Demenza frontotemporale: possibile terapia per la 2a forma di demenza per diffusione

Farmaci che stimolano le funzioni di uno specifico tipo di recettore neurotrasmettitore possono dare benefici ai pazienti del 2° tipo di demenza più diffuso, secondo una ricerca condotta da scienziati della University of Alabama di Birmingham e pubblicata ieri nel Journal of Neuroscience.


La demenza frontotemporale (FTD) è una malattia devastante in cui i pazienti hanno cambiamenti rapidi e drastici del comportamento, della personalità e delle abilità sociali.


L'età di insorgenza della FTD è relativamente precoce, di solito colpisce i pazienti dai 55 ai 60 anni. La prognosi è tetra: i pazienti si deteriorano rapidamente e di solito muoiono entro 10 anni dall'esordio. Attualmente, non esiste alcun trattamento efficace per la FTD.


Il team di ricerca della UAB si è focalizzato sulle mutazioni di alcuni geni, soprattutto nel gene «Proteina Tau Associata ai Microtubuli». Un accumulo di proteina tau è legato all'Alzheimer, la forma più comune di demenza; ma si sa poco sul modo in cui mutazioni della tau pregiudicano specifiche aree del cervello e causano la FTD.


I ricercatori UAB hanno usato un nuovo modello di topo che esprime la tau umana con una mutazione associata alla FTD. Questi topi dimostrano comportamenti fisici simili a quelli degli esseri umani con FTD: per esempio le azioni compulsive eccessivamente ripetitive, come la cura della propria persona. Il topo aveva anche funzioni alterate alle sinapsi e nella rete di alcune aree del cervello.


"Abbiamo scoperto che la tau mutante altera le sinapsi - le connessioni tra i neuroni - riducendo le dimensioni dei siti di ancoraggio di un recettore essenziale del glutammato chiamato NMDA", ha dichiarato Erik Roberson, MD, PhD, professore associato al Dipartimento di Neurologia e il ricercatore principale dello studio. "La riduzione dei siti di ancoraggio rende disponibili meno recettori NMDA alle sinapsi per ricevere i segnali eccitatori, limitando così l'emissione di impulsi alle sinapsi [firing] e l'attività della rete".


Il team ha poi impiegato la cicloserina, un farmaco già approvato per l'uso da parte della FDA, che come sappiamo aiuta il funzionamento del recettore NMDA. Questo incremento della funzione del recettore NMDA è in grado di ripristinare il firing sinaptico e quindi di ripristinare l'attività di rete nel modello animale. Il ripristino delle attività normali di rete ha invertito le anomalie comportamentali osservate nei topi.


"Questo studio fornisce la meccanica del modo in cui una mutazione tau danneggia specifiche aree del cervello per compromettere una rete [di neuroni]", ha detto Roberson. "Inoltre fornisce un potenziale bersaglio terapeutico, il recettore NMDA, che appare in grado di correggere la rete e le anomalie comportamentali". Il team di Roberson ipotizza che l'aumento delle funzioni dei recettori NMDA può dare benefici ai pazienti umani con FTD. Con una ulteriore convalida preclinica, questa ipotesi potrebbe già ora essere testata in studi clinici con il farmaco cicloserina in commercio.

 

 

 

 

 


Fonte:  Bob Shepard in University of Alabama (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  B. A. Warmus, D. R. Sekar, E. McCutchen, G. D. Schellenberg, R. C. Roberts, L. L. McMahon, E. D. Roberson. Tau-Mediated NMDA Receptor Impairment Underlies Dysfunction of a Selectively Vulnerable Network in a Mouse Model of Frontotemporal Dementia. Journal of Neuroscience, 2014; 34 (49): 16482 DOI: 10.1523/JNEUROSCI.3418-14.2014

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.