Nuovo metodo per predire il rischio di demenza ai diabetici

Un team internazionale di ricercatori annuncia di aver sviluppato uno strumento che predice il rischio per un anziano con diabete di tipo 2 di sviluppare demenza nei 10 anni successivi.


Sappiamo che le persone con diabete di tipo 2 hanno un rischio alto di sviluppare la demenza, una serie di problemi che ostacolano la memoria, il linguaggio, e la capacità di risolvere i problemi. Infatti, i diabetici di tipo 2 hanno il doppio delle probabilità di sviluppare demenza nel corso della vita rispetto alle persone senza la malattia.


Secondo un articolo pubblicato oggi nella nuova rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, i ricercatori hanno creato un "indice di rischio" di 20 punti, che assegnano ai pazienti in base alla loro storia personale e ai problemi di salute. Per ogni punto della scala, cresce il rischio di sviluppare demenza entro 10 anni. E' il primo punteggio di rischio ad essere sviluppato specificamente per le persone con diabete di tipo 2.


"[Il punteggio di rischio] pone questi pazienti sul radar dei medici, che quindi ne conoscono il rischio elevato", ha detto Rachel Whitmer, scienziato del Kaiser Permanente Division of Research di Oakland in California. Con questo punteggio in mano "il medico potrebbe essere particolarmente attento e tenere sotto osservazione i problemi di memoria o cognitivi".


La Whitmer dice che il semplice punteggio di rischio può essere calcolato velocemente dalle cartelle cliniche elettroniche del paziente o ad una visita medica di routine. I ricercatori hanno sviluppato il punteggio seguendo per 10 anni quasi 30.000 residenti californiani, over 60, diabetici di tipo 2 che non avevano la demenza. I ricercatori hanno estratto informazioni sulla salute generale, sulle complicanze del diabete e sui problemi con i livelli di zucchero nel sangue, dalle cartelle cliniche elettroniche di ogni paziente, memorizzate nel Kaiser Permanente Northern California Diabetes Registry.


Il team ha scoperto otto fattori che predicono il rischio di sviluppare demenza entro il decennio successivo, che comprendono una serie di complicazioni vascolari, problemi per le ampie fluttuazioni nel livello di zucchero nel sangue, depressione, età ed istruzione. I punti sono assegnati in base a quanti problemi di salute hanno i pazienti, all'età, e al livello di istruzione. Le persone nella categoria più bassa di punteggio hanno un rischio del 5,3 per cento di sviluppare la demenza entro 10 anni, mentre il rischio per coloro che sono nella categoria massima cresce fino al 73,3 per cento.


In breve, le persone con un diabete meno controllato tendono ad avere un punteggio più alto di rischio e possono avere più probabilità di sviluppare la demenza. "Se riusciamo a predire il rischio futuro sappiamo su cosa concentrarci, chi seguire di più, a chi dedicare tempo extra e assicurarci che si prendano cura di se stessi in termini di diabete di tipo 2", ha detto la Whitmer.


Poiché la demenza colpisce prevalentemente gli anziani, più si è anziani, più punti si accumulano nel punteggio di rischio. "Se uno è anziano ed ha il diabete di tipo 2, ebbene sì, ha un rischio più elevato, ma è un motivo in più per mantenere un adeguato controllo glicemico", ha detto la Whitmer. Mentre l'età è fuori del nostro controllo, possiamo lavorare per gestire meglio il diabete e cercare un trattamento per un altro fattore di rischio, la depressione, ha aggiunto.


Con la creazione di un punteggio di rischio a 10 anni, i ricercatori sperano di individuare le persone ad alto rischio, prima che inizino ad avere problemi cognitivi. Gli scienziati non sanno esattamente perché le persone con diabete di tipo 2 hanno un rischio di demenza maggiore. Alcuni tipi di demenza possono manifestarsi a causa della riduzione del flusso di sangue al cervello. E il diabete può danneggiare i vasi sanguigni che inviano il sangue a tutte le parti del corpo, compreso il cervello.


A tutt'oggi non ci sono abbastanza dati perchè gli scienziati possano determinare se anche le persone con diabete di tipo 1 hanno un elevato rischio di demenza. La Whitmer ed i suoi colleghi hanno in fase di sviluppo un punteggio di rischio per le persone più giovani con diabete di tipo 2 che possa predire il rischio di demenza per i successivi 40 anni. "Penso che sia importante che questa popolazione sappia che questa malattia può colpire il cervello e può influenzare notevolmente la qualità della loro vita", conclude la Whitmer.

 

 

 

 

 


Fonte: University Medical Centre Utrecht, Utrecht, Netherlands

Riferimento: Lieza G Exalto, Geert Jan Biessels, Andrew J Karter, Elbert S Huang, Wayne J Katon, Jerome R Minkoff, Dr Rachel A Whitmer. Risk score for prediction of 10 year dementia risk in individuals with type 2 diabetes: a cohort study. The Lancet Diabetes & Endocrinology, Early Online Publication, 20 August 2013. doi:10.1016/S2213-8587(13)70048-2

Pubblicato da Ryder Diaz in California Report (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)