Capire come si formano i ricordi è cruciale per trattare l'Alzheimer

Si dice che un cruciverba al giorno tiene la mente acuta.


La scienza più recente sta iniziando a spiegare perché.


Con l'invecchiamento della popolazione, e con la demenza che diventa più comune, gli scienziati sono in corsa contro il tempo per trovare trattamenti efficaci.


Recentemente, abbiamo cominciato a capire come le persone formano i ricordi, un passo importante per determinare come li perdono e, alla fine, come invertire questo tragico processo.


Abbiamo scoperto che il nostro cervello non è cablato in modo duraturo. Quando siamo nati non sapevamo camminare e parlare, queste cose devono essere apprese. E la ragione per cui siamo in grado di imparare, non solo da bambini, ma per tutta la vita, dipende da una caratteristica del nostro cervello, capita relativamente di recente: la "plasticità".


Abbiamo scoperto che il cervello può cambiare e modellarsi per adattarsi alle nuove circostanze. E questa è una buona notizia per le persone che cercano di recuperare da ictus, lesioni cerebrali o da Alzheimer. E vale anche per l'autismo, la schizofrenia e la depressione, e per qualsiasi altra condizione che affligge il cervello.


I nostri nervi inviano segnali in tutto il cervello, che "portano" i nostri pensieri e ricordi. I segnali sono controllati da connettori che possono diventare più forti o più deboli a seconda di centinaia di fattori, genetici e ambientali. Nelle malattie del cervello come l'Alzheimer, le connessioni sono soffocate. Potreste aver sentito parlare delle placche rivelatrici, dei grovigli o anche del restringimento del cervello che possono essere individuati con scansioni sul cervello di Alzheimer. Prima che emergano tutti quei segni, il primo indicatore è la scomparsa dei connettori nervosi.


Ci sono modi per rafforzare quei connettori e altri per indebolirli. I cruciverba, ritenuti da tempo capaci di mantenere la mente acuta, sono una forma di esercizio mentale che coinvolge quello che noi chiamiamo «potenziamento a lungo termine», il rafforzamento dei connettori.


Il rovescio della medaglia, lo stress cronico, indebolisce gli stessi connettori, un processo chiamato «depressione a lungo termine». (Tuttavia, gli attacchi di stress acuto possono effettivamente aiutare, perché impegnano la mente). In un cervello sano, il «potenziamento a lungo termine» e questa «depressione» dei connettori sono in equilibrio. Dobbiamo capire ciò che altera questo equilibrio, e come ristabilirlo.


Solo ora stiamo iniziando a comprendere tutti i diversi modi con cui armonizzare i connettori nel nostro cervello che controllano la memoria. Teoricamente, alimenti e integratori potrebbero avere un ruolo importante, ma non abbiamo ancora capito come usare questi strumenti. Dobbiamo esplorare tutte i cambiamenti genetici e ambientali che possono indebolire i nostri connettori, prima di sapere quali sostanze chimiche specifiche possono essere un antidoto.


Un settore molto promettente è il recente sviluppo di strumenti come il «gene editing» [intervento genetico], che ci permetterà di trovare i più importanti tra le centinaia di geni coinvolti nelle malattie del cervello, in modo da poter sviluppare terapie che li spengano senza alcun impatto sulle altre funzioni importanti.


Forse un passo successivo più immediato è mettere a punto farmaci già esistenti che aiutano a ripristinare l'equilibrio tra potenziamento e depressione dei connettori. Ora che sappiamo che sono coinvolti neurotrasmettitori e recettori nel cervello, possiamo puntarli in modo molto più efficace, e dovremmo essere in grado di sviluppare i primi trattamenti veramente efficaci di Alzheimer.


Alzheimer e demenza sono malattie incredibilmente complesse, e molte decine di farmaci finora non sono riusciti a controllarle. Arriveranno innovazioni reali perché abbiamo iniziato a comprendere la loro fisiologia al livello più fondamentale.


Il mondo attende da troppo tempo una buona notizia per la lotta contro queste malattie strazianti, che derubano le persone della loro identità e trasformano i propri cari in estranei. Ma credo che dei trattamenti efficaci non possono che arrivare da una chiara comprensione dell'insorgenza e della progressione della malattia, e quell'immagine sta cominciando solo ora a essere messa a fuoco.

 

 

 


Fonte: Graham Collingridge, professore di fisiologia della University of Toronto

Pubblicato su: The Star (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)