Placche rilevate da scansioni cerebrali prevedono il deterioramento cognitivo

Le scansioni cerebrali con un colorante radioattivo possono rilevare le prove iniziali dell'Alzheimer, che possono predire il  declino cognitivo futuro negli adulti con o senza decadimento cognitivo lieve, secondo uno studio durato 36 mesi, guidato dalla Duke Medicine.


Lo studio multicentrico nazionale conferma i risultati precedenti che suggerivano che individuare l'accumulo silenzioso di placca amiloide-beta nel cervello potrebbe aiutare a prendere decisioni di assistenza e di trattamento per i pazienti a rischio di Alzheimer. I risultati sono apparsi online il 11 Marzo 2014 in Molecular Psychiatry, una rivista del Nature Publishing Group.


"La nostra ricerca ha scoperto che gli adulti sani e quelli con perdita di memoria lieve, che hanno una scansione positiva di queste placche, hanno un tasso molto più veloce di declino della memoria, del linguaggio e del ragionamento, su tre anni", ha detto l'autore P. Murali Doraiswamy, MD, professore di psichiatria e direttore del programma disturbi neurocognitivi alla Duke University.


L'Alzheimer - che non ha attualmente alcuna cura - affligge circa cinque milioni di adulti negli Stati Uniti, ed è la sesta causa di morte tra gli adulti, secondo i Centers for Disease Control and Prevention [ndt: ma secondo uno studio recente è la terza causa]. Precedenti studi hanno trovato che i cambiamenti nel cervello cominciano anni, forse decenni, prima che emergano i sintomi cognitivi. Un biomarcatore in grado di identificare con precisione quelli con un rischio maggiore di declino cognitivo potrebbe aiutare i medici a valutare e a trattare meglio i pazienti, ma anche ad accelerare la sperimentazione di farmaci per trattare la malattia.


L'attuale studio, che ha arruolato 152 adulti over 50, è stato progettato per valutare se le alterazioni patologiche silenziose nel cervello, connesse all'Alzheimer e rilevate con la tomografia ad emissione di positroni (PET), possono predire il declino cognitivo. Dei partecipanti, 69 avevano una funzione cognitiva normale all'inizio dello studio, 52 avevano una diagnosi recente di decadimento cognitivo lieve, e 31 avevano la diagnosi di Alzheimer.


I soggetti hanno completato i test cognitivi e si sono sottoposti a scansioni PET del cervello. Questo tipo di imaging utilizza un tracciante radioattivo per cercare segni chimici della malattia in tessuti specifici. Il colorante radioattivo utilizzato, il florbetapir (Amyvid), è stato approvato dalla US Food and Drug Administration nel 2012 per l'imaging PET del cervello, per stimare la densità della placca di amiloide-beta nei pazienti in valutazione per il deterioramento cognitivo. Esso si lega alle placche di amiloide-beta che caratterizzano l'Alzheimer, contribuendo a misurare il grado di formazione dele placche nelle diverse aree del cervello.


Con queste informazioni, i ricercatori valutano le scansioni PET come positive o negative. Dopo 36 mesi, i ricercatori hanno ripetuto gli stessi esami cognitivi per rivalutare i partecipanti. Essi hanno scoperto che quelli senza o con decadimento cognitivo lieve, che avevano una evidenza di placche all'inizio dell'esperimento, erano peggiorati in misura maggiore nei test cognitivi rispetto a quelli con scansioni negative.


Il 35 per cento dei partecipanti placca-positivi che hanno iniziato con un decadimento cognitivo lieve sono progrediti all'Alzheimer, rispetto al 10 per cento senza placca. Inoltre, i partecipanti placca-positivi con deterioramento lieve avevano più del doppio delle probabilità di essere avviati su un trattamento farmacologico di miglioramento cognitivo, rispetto a quelli senza placca. Al contrario, quelli con scansioni negative avevano sperimentato molto meno calo: il 90 per cento dei partecipanti con decadimento cognitivo lieve, ma senza placca, non aveva progredito all'Alzheimer.


