Sei in lutto per il tuo caro mentre è ancora in vita?

Vedere qualcuno che ami mentre si ritira lentamente dai piaceri della vita, dai rapporti stabiliti e non è più consapevole di chi e cosa ha attorno, per non parlare della sua nipote; questo mi ha toccato più di quanto pensassi fosse possibile.


La diagnosi di demenza di mia nonna mi ha fatto capire che prima di allora non ho avevo mai immaginato quello che passavano i miei pazienti e le loro famiglie. Mi ha fatto capire di più quelle «perdite» esatte, quel dolore e quel lutto di cui parlavano le persone che ho curato. Posso dire che è molto peggio di quanto immaginassi, ora sta accadendo a una persona 'speciale' per me.


Ricordo ancora il giorno in cui il geriatra ha diagnosticato a mia nonna la demenza vascolare mista ad Alzheimer. La notizia non era sorprendente. Eppure è stato piuttosto difficile affrontare, e non facile da accettare, vedere le parole ufficiali 'demenza' nelle sue note mediche.


Gli ultimi sei mesi hanno visto un costante declino nella sua cognizione, e la persona che ho sempre ammirato sta lentamente scivolando via. Lo sguardo fisso, simbolo del muro che c'è tra di noi, impatta sulla mia capacità di capire completamente quello che sta attraversando. Alcuni giorni sono migliori di altri, con barlumi di speranza e sprazzi saltuari del suo sé di prima.


A ogni declino mi preparo a quello che ci aspetta. Le emozioni sono difficili da combattere e ho iniziato a riconoscere che in realtà sono in lutto prima che lei se ne vada. Anche se lei è ancora viva, mi sto affliggendo per la perdita delle sue capacità e indipendenza, la perdita della sua cognizione e del rapporto che abbiamo avuto, la perdita della speranza, la perdita della sua identità e per le molte altre perdite che posso sentire, ma non posso spiegare.


Permettermi di riconoscere che sono in lutto mi ha aiutato a capire le forti emozioni e la tristezza intensa ogni volta che la vedo. Ho preso a bloggare come sbocco per esprimere queste emozioni, una cosa che mi aiuta.


Il lutto prima della morte è una cosa reale, che molti potrebbero condividere dopo aver letto questo. Si chiama dolore anticipatorio del lutto.

 

Capire il dolore anticipatorio del lutto

La maggior parte delle persone concepisce il lutto come qualcosa che accade dopo una morte, ma come ho già detto, spesso inizia prima che avvenga la morte. Può iniziare nel momento in cui apprendiamo che la morte per una malattia arriverà a un certo punto di un futuro non così lontano. E' naturale che cominciamo a piangere.


E' diverso dal dolore per il lutto che segue una morte, anche se molti dei sintomi del lutto normale sono simili: tristezza, isolamento, dimenticanza e depressione. Il dolore anticipatorio è accettare le molte perdite dell'ex sé della persona, come lo è per accettare la sua morte futura.


I pensieri inconsci o consapevoli di accettare che la morte è imminente possono portare ansia e paura travolgenti. Ho detto delle perdite che provavo per mia nonna. La sensazione di queste perdite può infatti far sentire un senso di sollievo una volta che la persona muore davvero.


Essere attenti ai propri sentimenti e cercare di capire se si sta attraversando il lutto anticipatorio non solo aiuta a dare un senso ad esso, ma potrebbe anche contribuire ad alleviare le proprie ansie.

 

 

 


Fonte: Lauren Todorovic in startsat60.com (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)