Un nuovo modo di guardare l'Alzheimer

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno fatto una serie di importanti progressi nella comprensione delle origini dell'Alzheimer. Ma un nuovo studio mostra che, per quanto ne sappiamo, la nuova ricerca può cambiare la partita.

La teoria prevalente dell'Alzheimer suggerisce che l'accumulo distruttivo di placche all'esterno delle cellule del cervello si verifica perché le cellule del cervello secernono troppo peptide beta-amiloide, il precursore delle placche.

Recenti studi hanno suggerito che il problema nella malattia non sta nella produzione del cervello delle placche, ma nella sua eliminazione.

Tuttavia, ci può essere ancora di più nella storia di quello che abbiamo saputo fino ad ora. Una nuova ricerca dimostra che le cellule cerebrali possono effettivamente avere problemi a secernere peptide beta-amiloide che si è accumulato all'interno delle cellule, piuttosto che secernerne troppo. Il team ha dimostrato che il beta-amiloide si accumula prima nei neuroni, probabilmente perché il neurone ha difficoltà a spingerlo fuori. Ed è questo primo passo - la formazione interna del beta-amiloide - che potrebbero essere la pietra angolare della malattia.

Quando le cellule cerebrali si intasano di beta-amiloide, la loro funzione può essere compromessa. C'è un certo punto in cui la cellula non può più trattenere il beta-amiloide che si accumula al suo interno, così la membrana può scoppiare, espellendo peptide beta-amiloide nello spazio extracellulare. E' in questo momento che il beta-amiloide può trasformarsi in vere placche all'esterno delle cellule.

L'autore dello studio, Gunnar Gouras, suggerisce che le aziende farmaceutiche dovrebbero prendere in considerazione questi risultati nello studio di farmaci per l'Alzheimer. "I molti ricercatori e le aziende farmaceutiche che selezionano i composti che riducono la secrezione di beta-amiloide lo stanno facendo nel modo sbagliato. Il problema è piuttosto il contrario, che non è sempre secreto. Per trovare la radice della malattia, ora abbiamo bisogno di focalizzarci su questo grumo intracellulare critico di beta-amiloide".

Il motivo dell'incapacità delle cellule di liberarsi di beta-amiloide non è chiaro, ma l'autore Davide Tampellini dice che è "probabilmente perché il metabolismo delle cellule e le vie della secrezione sono interrotte in qualche modo, portando il beta-amiloide ad accumularsi all'interno della cellula invece di essere secreta naturalmente". Studi futuri dovranno esaminare le ragioni esatte per cui tali vie cominciano a non funzionare correttamente. Questo, infine, può arrivare alla radice del perché si sviluppa l'Alzheimer.

Lo studio è stato condotto presso il Weill Cornell Medical College e pubblicato nell'edizione online del 26 ottobre 2011 del Journal of Neuroscience.

 

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

 


Pubblicato da Alice G. Walton in Atlantic.com il 19 novembre 2011 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente; in particolare si segnala la presenza frequente di una istituzione medica con base in Germania (xcell-Center) che propone la cura dell'Alzheimer con cellule staminali; la Società Tedesca di Neuroscienze ha più volte messo in guardia da questa proposta il cui effetto non è dimostrato. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione, una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e a informarti:

Notizie da non perdere

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)