I cosiddetti 'super anziani' tendono ad avere almeno due vantaggi genetici cruciali

Nello studio, i super anziani avevano il 68% in meno di probabilità di ospitare il gene che nessuno vuole, l'APOE-ε4, rispetto agli individui con demenza di Alzheimer nella stessa fascia di età (over-80).

APOE allele frequency in SuperAgers vs cases and controlsFrequenza degli alleli ε2 ed ε4 di APOE nei Super-Anziani bianchi (NHW) e neri (NHB) non ispanici rispetto a casi e controlli. Fonte: Durant et al /Alz&Dem

La variante genetica che comporta il maggior rischio genetico di morbo di Alzheimer (MA) a esordio tardivo è chiamata APOE-ε4, mentre si ritiene che una variante diversa dello stesso gene, l'APOE-ε2, conferisca protezione dal MA. Uno studio relativamente ampio riportato su Alzheimer's & Dementia, guidato da ricercatori della Vanderbilt University di Nashville (Tennessee/USA), ha misurato la frequenza di APOE-ε4 e APOE-ε2 nei cosiddetti super-anziani, gli over-80 con una funzione cognitiva paragonabile a persone 20 o 30 anni più giovani.


I super-anziani avevano il 68% in meno di probabilità di ospitare il gene che nessuno vuole, l'APOE-ε4, rispetto agli individui con demenza di MA nella stessa fascia di età. In particolare, i super anziani avevano il 19% in meno di probabilità di ospitare l'APOE-ε4 rispetto ai coetanei partecipanti cognitivamente normali.


"Questa è stata la nostra scoperta più sorprendente: sebbene tutti quelli che raggiungono gli 80 anni senza ricevere una diagnosi di demenza clinica mostrino un invecchiamento eccezionale, il nostro studio suggerisce che il fenotipo super-anziani può identificare un gruppo particolarmente eccezionale di anziani con un rischio genetico ridotto di MA", ha affermato Leslie Gaynor PhD, assistente prof.ssa di Medicina nella Divisione di Medicina Geriatrica, che ha guidato lo studio con Alaina Durant BS, analista genetica statistica del Vanderbilt Memory and Alzheimer's Center.


È stato anche scoperto per la prima volta che i super-anziani avevano una frequenza più elevata della variante desiderata, l'APOE-ε2: avevano il 28% in più di probabilità di portare APOE-ε2 rispetto ai controlli cognitivamente normali over-80 e il 103% in più di probabilità di portare la variante rispetto ai partecipanti con demenza di MA over-80. Lo studio osservazionale, che include il più grande campione di super-anziani messo insieme fino ad oggi, ha usato i dati dell'Alzheimer's Disease Sequencing Project Phenotype Harmonization Consortium, guidato da un altro membro del gruppo di studio, Timothy Hohman PhD, professore di Neurologia. Lo studio includeva 18.080 partecipanti provenienti da otto coorti nazionali di invecchiamento.


Lo stato di super-anziani è stato definito in parte come over-80 con prestazioni di memoria superiori alla media dei partecipanti cognitivamente normali tra 50 e 64 anni di età. Lo studio ha incluso più gruppi di razza/etnia, tra cui 1.412 super-anziani bianchi non ispanici, 211 super-anziani neri non ispanici, 8.829 partecipanti con demenza di MA e 7.628 controlli cognitivamente normali. La frequenza dell'APOE-ε4 in tutto il mondo è del 13,7%, mentre nello studio era del 43,9%. La Gaynor ha detto:

“Con la crescita di interesse sui super-anziani, i nostri risultati incoraggiano in particolare l’idea che il fenotipo dei super-anziani si rivelerà utile nella continua ricerca di meccanismi che conferiscono resilienza dal MA. Questo è di gran lunga lo studio più ampio eseguito finora volto a identificare le differenze nella frequenza dell'allele APOE-ε4 in base allo stato di super-anziani e il primo studio a trovare una relazione tra la frequenza dell'allele APOE-ε2 e lo stato di super-anziani.

"Ci aspettiamo che questi risultati generino interesse continuo per le domande su come queste varianti possono influenzare lo sviluppo della demenza clinica dovuta al MA, nonché per il fenotipo super-anziani più in generale".

 

 

 


Fonte: Paul Govern in Vanderbilt University Medical Center (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: A Durant, [+36], LS Gaynor. Evaluating the association of apolipoprotein E genotype and cognitive resilience in SuperAgers. Alz&Dem, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)