Cambiamenti della tau sono correlati allo stadio di demenza dell'Alzheimer

Tau blogAdobeStock/Illustration: Sebastian Stankiewicz, Boston Children's

La ricerca sul morbo di Alzheimer (MA) si è concentrata a lungo sulla comprensione del ruolo di due proteine ​​cruciali, l'amiloide-beta (Aβ) e la tau. Una forma patologica della proteina tau, presente in grovigli nel tessuto cerebrale dei pazienti, contribuisce alla propagazione della malattia nel cervello.


In una nuova ricerca del loro laboratorio congiunto, Judith Steen PhD e Hanno Steen PhD, mostrano per la prima volta che questa proteina tau patologica cambia la sua forma nel tempo, implicando che ci vorranno diversi farmaci per bersagliarla in modo efficace.


Per anni, le aziende farmaceutiche si sono concentrate, con un successo molto limitato, sullo sviluppo di farmaci di MA che combattevano l'Aβ. Più di recente, la scoperta di farmaci si è spostata sui farmaci contro la tau. Questa nuova scoperta sulla tau può aiutare a impedire ai farmaci attualmente in fase di sviluppo contro la tau di subire lo stesso destino, perché mostra che la proteina può presentare una serie di bersagli nelle fasi iniziali, e altri bersagli in quelle successive.


"La proteina tau nel MA ha un aspetto diverso in ogni fase", afferma la ricercatrice senior Judith Steen. “Abbiamo scoperto che la tau subisce una serie di modifiche chimiche in un processo graduale correlato alla gravità della malattia. Ciò suggerisce che abbiamo bisogno di diagnosi e trattamenti diversi per ogni fase della malattia".


Questa ricerca, pubblicata su Cell, rappresenta anni di lavoro del laboratorio della Steen, finanziato dal Tau Consortium, la cui missione è accelerare le scoperte di nuovi trattamenti per il MA e le altre 'tauopatie', malattie legate alla proteina tau anomala.

 

La tau cambia in base allo stadio della demenza

Il team del laboratorio della Steen ha esaminato gli aggregati tau nei tessuti di due aree del cervello umano, il giro frontale e il giro angolare, in 49 pazienti con MA e 42 coetanei senza MA o demenza noti. Hanno scoperto che la chimica della proteina tau è cambiata nei malati di MA.


La tau aveva diverse modifiche non presenti sulla tau normale, chiamate 'modifiche chimiche post-traslazionali' (PTM, da post-translational chemical modifications). Le forme specifiche di tau chimicamente modificate erano correlate allo stadio della demenza.

 

Modifiche chimiche graduali

Invecchiando, si accumulano grovigli di tau nel nostro cervello, anche se non sviluppiamo la demenza: "Ma questi aggregati non sono così abbondanti e non assomigliano agli aggregati tau dei pazienti con MA grave", afferma la Steen.


Lei crede che la tau subisca cambiamenti chimici dopo essere stata prodotta per la prima volta nel corpo. Il suo team ha rivelato 95 PTM della proteina tau; circa un terzo di queste modifiche non erano ancora state descritte finora: "L'elaborazione chimica da parte di vari enzimi introduce modifiche alla proteina tau originale", afferma la Steen.


Gli esempi includevano l'aggiunta di gruppi di fosfato, di metile, di acetile e di ubiquitina, e di altri. Il primo passo della malattia sembra iniziare con l'aggiunta di fosfato, e gli altri cambiamenti seguono in un processo graduale: "Siamo riusciti a vedere esattamente quali erano queste modifiche, l'entità dei cambiamenti e abbiamo anche potuto mapparli su un'area precisa della proteina tau", dice la Steen.

 

Probabilmente è necessario più di un farmaco

La scoperta del team ha implicazioni immediate per il futuro del trattamento del MA: "È probabile che per puntare con successo la proteina tau con un anticorpo o una piccola molecola, si dovrà usarne più di uno per eliminarla", spiega la Steen. "L'intervento precoce può richiedere terapie diverse rispetto al MA di stadio avanzato, a causa dei profili PTM distinti associati a ciascuna fase della malattia".


Il team spera che esplorare alcune di queste modifiche chimiche cruciali possa aiutare a spiegare come si sviluppa e progredisce il MA, oltre a rivelare ulteriormente la chimica della proteina tau nelle sue prime fasi.

 

 

 


Fonte: Alice McCarthy in Boston Children’s Hospital (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Hendrik Wesseling, Waltraud Mair, ..., Hanno Steen, Judith Steen. Tau PTM Profiles Identify Patient Heterogeneity and Stages of Alzheimer’s Disease. Cell, 13 Nov 2020, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)