Videogiochi 3-D migliorano il controllo cognitivo del cervello anziano

Gli scienziati della University of California di San Francisco (UCSF) segnalano di aver trovato un modo per invertire alcuni degli effetti negativi dell'invecchiamento sul cervello, utilizzando un videogioco progettato per migliorare il controllo cognitivo.


Secondo loro, i risultati dello studio, pubblicati il 5 Settembre su Nature, dimostrano che un videogioco 3-D, specificamente progettato, può migliorare le prestazioni cognitive di anziani sani.


I ricercatori hanno detto che lo studio fornisce un certo supporto scientifico al settore in rapida crescita dell'allenamento del cervello, che è stato criticato per la mancanza di prove che tale formazione possa indurre cambiamenti duraturi e significativi.


Nel gioco, che è stato sviluppato dai ricercatori della UCSF, i partecipanti guidano un'auto su una pista tortuosa, mentre appaiono vari segnali stradali. I guidatori sono incaricati di tenere d'occhio tipi specifici di segnali, ignorando tutto il resto, e devono premere un pulsante ogni volta che appare quel segno particolare. La necessità di passare rapidamente dalla guida al rispondere ai segnali (= multitasking) genera una interferenza nel cervello che mina le prestazioni. I ricercatori hanno scoperto che questo disturbo aumenta notevolmente nel corso della vita adulta.


Ma dopo essersi allenati anche solo 12 ore sul gioco, spalmate in un mese, i partecipanti allo studio, con età da 60 a 85 anni, hanno migliorato le loro prestazioni fino a superare quelle di venti/trentenni che eseguivano il gioco per la prima volta. L'allenamento ha anche migliorato le prestazioni dei partecipanti in due altre aree cognitive importanti: la memoria di lavoro e l'attenzione sostenuta. E i partecipanti hanno mantenuto le competenze sul videogioco per i sei mesi successivi alla fine dell'allenamento.


"Questi risultati sono un forte esempio di quant'è plastico il cervello anziano", ha detto Adam Gazzaley, MD, PhD, professore associato di neurologia, fisiologia e psichiatria all'UCSF e direttore del Neuroscience Imaging Center. Gazzaley ha contribuito a fondare la società Akili Interactive Labs, che sta sviluppando la prossima generazione del videogioco.
Gazzaley, che ha fatto carriera studiando quanto la distrazione influisce sulle prestazioni cognitive, ha detto che il suo gioco NeuroRacer riesce a condizionare il cervello più di qualsiasi altro gioco, sia esso il bridge, un cruciverba o un videogioco commerciale. Come un buon insegnante, ha detto, il NeuroRacer mina la naturale tendenza delle persone ad andare con il pilota automatico, una volta che hanno appreso una abilità, e li spinge più lontano di quello che pensano di poter andare. "Normalmente, quando si diventa migliori in qualcosa, diventa più facile", ha detto. Ma con questo gioco, "quando si migliora, diventa più difficile".


Le prove che il cervello adulto è in grado di apprendere si accumulano da più di una dozzina di anni. Uno studio sui tassisti di Londra, per esempio, ha scoperto che il loro cervello cambiava quando imparavano a girare per le strade notoriamente complicate della città. Tuttavia, Gazzaley ha detto che la funzione del cervello spesso si erode costantemente nel tempo in molte aree, con alcune eccezioni, come la saggezza.


Detto questo, per Gazzaley è incoraggiante capire che anche una piccola quantità di allenamento cerebrale possa invertire parte del declino relativo all'età. Il gruppo di Gazzaley ha trovato le prove di un possibile meccanismo cerebrale che può spiegare i miglioramenti notati nei soggetti più anziani, e perché gli stessi si trasferiscono ad altre aree cognitive. Le registrazioni con elettroencefalogramma (EEG) indicano i cambiamenti in una rete neurale coinvolta nel controllo cognitivo, necessaria per perseguire obiettivi.


Gli scienziati hanno misurato le theta (oscillazioni a bassa frequenza) della linea mediana frontale nella corteccia prefrontale, così come la coerenza di queste onde tra le regioni frontale e posteriore del cervello. Nel diventare più abili nelle sfide multitasking di NeuroRacer, i "guidatori" anziani avevano un cervello che modulava questa rete neurale chiave, e la sua attività cominciava ad assomigliare a quella dei giovani adulti. Entrambe queste misure - theta della linea mediana frontale e coerenza delle theta - sono marcatori neurali assodati del controllo cognitivo, associati a molti dei processi che permettono alle persone di perseguire i loro obiettivi.


"Noi vediamo questo come una prova che la formazione può avere migliorato la capacità dei partecipanti allo studio di restare in uno stato attivo
e impegnato, per un periodo di tempo più lungo", ha detto Joaquin A. Anguera, primo autore del documento, borsista post-dottorato nel laboratorio di Gazzaley. In effetti i ricercatori hanno trovato che i cambiamenti indotti dalla formazione in questa rete neurale possono prevedere il risultato dei partecipanti in un test diverso, chiamato Test delle Variabili di Attenzione (TOVA), che misura l'attenzione sostenuta. "L'incremento delle theta della linea mediana frontale era legato a qualcosa di non allenato, quest'altra misura, il TOVA", ha detto Anguera. "Ciò implica che c'è qualcosa di cambiato, comune alla formazione e al compito che abbiamo testato in seguito".


Gazzaley ha detto che questi risultati puntano verso una base neurale comune del controllo cognitivo che viene esaltato dalle condizioni difficili e di alta-interferenza del videogioco, e questo potrebbe spiegare come una macchina da corsa in 3-D possa migliorare qualcosa di apparentemente non correlato, come la memoria.


Se i risultati saranno confermati, potrebbero avere un'ampia applicazione. Anche altri disturbi del cervello come l'ADHD, la depressione e la demenza sono associati al deficit nel controllo cognitivo. "Sono necessari altri studi con risonanza magnetica funzionale e stimolazione elettrica transcranica per capire meglio come è coinvolta esattamente questa rete nei cambiamenti di prestazioni", ha detto Gazzaley.


Altri autori di questo articolo comprendono Jacqueline Boccanfuso, Jean Rintoul, Omar Al-Hashimi, Farshid Faraji, Jacki Janowich, Erwin Kong, Yudy Larraburo, Cammie Rolle e Eric Johnston. Gazzaley è co-fondatore e capo consigliere scientifico dell'Akili Interactive Labs, che sta sviluppando il software cognitivo dei videogiochi come strumenti diagnostici e terapeutici, ed ha richiesto il brevetto per un intervento cognitivo basato su giochi come quello sviluppato dalla ricerca presentata nel documento. Lo studio è stato finanziato nell'ambito di Health Games Research, un programma della Robert Wood Johnson Foundation e dal National Institute on Aging. Anguera ha potuto contare anche su un premio Institutional Research and Career Development Award della UCSF.

 

 

 

 

 


Fonte: University of California - San Francisco. Articolo originale scritto da Laura Kurtzman.

Riferimento: J. A. Anguera, J. Boccanfuso, J. L. Rintoul, O. Al-Hashimi, F. Faraji, J. Janowich, E. Kong, Y. Larraburo, C. Rolle, E. Johnston, A. Gazzaley. Video game training enhances cognitive control in older adults. Nature, 2013; 501 (7465): 97 DOI: 10.1038/nature12486

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)