Studio: riduzione dell'amiloide-β con l'OLED rosso ripristina la memoria di topi modello di Alzheimer

Il KAIST di Daejeon (Corea del Sud) ha annunciato che un gruppo di ricerca ha sviluppato una tecnologia di fotostimolazione OLED a tre colori con illuminazione uniforme e ha confermato che la luce rossa a 40 Hz era la più efficace nel migliorare la patologia dell'Alzheimer e la funzione della memoria.

OLED for amyloid beta clearanceIl meccanismo mediante il quale la stimolazione dei neuroni con OLED rosso riduce l’amiloide-β nei topi modello di Alzheimer (Fonte: Noh et al / ACS Biomater Sci Eng)

Un gruppo di ricerca coreano, affrontando la domanda “Quale colore della luce OLED può effettivamente migliorare la memoria e i marcatori patologici nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer (MA)?”, ha identificato il colore OLED più efficace in grado di migliorare la funzione cognitiva usando solo la luce, senza coinvolgere farmaci .La piattaforma OLED sviluppata per questo studio, pubblicato su ACS Biomaterials Science & Engineering, può controllare con precisione colore, luminosità, frequenza di sfarfallio e durata dell’esposizione, suggerendo un potenziale sviluppo futuro in prodotti elettroceutici personalizzati basati su OLED.


Per superare i limiti strutturali dei LED convenzionali, come lo squilibrio della luminosità, il rischio di generazione di calore e la variabilità causata dal movimento degli animali, i ricercatori hanno sviluppato una piattaforma di fotostimolazione basata su OLED che emette luce in modo uniforme. Con questa piattaforma, hanno confrontato la luce bianca, rossa, verde e blu in condizioni identiche (frequenza di 40 Hz, luminosità e tempo di esposizione) e hanno scoperto che la luce rossa a 40 Hz produceva il miglioramento più significativo.


In topi modello di MA iniziale (3 mesi), hanno osservato un miglioramento della patologia e della memoria dopo soli due giorni di stimolazione. Quando i topi modello di MA precoce sono stati esposti a un’ora di luce al giorno per due giorni, sia la luce bianca che quella rossa hanno migliorato la memoria a lungo termine. Inoltre, la quantità di placche di amiloide-β (Aβ) – aggregati proteici noti come un fattore importante nella malattia – si è ridotta in regioni chiave del cervello come l’ippocampo, e sono aumentati i livelli dell’enzima ADAM17 che elimina le placche.


Ciò indica che anche periodi molto brevi di stimolazione luminosa possono ridurre le proteine ​​dannose nel cervello e migliorare la funzione della memoria. In particolare, con la luce rossa, diminuisce significativamente la citochina infiammatoria IL-1β, nota per esacerbare l’infiammazione e contribuire alla progressione del MA, dimostrando un effetto antinfiammatorio. Inoltre, quanto più la placca veniva ridotta, tanto maggiore era il miglioramento della memoria, prova diretta che il miglioramento patologico porta a un miglioramento cognitivo.


Nel modello di MA intermedio (6 mesi), un miglioramento patologico statisticamente significativo è stato osservato solo con la luce rossa. In un esperimento di stimolazione a lungo termine di due settimane nelle stesse condizioni, sia la luce bianca che quella rossa hanno migliorato la memoria, ma una riduzione statisticamente significativa delle placche è apparsa solo sotto la luce rossa.


Anche le differenze a livello molecolare erano chiare. Sotto la luce rossa, i livelli di ADAM17 (che aiuta a rimuovere le placche) sono aumentati, mentre i livelli di BACE1, un enzima responsabile della produzione delle placche, sono diminuiti, dimostrando un duplice effetto di inibizione della formazione delle placche e della loro rimozione. Al contrario, la luce bianca ha abbassato solo il BACE1, mostrando effetti terapeutici più limitati rispetto alla luce rossa. Ciò identifica scientificamente che il colore della luce è un fattore chiave che determina l’efficacia terapeutica.


Per determinare quali circuiti neurali fossero attivati ​​dalla stimolazione luminosa, il team ha analizzato l'espressione di c-Fos, un gene che si attiva immediatamente quando i neuroni sparano. Hanno trovato l’attivazione in tutto il circuito visivo-mnemonico, che si estende dalla corteccia visiva, al talamo, all'ippocampo, fornendo prove neurologiche dirette che la stimolazione della luce risveglia il percorso visivo, migliorando la funzione e la memoria dell’ippocampo.


Grazie alla piattaforma OLED a illuminazione uniforme, la luce è stata erogata in modo omogeneo indipendentemente dal movimento degli animali, garantendo risultati sperimentali stabili e un'elevata riproducibilità nei test ripetuti. Questo studio è il primo a dimostrare che la funzione cognitiva può essere migliorata solo con la luce, senza farmaci, e che i marcatori patologici del MA possono essere regolati attraverso combinazioni di colore, frequenza e durata della luce.


La piattaforma OLED sviluppata in questo studio consente un controllo preciso su colore, luminosità, rapporto di sfarfallio e tempo di esposizione, rendendola adatta per progettare la stimolazione personalizzata nella futura ricerca clinica umana. Il team di ricerca prevede di espandere condizioni quali l’intensità della stimolazione, l’energia, la durata e la stimolazione visiva-uditiva combinata, puntando allo sviluppo in fase clinica.


Il primo autore dott. Byeongju Noh (del gruppo di Kyung Cheol Choi) ha dichiarato: “Questo studio dimostra sperimentalmente l’importanza della standardizzazione del colore e conferma che l’OLED rosso è il colore chiave che attiva ADAM17 e sopprime BACE1 nei vari stadi della malattia”
L'autore senior professor Kyung Cheol Choi,ha sottolineato: "La nostra piattaforma OLED a illuminazione uniforme supera i limiti strutturali dei LED tradizionali e consente un'elevata riproducibilità e una valutazione sicura. Ci aspettiamo che gli elettroceutici OLED ROSSI indossabili per l'uso quotidiano diventino un nuovo paradigma terapeutico per il MA".

 

 

 


Fonte: KAIST- Korea Advanced Institute of Science and Technology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: B Noh, [+14], KC Choi. Color Dependence of OLED Phototherapy for Cognitive Function and Beta-Amyloid Reduction through ADAM17 and BACE1. ACS Biomat Sci& Eng, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.