La compromissione cognitiva da AD di un coniuge, fa deteriorare l'intera relazione coniugale

Quando uno dei coniugi è cognitivamente compromesso, si deteriora la comunicazione coniugale. Con la progressione dell'Alzheimer (AD), aumenta la frequenza dei problemi linguistici, come trovare la parola giusta, ripetere le stesse parole o la stessa domanda più e più volte, o sostituire una parola con un'altra.


Come conseguenza del calo della comunicazione, le coppie sposate affette da AD soffrono di isolamento, depressione e alienazione. Ci sono poche ricerche sulla comunicazione delle coppie affette da AD e quelle eseguite finora si sono concentrate principalmente sull'individuazione dei deficit di comunicazione.


Con uno studio unico condotto alla Florida Atlantic University e pubblicati sul Journal of Human Caring, dei ricercatori hanno esaminato come le coppie affette da AD mantengono le relazioni, nel corso di molti anni di matrimonio, e hanno scoperto 10 modelli di comunicazione che aiutano le coppie a restare impegnati nella relazione.


Christine L. Williams DNSc, autrice della pubblicazione, professoressa e direttrice del PhD in Nursing Program, dice: "C'è un gap di conoscenza sul modo in cui le coppie affette da Alzheimer gestiscono il proprio rapporto e supportano la speranza, la connessione, il significato e l'impegno. Invece di focalizzare il nostro studio su ciò che non funziona nella relazione, abbiamo esaminato i modelli che supportano l'intimità. C'è un urgente bisogno di ricerca sul mantenimento di un rapporto generoso, a dispetto del progressivo declino, in quanto può portare ad interventi per favorire una comunicazione costruttiva".


Nello studio, la Williams ha usato il quadro caritatevole di Jean Watson, che valorizza il rapporto umano come fulcro e fornisce il quadro appropriato per studiare le interazioni caregiver-coniuge. Il team di ricerca della Williams ha visitato 15 coppie a casa loro una volta alla settimana per 10 settimane. Le coppie erano rimaste sposate per lunghi periodi, in media per 47 anni, avevano un reddito medio ed erano in genere ben istruite. L'età media era di 77 anni per i caregiver e di 80 per i coniugi con AD. La maggior parte dei caregiver erano donne (68,8 per cento) e hanno riferito di aver svolto quel ruolo per una media di quattro anni.


Alle coppie è stato chiesto di conversare su un argomento di loro scelta per 10 minuti, dopo di che il ricercatore attivava il registratore e lasciava la stanza. Con questo metodo, i ricercatori sono riusciti a osservare le conversazioni quotidiane spontanee, che coinvolgevano sia il comportamento verbale che non verbale e gli aspetti non linguistici della conversazione, come le pause.


Sono state analizzate 30 conversazioni con metodi qualitativi. Sono stati identificati tre temi generali di cura coniugale: impegnarsi con compassione, arrivarci con pazienza e confidare nella presenza di un profondo attaccamento. Inoltre sono stati identificati 10 modelli di comunicazione.


Tali schemi includono:

  • "Notizie del giorno", che forniscono a caregiver e coniugi la normalità e serenità parlando delle attività normali della vita quotidiana;
  • "Condividere ricordi", per cui i caregiver cercano di ricordare ai coniugi le persone e gli eventi passati;
  • "Narrazione", dove i caregiver perseverano nel raccontare una storia dettagliata, anche se la conversazione sembrava un monologo senza partecipazione verbale dei coniugi;
  • "Dilettarsi dell'inaspettato", se i caregiver erano molto felici quando i loro coniugi contribuivano alla conversazione più del previsto.


I ricercatori hanno anche osservato che i caregivers accettano la versione del coniuge della storia, valorizzando il rapporto più che voler avere ragione e quindi si astengono dall'interrompere o dall'intervenire.


"Era evidente che i coniugi di caregiving sopportavano gran parte della responsabilità di mantenere la relazione di assistenza, ma non c'erano prove che il coniuge affetto da Alzheimer partecipasse attivamente" ha detto la Williams. "In una conversazione, il mantenimento del contatto visivo con il coniuge era l'unica prova evidente di impegno. In un'altra interazione, cantare canzoni conosciute forniva una via per un coinvolgimento attivo tra i partner".


Più di 5 milioni di americani sono attualmente colpite dal morbo di Alzheimer e 15,4 milioni di caregiver sono responsabili della loro cura. La maggior parte dei caregiver segnalano notevole stress e diminuzione del benessere collegati al caregiving e stanno crescendo le prove che essi hanno maggiori tassi di morbilità e mortalità. La percentuale più elevata di caregiver familiari nell'AD sono coniugi.


"Questi modi premurosi di rapportarsi hanno un valore perché forniscono informazioni su ciò che è possibile nei rapporti coniugali colpiti dall'Alzheimer", ha detto a Williams. "Fare luce sui modi in cui le coppie dimostrano di prendersi cura può essere una fonte di forza per chi si sente senza speranza, scoraggiato e pronto a rinunciare, e può dare forza agli operatori per raggiungere le coppie".

 

 

 


Fonte: Florida Atlantic University via MedicalXpress (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Christine L. Williams. Maintaining Caring Relationships in Spouses Affected by Alzheimer's Disease.International Journal of Human Caring.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.