Eterogeneità clinica, visuale e patologica della sindrome di Alzheimer

La nosologia [la scienza che si occupa della classificazione sistematica delle malattie] si sta evolvendo, vista la conoscenza crescente dei biomarcatori clinici in vivo, e la complessità patologica dell'Alzheimer (AD).

I criteri armonizzati condivisi che enfatizzano il prototipo della malattia continuano a svilupparsi per raggiungere la chiarezza diagnostica richiesta per le decisioni di trattamento e per le sperimentazioni cliniche.


Tuttavia, è chiaro che l'AD è clinicamente eterogenea nella presentazione e nella progressione, dimostrando distribuzioni topografiche variabili di atrofia e ipometabolismo / ipoperfusione. L'AD inoltre si accompagna spesso ad altre condizioni che possono esprimere ulteriori sfumature cliniche, come la sinucleinopatia aggrava la disfunzione esecutiva e visuo-spaziale e le patologie vascolari (in particolare la malattia dei piccoli vasi che è sempre più onnipresente con l'invecchiamento umano) accentuano la sintomatologia frontale-disesecutiva.


La presenza di alcuni di questi modelli clinici atipici può implicare l'esistenza di varianti distinte di AD. Per esempio, la disfunzione del lobo temporale focale è associata ad una pura sindrome amnestica, a declino molto lento, con atrofia e grovigli neurofibrillari perlopiù limitati all'ippocampo.


L'atrofia parietale sinistra e/o l'ipometabolismo / ipoperfusione sono associati a sintomi del linguaggio, età più precoce di esordio, e tasso di declino più rapido - una potenziale "variante linguistica" di AD. Al contrario, lo stesso modello che colpisce prevalentemente il lobo parietale destro, è associato ad una sindrome simile, ma con sintomi visuospaziali che sostituiscono la compromissione della funzione esecutiva.


Infine, la variante frontale, estremamente rara, è associata a una disfunzione esecutiva che mal si concilia con il declino della memoria e può avere importanti sintomi comportamentali. Le differenze genotipiche possono essere alla base di alcuni di questi sottotipi; ad esempio, l'assenza di ApoE e4 è spesso associata all'atipicità nell'AD ad insorgenza precoce.


Capire i meccanismi alla base di questa variabilità merita ulteriori indagini, supportate dai recenti progressi nelle tecniche di scansione, dai saggi sui biomarcatori e dai metodi quantitativi patologici, in combinazione con valutazioni standard cliniche, funzionali, neuropsicologiche e neurocomportamentali. Tale comprensione è necessaria per facilitare la "medicina AD personalizzata" e, infine, consentire studi clinici mirati a specifici sottotipi di AD.


Perchè, anche se l'obiettivo principale rimane legittimamente sul prototipo della malattia, gli sforzi continui per lo sviluppo di terapie modificanti la malattia non dovrebbero escludere i sottotipi rari di AD e le manifestazioni comuni di comorbilità, come attualmente accade spesso. Solo trattando anche queste, si può affrontare tutto il peso di questa sindrome di demenza devastante.

 

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Fonte: BioMedCentral

Riferimento: Benjamin Lam, Mario Masellis, Morris Freedman, Donald T Stuss, Sandra E Black. Clinical, imaging, and pathological heterogeneity of the Alzheimer's disease syndrome. Alzheimer's Research & Therapy 2013, 5:1 doi:10.1186/alzrt155, Published: 9 January 2013

Pubblicato in 7thSpace.com il 9 Gennaio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)