Alzheimer provoca cambiamenti nei vasi capillari del cervello

Se diminuisce la disponibilità di sangue al cervello, può insorgere il morbo di Alzheimer. Gli scienziati dell'Università di Oslo volevano scoprire se questo fa aumentare o diminuire i vasi sanguigni e il ruolo di una particolare proteina in tale processo.

Il flusso sanguigno nel cervello cambia con il morbo di Alzheimer (MA). La ricercatrice e prof.ssa Reidun Torp dell'Istituto di Scienze Mediche di Base dell'Università di Oslo, spiega:

"Le cellule nervose vengono distrutte e questo deve avere qualcosa a che fare con la fornitura di sangue. Il sangue porta sia ossigeno che nutrienti alle cellule. La malattia inizia a svilupparsi molto prima che i pazienti abbiano dei sintomi; i cambiamenti avvengono da 10 a 12 anni prima di notare che qualcosa è sbagliato".


Lei è interessata a ciò che chiama 'placche senili' nel cervello e come il cervello si libera di loro. La placca è una forma di materia di rifiuto che proviene da proteine mal ripiegate che si accumulano come depositi nel cervello.

"La chiave essenziale per scoprire come prevenire il MA è scoprire come il cervello gestisce questa placca prima che sia troppo tardi", lei dice.

 

Distrugge il tessuto nervoso nel cervello

La Torp e altri ricercatori del Dipartimento della Medicina Molecolare hanno provato per molti anni a risolvere il rebus dei vari cambiamenti che si verificano nel cervello. La loro ricerca è un insieme di passi sulla strada verso il trattamento del MA o per prevenire la malattia.


Una delle cose che la Torp ha studiato è il modo in cui delle fibre proteiche particolari si avvolgono l'una attorno all'altra, formando dei grovigli e distruggendo le cellule cerebrali:

"Con il MA, c'è una connessione tra questi due processi: le fibre che si avvolgono l'una all'altra e la placca senile, che insieme determinano la distruzione del tessuto nervoso nel cervello.

"Bloccano la comunicazione tra le cellule nervose e interrompono i processi che le cellule nervose richiedono per sopravvivere. Sappiamo molto su questi due processi, ma questo non ci serve granché se non possiamo impedire che accadano nel cervello".

 

Densità immutata dei vasi sanguigni

Ricerche precedenti avevano dimostrato che molti degli stessi fattori di rischio legati allo sviluppo delle malattie cardiovascolari possono anche portare al MA. Per capire la connessione tra la malattia e la fornitura di sangue al cervello, i ricercatori volevano scoprire se la densità dei capillari nel cervello diminuisce, aumenta o rimane invariata in un paziente con MA.


Nello studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, il suo team di ricerca ha usato due metodi: delle tecniche di microscopia e analisi biochimiche. La prima autrice Gry Syverstad Skaaraas dice:

"Abbiamo scoperto che la densità dei vasi sanguigni era invariata nei topi che avevano molta placca senile, rispetto ai topi senza placca. Quello che abbiamo trovato invece era che i depositi proteici dalla placca hanno danneggiato le pareti dei vasi sanguigni e cambiato i loro fattori di crescita, il che indicherebbe che i capillari non funzionano più come dovrebbero".


I fattori di crescita sono proteine ​​che scompongono e formano nuovi vasi sanguigni nel cervello. "Riteniamo che sia questo il processo che si interrompe nel MA", dice la Torp.

 

Probabile punto di svolta per un trattamento

Secondo i ricercatori, lo studio ha portato a diverse nuove scoperte. Uno è che le placche senili distruggono un tipo di cellule, chiamate periciti, nei vasi sanguigni. I periciti si trovano in parte intorno ai capillari, e consentono loro di contrarsi e di regolare il flusso sanguigno nel cervello.


La Torp sottolinea che ci sono molte ricerche in atto sul MA e che lei vede molti segnali positivi: "Penso che siamo a un punto di svolta per trovare un trattamento migliore".

 

 

 


Fonte: University of Oslo (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Gry E. Skaaraas Syverstad, ...[+8], Reidun Torp. Cerebral Amyloid Angiopathy in a Mouse Model of Alzheimer’s Disease Associates with Upregulated Angiopoietin and Downregulated Hypoxia-Inducible Factor. Journal of Alzheimer's Disease, 2022, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.