua causa esatta non è stata ancora identificata. La sfida principale è guardare oltre le due ipotesi dominanti, la deposizione di amiloide-beta e la fosforilazione della tau.


Potrebbero esserci altri fattori responsabili dell'innesco della malattia. Sono scatenati dall'OS, che di base è uno squilibrio tra antiossidanti e ossidanti? L'ipotesi OS suggerisce che il cervello rimane multifunzionale fintanto che i 'radicali liberi' prodotti durante varie reazioni biochimiche nel cervello restano neutralizzati dagli antiossidanti.


L'editore del supplemento Pravat K. Mandal PhD, scienziato ed ex direttore responsabile del National Brain Research Center di Gurgaon / India e professore onorario del Florey Institute of Neuroscience and Mental Health di Melbourne / Australia, spiega:

"L'ipotesi OS è partita più di 25 anni fa e di recente i ricercatori hanno dimostrato un rinnovato interesse a studiare i potenziali benefici della sua neutralizzazione, che ha portato a progettare numerosi studi per esaminarne gli effetti. Finché esiste un equilibrio tra le molecole pro-ossidative e antiossidanti, che neutralizza i radicali, il cervello rimane multifunzionale e sano. Anche se ci sono molti di questi antiossidanti, uno prominente che riceve un'attenzione significativa è il glutatione (GSH)".


L'analisi basata su studi clinici indica che una significativa deplezione cerebrale di GSH nell'ippocampo avvia l'inizio precoce del MA prima della deposizione di amiloide-beta e della fosforilazione della tau, e ora è validata da uno studio con modelli animali transgenici.


Le 12 revisioni e articoli di ricerca in questo supplemento mettono in evidenza la ricerca sul MA basata su OS di diversi laboratori di fama internazionale. Studi pionieristici evidenziano:

  • Il rischio ridotto di sviluppo di MA è associato all'assunzione dietetica di integratori antiossidanti.
  • L'integrazione con GSH, realizzata con aminoacidi glicina, cisteina e acido glutammico, può essere neuroprotettiva e ridurre l'amiloide-beta e la fosforilazione della tau.
  • Il miglioramento significativo della memoria di lavoro nei modelli animali con demenza, indotto dall'estratto di marrubium vulgare, suggerisce che può influire sulla conservazione della memoria.
  • È importante mantenere la diversità nello sviluppo dei farmaci per la ricerca del MA, per migliorare il flusso di informazioni da studi clinici randomizzati.


"L'accumulo di prove dagli studi clinici ci porta all'idea convergente che arricchire il GSH cerebrale è la strada da percorrere attraverso candidati con biodisponibilità e efficacia superiori", osserva il dott. Mandal.


Un contributo esplora l'effetto neuroprotettivo del trattamento combinato con epigallocatechina 3-gallato (EGCG) e melatonina (MT) sul MA familiare. Gli investigatori hanno analizzato il potenziale terapeutico della combinazione EGCG + MT in un modello tridimensionale in vitro di MA familiare raro con una mutazione nel gene presenilina-1. Il trattamento con la combinazione EGCG+MT ha ridotto efficacemente questi marcatori patologici in modo più efficiente rispetto ai singoli trattamenti.


I primi cautori Marlene Jimenez-Del-Rio PhD e Carlos Velez-Pardo DRSCI, entrambi dell'Università di Antioquia di Medellin /Colombia, riferiscono che, “il trattamento con una combinazione EGCG + MT può avere un alto valore terapeutico a causa dell'elevata capacità antiossidante e dell'effetto anti-amiloidogenico di entrambi i composti rispetto ai singoli trattamenti e merita ulteriori indagini". Il dott. Mandal aggiunge: "La terapia combinata EGCG + MT è promettente in termini terapeutici per il MA familiare a causa di una capacità antiossidante intrinseca".


Altri argomenti importanti trattati in questo numero includono:

  • Aspetti molecolari dell'invecchiamento e dei disturbi legati all'età.
  • Potenziali effetti terapeutici della somministrazione a lungo termine di Tocovid, una nuova miscela di vitamina E
  • Effetti protettivi del coenzima Q10 e allenamento ad alta intensità a intervalli, sia individualmente che in combinazione.
  • Efficacia dell'acido docosapentaenoico e/o degli integratori di acido eicosapentaenoico in pazienti con lieve compromissione cognitiva.
  • Funzioni protettive del sistema tioredossina e del nicotinamide adenina dinucleotide fosfato nel contesto del danno indotto da MA.
  • Strategie potenziali per affrontare gli eventi precoci nel MA che coinvolgono il deterioramento microvascolare nell'ippocampo che precede la deposizione di Aβ.
  • Effetti antiossidanti e anti-neuroinfiammatori della Centella asiatica e delle sue frazioni di triterpene sulle cellule microgliali, indotti da lipopolisaccaride, per la gestione del MA.
  • Flusso di lavoro farmacologico computerizzato per scoprire se l'OS attiva il MA, nonché i potenziali obiettivi terapeutici e farmaci neuroprotettivi.


"Si può prevedere che l'ipotesi OS otterrà presto il suo legittimo riconoscimento nella ricerca sul MA per guidare lo sviluppo dei farmaci, ma ridurrà efficacemente l'OS e preserverà la funzione cognitiva", conclude il dott. Mandal.


“La scoperta che l'OS è a monte dell'amiloide-beta e della deposizione di tau lo colloca al crocevia di un efficace intervento terapeutico. Il numero del dott. Mandal esplora lo stato della scienza e ispira ulteriori sviluppi", aggiunge George Perry PhD, docente distinto di neurobiologia dell'Università del Texas e caporedattore della rivista JAD.

 

 

 


Fonte: Journal of Alzheimer's Disease (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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