Sopravvivere come caregiver di Alzheimer

Sopravvivere come caregiver di Alzheimer Ho fatto la caregiver di Alzheimer per sette anni. Non ero preparata alle esigenze mentali e fisiche coinvolte nel prendersi cura di una persona con demenza.


Col passare del tempo il mio stato emotivo declinava alla stessa velocità con cui progrediva la demenza del mio caro Ed. E diventava un circolo vizioso.


Come ho fatto a far fronte? Come, veramente. Non avevo idea di come sopravvivere negli anni successivi, ma a poco a poco ho scoperto cose che mi hanno aiutato moltissimo.


Ecco gli eventi e le situazioni che mi hanno salvato.

  1. Avevo un insegnante di caregiving di Alzheimer
    Un'amica mi ha detto che la filiale dell'Alzheimer's Association di Cincinnati aveva un servizio online gratuito di addestramento per i caregiver di Alzheimer. Ero molto scettica che si potesse sviluppare un rapporto veramente utile attraverso la corrispondenza via e-mail. Ma come mi sbagliavo.

    Mandavo email alla mia istruttrice ogni singolo giorno e lei mi rispondeva con e-mail riflessive e empatiche. Abbiamo sviluppato una relazione stretta che mi è stata estremamente utile. L'unica volta che ci siamo incontrate è stato al funerale di Ed. Abbiamo continuato il nostro rapporto per quasi due anni dopo la sua scomparsa. Io non so come avrei potuto andare avanti senza di lei.


  2. Ho tenuto un diario
    All'incirca nello stesso periodo in cui ho iniziato a inviare e-mail alla mia allenatrice, ho iniziato a tenere un diario. Ho registrato le mie visite a Ed, il suo declino graduale, i miei sentimenti e le mie attività quotidiane. Mi ha dato il modo di documentare il mio viaggio di caregiving e di ricordare gli eventi positivi e di far conoscere quelli negativi.

    Poco dopo, tenere il diario è diventato uno sbocco creativo a sé stante, anche perché avevo sempre amato la scrittura. Questo diario poi è stata la base del mio libro edificante e pluri-premiato 'Come Back Early Today: A Memoir of Love, Alzheimer's and Joy'.


  3. Ho imparato a andare d'accordo meglio con Ed
    Quando la demenza di Ed è peggiorata, è diventato sempre più difficile andare d'accordo con lui. Perdeva le staffe per inezie e spesso finiva per inveire contro di me, mi sbatteva giù il telefono o semplicemente si rifiutava di parlare con me.

    Ero proprio alle corde quando ho invitato un'amica a pranzo per discutere il problema. Questa particolare amica era assistente sociale geriatrica, e mi ha dato consigli salva-vita! Mi ha detto tre cose che secondo lei mi avrebbero aiutato:
    • - Non sollevare argomenti che potrebbero urtare Ed;
    • - Se si arrabbia, cambia subito argomento;
    • - Non discutere, non correggerlo e non contraddirlo.
    Quando ho finalmente padroneggiato questi suggerimenti, le nostre discussioni sono diminuite considerevolmente e il nostro rapporto è tornato più o meno allo stato amorevole precedente.


  4. Mi sono fatta un hobby che mi ha appassionato
    Nonostante il miglioramento del nostro rapporto, ero ancora devastata dalle condizioni di Ed. Un giorno ho capito che non potevo sopportare un giorno di più il dolore. Non sapevo quello che stavo per fare, ma sapevo che dovevo fare qualcosa proprio quel giorno.

    Per qualche ragione che non capisco ancora adesso ho avuto l'idea di andare in un negozio di elettronica. Ho vagato senza meta per il negozio fino a quando sono arrivata alla sezione delle macchine fotografiche. Improvvisamente ne ho voluto una. Ho finito per comprare una piccola Sony Cybershot.

    In un primo momento le mie foto erano terribili, ma ho insistito e ho sviluppato una specialità: fare primi piani di singoli steli di fiori su sfondo nero. I miei amici mi hanno detto che le foto erano crude e sorprendenti.

    Ero diventata ossessionata dal mio nuovo hobby. Sentivo l'esigenza di fare foto. Passavo ore a lavorare su una singola fotografia. Facevo fino a 50 scatti per farne una molto bella. Ha cominciato a occupare quasi tutto il mio tempo libero.

    La cosa migliore del mio nuovo hobby era che il tempo si fermava quando facevo 'uno scatto'. Questa era la chiave del suo valore. Portava la mia mente completamente lontano da Ed e dalla sua condizione. E mi impediva di sguazzare nel mio dolore per la perdita graduale continua di quel grande uomo che amavo da tanto tempo.


  5. Ho fatto la pace con l'Alzheimer
    Una cosa è ammettere che una persona cara ha l'Alzheimer; un'altra del tutto diversa è accettare la diagnosi nel nostro cuore. Ho raggiunto quell'accettazione solo dopo che ho iniziato a portare animali di peluche a Ed. Amava ciascuno di essi più di quello precedente. Abbiamo iniziato a giocare con loro. Era divertente. Si ridacchiava come una madre che gioca con il suo piccolo.

    Un giorno mi sono resa conto del profondo cambiamento che era avvenuto nel mio cuore. Ho iniziato a godere di nuovo delle mie visite. Mi sono resa conto che avevo accettato la sua condizione e avevo trovato un modo di relazionarmi con lui. Un modo che era soddisfacente per entrambi.

    Solo a vederlo sorridere e sentirlo ridere era diventato più che sufficiente per compensare la perdita della nostra precedente relazione. Il nostro amore era sopravvissuto nonostante l'Alzheimer, la sfida più scoraggiante che esso potrebbe mai affrontare.

 

 

 


Fonte: Marie Marley, scrittrice e cargiver.

Pubblicato in Huffington Post (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)