Long COVID legato ai meccanismi dell'Alzheimer: le due malattie causano danni negli stessi modi

Choroid plexus enlargment by Pang et al AlzDemIl paziente con long COVID mostra un volume allargato del plesso coroideo (ChP) e un flusso sanguigno (CBF) ridotto rispetto ai soggetti COVID guariti e ai pazienti sani (Healthy Controls). Fonte: Pang et al / Alz&Dem

Un nuovo studio ha scoperto che l'aumento delle dimensioni e il flusso sanguigno ridotto a una struttura cerebrale chiave nei pazienti con Long COVID si abbina a noti marcatori ematici del morbo di Alzheimer (MA) e a maggiori livelli di demenza.


Lo studio, guidato dai ricercatori della New York University, riguarda il plesso coroideo (CP), una rete di vasi sanguigni rivestita da cellule che producono liquido cerebrospinale, che funge da cuscinetto per il cervello e forma una barriera protettiva tra il fluido e il flusso sanguigno. È noto che il CP regola le risposte del sistema immunitario (infiammazione) e l’eliminazione dei rifiuti nel cervello. Studi precedenti hanno dimostrato che il virus COVID può danneggiare le cellule che rivestono i vasi sanguigni del CP.


Il nuovo lavoro, pubblicato su Alzheimer’s & Dementia, ha scoperto che i pazienti che riferivano il Long COVID avevano un CP più grande del 10% rispetto a quelli che si erano completamente ripresi da un’infezione iniziale con SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID-19. Inoltre, gli aumenti delle dimensioni del CP si accompagnavano ai livelli ematici di proteine ​​note per aumentare man mano che peggiora il MA, come pTau217, e ad altre che aumentano in risposta a lesioni cerebrali, come la proteina acida fibrillare gliale (GFAP).


Il gruppo di ricerca ha anche assodato che i pazienti con CP più grande hanno ottenuto risultati peggiori in media del 2% in un test standard di 30 punti, il Mini-Mental State Exam (MMSE), che misura i cambiamenti nella memoria e nell’attenzione.


“Il nostro lavoro suggerisce che le reazioni immunitarie a lungo termine causate in alcuni casi dopo un’infezione iniziale da COVID possono comportare un gonfiore che danneggia una barriera cerebrale critica nel plesso coroideo”, ha affermato l’autore senior dello studio Yulin Ge MD, professore nel Dipartimento di Radiologia della NYU. "Le prove fisiche, molecolari e cliniche suggeriscono che un CP più ampio può essere un segnale di allarme precoce del futuro declino cognitivo simile al MA".


Il Long COVID, a volte chiamato 'sequela post-acuta del COVID-19', è una condizione in cui i sintomi dell’infezione da virus pandemico durano mesi o addirittura anni dopo l’infezione iniziale con SARS-CoV-2. Finora circa 780 milioni di persone in tutto il mondo sono state infettate dal virus, alcune delle quali hanno manifestato affaticamento a lungo termine, confusione mentale, vertigini, perdita dell’olfatto o del gusto, depressione e molti altri sintomi.

 

Collegare le modifiche

Per lo studio, il gruppo ha reclutato 179 partecipanti: 86 pazienti con sintomi neurologici di Long COVID, 67 persone che si erano completamente riprese da COVID-19 senza sintomi duraturi e 26 individui sani che non avevano mai avuto COVID-19. Ogni partecipante è stato sottoposto a scansioni MRI avanzate del cervello, che hanno consentito al team di trovare schemi tra scansioni cerebrali, esami del sangue ed esami cognitivi dei tre gruppi di pazienti.


I test hanno rivelato che i cambiamenti strutturali osservati nei vasi sanguigni del CP dei pazienti affetti da Long COVID hanno sia ampliato il volume del CP sia ridotto il flusso attraverso i suoi vasi sanguigni. Sebbene i meccanismi alla base di ciò non siano ancora chiari, la teoria del team è che i cambiamenti riflettono il “rimodellamento vascolare” del CP guidato dall’infiammazione, in cui gli strati di cellule che rivestono i vasi sanguigni si ispessiscono in risposta all’attivazione a lungo termine delle cellule e dei segnali immunitari.


Tale infiammazione si accompagna alla fibrosi stromale circostante, l’accumulo di tessuto simile a cicatrice che ostacola ulteriormente il flusso sanguigno. Una compromissione della perfusione sanguigna nel CP può ostacolare la produzione di liquido cerebrospinale, portare all'accumulo di rifiuti e compromettere l'integrità della barriera sangue-fluido, hanno affermato gli autori dello studio.


"Il prossimo passo è seguire questi pazienti nel tempo per vedere se i cambiamenti cerebrali che abbiamo identificato possono prevedere chi svilupperà problemi cognitivi a lungo termine", ha detto il coautore senior Thomas M. Wisniewski MD, professore dell'Alzheimer's Disease Research Center della New York University. “Sarà necessario uno studio più ampio e a lungo termine per chiarire se queste alterazioni del CP siano una causa o una conseguenza dei sintomi neurologici, il che promette di focalizzare meglio gli sforzi di progettazione del trattamento".

 

 

 


Fonte: New York University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: H Pang, [+10], Y Ge. Choroid plexus alterations in long COVID and their associations with Alzheimer's disease risks. Alz&Dem, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.