La cascata di eventi scatenata dalla tau tossica quando colpisce le sinapsi

Un nuovo approccio mappa i cambiamenti dinamici nell’attività del proteoma nel tempo nelle strutture post-sinaptiche

Synapses exposed to tau oligomers ParejaNavarro et al MolDegenImmagini al microscopio elettronico delle sinapsi di neuroni umani dopo 7/14 giorni dall'esposizione di 30 minuti agli oligomeri tau o a un veicolo di controllo. Nei neuroni trattati con il veicolo le vescicole sinaptiche (cerchi rossi) sono raggruppate vicino alla zona attiva (frecce rosse), mentre i neuroni trattati con oligomeri tau mostrano un aumento del numero di vescicole con raggruppamento ridotto e una dispersione delle vescicole. Fonte: Pareja-Navarro et al / Mol Degen

Un'indagine olistica sul modo in cui la tau tossica influisce sulle sinapsi spiega un po' meglio i processi che portano alla disfunzione neuronale e alla perdita di memoria nel morbo di Alzheimer (MA). Uno strumento, sviluppato nel laboratorio Tracy, consente ai ricercatori di monitorare i cambiamenti nel proteoma sinaptico, correlando i cambiamenti alla disregolazione sinaptica e alla perdita di sinapsi nel tempo. I risultati e lo strumento, a disposizione di tutti i ricercatori, sono ora online su Molecular Neurodegeneration.


"Non sono abbastanza le persone nel campo del MA a lavorare sulle sinapsi", afferma la prof.ssa Tara Tracy Ph, scienziata del Buck Institute for Research on Aging di Novato (California/USA), autrice senior dello studio. “Speriamo che il nostro strumento e le nostre nuove scoperte contribuiscano a cambiare la situazione”.


Le sinapsi sono le giunzioni tra le cellule nervose, minuscoli spazi attraverso i quali sono trasmessi segnali attraverso neurotrasmettitori. Il processo attraverso il quale si muovono questi segnali coinvolge sia le strutture sinaptiche pre ('inviano') che post ('ricevono'). La funzione pre- e post-sinaptica coordinata è essenziale per un'efficace trasmissione sinaptica e per la cognizione. Nei loro esperimenti, una breve esposizione di 30 minuti dei neuroni umani agli oligomeri tau tossici, che si accumulano nel cervello nel MA, è stata sufficiente per bloccare la plasticità sinaptica. I ricercatori hanno quindi iniziato a monitorare il modo in cui tale esposizione è progredita fino alla perdita di sinapsi.


"Dopo quell'esposizione siamo stati in grado di monitorare l'attività su entrambi i lati della sinapsi", afferma la Tracy. "Ciò che abbiamo scoperto è stata una cascata dinamica di eventi che hanno sorprendentemente avuto un impatto iniziale sulle strutture post-sinaptiche. Non ci aspettavamo di vedere una cosa del genere".


La Tracy e il suo team, guidato dalla prima autrice, la ricercatore Kristeen Pareja-Navarro PhD, hanno sfruttato l'immunocitochimica, l'elettrofisiologia e la microscopia elettronica nel lavoro. Il team ha inoltre sviluppato un nuovo strumento che mappa i cambiamenti del proteoma in tempo reale a livello delle sinapsi.


"Una scoperta importante di questo lavoro è stata l'identificazione dei primi meccanismi post-sinaptici che vengono interrotti dagli oligomeri tau e il modo in cui si collegano al deterioramento prolungato delle sinapsi. Essere in grado di studiare questi percorsi in modo più dettagliato è un passo importante verso la prevenzione della disfunzione sinaptica guidata dalla tau", afferma Pareja-Navarro. “Questo è l’obiettivo finale e la fase successiva della nostra ricerca”.


Con tutti gli strumenti a disposizione, il team ha delineato l’impatto della breve esposizione agli oligomeri tau sui neuroni nel tempo, fino a 14 giorni. Il nuovo approccio di etichettatura di prossimità che punta la post-sinapsi, ha permesso al team di osservare un'immediata sotto-regolazione post-sinaptica delle proteine ​​motorie (miosina-Va e miosina IIb) che coincideva con una compromissione della plasticità sinaptica. Ciò è stato seguito, 24 ore dopo, dalla sovra-regolazione delle proteine ​​correlate alla malattia (inclusa GSK3b), nei siti post-sinaptici, un risultato che Tracy descrive come “sorprendente, dato che il rimodellamento post-sinaptico che si è verificato a 24 ore era completamente diverso dalla risposta iniziale agli oligomeri tau”.


Sette giorni dopo l'esposizione all'oligomero tau, il team ha osservato una perdita di strutture post-sinaptiche sui neuroni, mentre la perdita di strutture pre-sinaptiche è stata rilevata dopo 14 giorni. "Un indebolimento della forza sinaptica indotto dalla tau potrebbe causare la perdita di queste connessioni", afferma la Tracy, sottolineando che le sinapsi rimanenti avevano recettori post-sinaptici ridotti, plasticità compromessa e raggruppamento anormale di vescicole sinaptiche ai terminali pre-sinaptici.


La maggior parte delle ricerche sulla perdita di sinapsi nelle malattie neurodegenerative coinvolgeva finora l’osservazione dei cambiamenti in un solo momento. Ora che gli scienziati hanno la capacità di osservare i cambiamenti nel proteoma sinaptico nel corso del tempo, la Tracy pensa che sia tempo che questo campo dia uno sguardo nuovo al ruolo delle sinapsi e alla loro funzione nelle malattie neurodegenerative.


"Studi precedenti si erano concentrati sul ruolo delle glia nell'eliminazione delle sinapsi, dimostrando che le glia possono rispondere alla tossicità della tau tagliando le sinapsi. Sono sicura che le glia fanno parte del processo di degenerazione delle sinapsi, ma il nostro lavoro scopre l'importanza fondamentale dei meccanismi intrinseci delle sinapsi nel causare la loro stessa perdita, che è in gran parte finora sotto-esplorata", afferma. "Gli oligomeri tau indeboliscono le sinapsi, ma il destino delle sinapsi diverge. Non tutte le sinapsi si perdono. Alcune si conservano anche se sono disfunzionali. Il fatto che sia i compartimenti pre- che quelli post-sinaptici cambino progressivamente nel tempo suggerisce che vari meccanismi importanti sono in gioco nel determinare il destino di una sinapsi".

 

 

 


Fonte: Buck Institute for Research on Aging (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: KA Pareja-Navarro, [+12], TE Tracy. Tau oligomers modulate synapse fate by eliciting progressive bipartite synapse dysregulation and synapse loss. Mol Neurodeg, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.