Questa scoperta supporta il valore predittivo negativo dell'uso della PET per identificare i pazienti che probabilmente non declineranno, che ha importanti implicazioni sia per la ricerca clinica che per il trattamento. "Avere una scansione negativa potrebbe rassicurare le persone che non sono suscettibili al rischio di progressione nel prossimo futuro", ha detto Doraiswamy.


Doraiswamy avverte che il florbetapir non è attualmente approvato per predire lo sviluppo della demenza e non è usato come strumento di screening nelle persone cognitivamente normali. Sono necessari studi longitudinali futuri per chiarire ulteriormente il ruolo prognostico delle scasioni PET per la placca di amiloide-beta in ambito clinico. "Anche se il nostro studio suggerisce che il test ha valore predittivo negli adulti normali, abbiamo ancora bisogno di ulteriori elementi di prova", ha detto Doraiswamy. "Abbiamo bisogno di studi a lungo termine per esaminare le conseguenze dell'accumulo silenzioso di placca nel cervello, dato che colpisce dal 15 al 30 per cento delle persone anziane normali".


Doraiswamy aggiunge che i risultati forniscono supporto per gli studi clinici multicentrici programmati ed in corso su anziani asintomatici, con scansioni placca-positive. La ricerca ha anche implicazioni per altre condizioni in cui l'amiloide potrebbe avere un ruolo, come ad esempio le lesioni cerebrali traumatiche (da sport o combattimento).


Oltre a Doraiswamy, hanno collaborato allo studio Terence Z. Wong della Duke (attualmente alla University of North Carolina a Chapel Hill); Reisa A. Sperling e Keith Johnson del Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School; Eric M. Reiman del Banner Alzheimer Institute; Marwan Sabbagh N. del Banner-Sun Health Institute Research; Carl H. Sadowsky della Nova SE University; Michael Grundman della Global R&S Partners e dell'Università della California di San Diego; Adam S. Fleisher del Banner Alzheimer's Institute e dell'Università di California di San Diego; e Alan Carpenter, Abhinay D. Joshi, Ming Lu, Mark A. Mintun, Daniel M. Skovronsky e Michael J. Pontecorvo della Avid Radiopharmaceuticals.

Lo studio è stato finanziato dalla Eli Lilly/Avid Radiopharmaceuticals, che commercializza il florbetapir, ed è stato condotto dalla Avid e dal gruppo di studio AV45-A11, un consorzio di centri di ricerca clinica di Alzheimer. Doraiswamy riceve commissioni di consulenza e conferenze dalla Lilly/Avid, così come da altre società. Un elenco completo delle divulgazioni dell'autore si trovano nel manoscritto.

 

 

 

 

 


FonteDuke Medicine  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  P M Doraiswamy, R A Sperling, K Johnson, E M Reiman, T Z Wong, M N Sabbagh, C H Sadowsky, A S Fleisher, A Carpenter, A D Joshi, M Lu, M Grundman, M A Mintun, D M Skovronsky, M J Pontecorvo, Ranjan Duara, Marwan Sabbagh, Geoffrey Lawrence Ahern, Richard F Holub, Mildred V Farmer, Beth Emmie Safirstein, Gustavo Alva, Crystal F Longmire, George Jewell, Keith A Johnson, Ron Korn, Eric M Reiman, Jeanette K Wendt, Dean Wong, P Murali Doraiswamy, R Edward Coleman, Michael Devous, Danna Jennings, Michael W Weiner, Cynthia A Murphy, Karel D Kovnat, Jeff D Williamson, Carl H Sadowsky. Florbetapir F 18 amyloid PET and 36-month cognitive decline:a prospective multicenter study. Molecular Psychiatry, 2014; DOI: 10.1038/mp.2014.9

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)