Studio si chiede: "Un mondo migliore è possibile?"

Per anni, i politici hanno tentato di creare delle comunità dove un gruppo eterogeneo di residenti vive non solo vicino ad un altro, ma interagisce anche liberamente; in altre parole, quartieri che sono sia integrati, sia socialmente coesi.


Ma un sociologo della Michigan State University sostiene in un nuovo studio che questa potrebbe essere una causa persa. Come ha riferito nel Journal of Community Psychology, Zachary Neal ha scoperto che l'integrazione e la coesione di vicinato non possono coesistere.


"E' possibile un mondo migliore? Purtroppo, questi risultati dimostrano che potrebbe non essere possibile creare contemporaneamente comunità che sono sia pienamente integrate che pienamente coesive", ha detto Neal. "In sostanza, quando si tratta di de-segregazione e di coesione sociale nel quartiere, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca".


La ragione ha a che fare con il modo in cui le persone formano le relazioni. Neal ha detto che la gente di solito sviluppa relazioni con altri che sono vicini, piuttosto che con quelli lontani, e che sono simili piuttosto che diversi da se stessi (per razza, religione, classe sociale, ecc.). Egli ha eseguito la modellazione al computer di diversi quartieri immaginari e, pur con milioni di tentativi, ha sempre trovato la stessa cosa: più è integrato un quartiere, meno diventa socialmente coesivo, e viceversa.


"Queste tendenze sono così forti, che è improbabile che la politica possa cambiarle", ha detto Neal, aggiungendo che i politici dovrebbero invece cercare di trovare il giusto equilibrio tra integrazione e coesione, che può differire da comunità a comunità.


Egli ha avviato il progetto perché i tentativi del passato non erano riusciti a realizzare una città che fosse realmente integrata e coesiva - dagli Stati Uniti al Regno Unito all'Asia. Ma non è per mancanza di sforzi, ha detto. "Non è che i dirigenti locali ed i responsabili politici non stiano provando abbastanza duramente", ha detto Neal. "Piuttosto, ora si pensa che il motivo sia che gli obiettivi di integrazione e coesione semplicemente non sono compatibili tra loro".


Co-autrice dello studio è Jennifer Watling Neal, assistente professore di psicologia.

 

 

 

 

 


Fonte: Michigan State University.

Riferimenti: Zachary P. Neal, Jennifer Watling Neal. The (In)compatibility of Diversity and Sense of Community. American Journal of Community Psychology, 2013; DOI: 10.1007/s10464-013-9608-0

Pubblicato in msutoday.msu.edu (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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