Un test del sangue può prevedere la demenza 15 anni prima dei sintomi?

La ricerca condotta nell'ultimo decennio ha chiaramente dimostrato che i processi patologici che portano al morbo di Alzheimer (MA) iniziano più di 20 anni prima della comparsa dei sintomi clinici. L'amiloide-beta, una delle caratteristiche chimiche del MA, inizia ad accumularsi nel cervello decenni prima dei sintomi e può essere vista con tecniche di neuroscansione.


I livelli di amiloide possono essere misurati anche nel liquido cerebrospinale (CSF) che circonda il cervello e il midollo spinale; campioni di CSF possono essere ottenuti con una procedura diretta chiamata 'puntura lombare'. Le scansioni e le punture lombari richiedono molto tempo e una notevole esperienza, e sono costose. Per queste ragioni, non sono metodi adatti per individuare il MA pre-sintomatico nella popolazione generale.


Recentemente, un altro prodotto chimico chiamato Neurofilament Light Chain (NfL) ha dimostrato di aumentare negli individui con disturbi che causano la degenerazione del cervello. Il NfL è un componente della parte delle cellule nervose chiamata assone, che invia segnali ad altri neuroni. Quando le cellule nervose degenerano, il livello di NfL aumenta nel liquido cerebrospinale. E' risultato che i cambiamenti nei livelli di NfL nel liquido cerebrospinale e nel sangue sono esattamente paralleli e, pertanto, i livelli di NfL nel sangue sono un eccellente indicatore dei livelli nel liquido cerebrospinale.


In uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nature Medicine, Oliver Preische e colleghi descrivono studi che esaminano i livelli di NfL in un gruppo di individui che hanno forme rare e genetiche di MA. Il 50% degli individui che hanno un genitore con queste forme altamente familiari del disturbo erediteranno alla stessa età dei genitori sia la mutazione che l'esordio dei sintomi.


Sebbene questo tipo di MA, chiamato 'Alzheimer a predominanza ereditaria' (DIAD, dominantly inherited Alzheimer’s disease), sia raro, molti dei cambiamenti patologici associati al DIAD sono gli stessi associati alle forme comuni del MA, rendendo il DIAD un modello altamente istruttivo per lo studio.


Figli adulti di genitori con DIAD si sono offerti volontari per studi longitudinali di ricerca, compresi studi di trattamento. Studi precedenti riguardanti la scansione dell'amiloide cerebrale e analisi chimiche del CSF hanno portato alla scoperta che i cambiamenti associati al disturbo iniziano più di 20 anni prima dell'inizio previsto dei sintomi.


L'attuale studio descrive la misurazione di NfL nel liquido cerebrospinale e nel siero di sangue di questi volontari DIAD. Preische e colleghi hanno scoperto che negli individui con la mutazione genetica i livelli di NfL aumentano circa 7 anni prima dell'inizio previsto dei sintomi. Poiché i livelli di NfL nel liquido cerebrospinale e nel siero sono strettamente associati, si sono concentrati sulla misurazione longitudinale dei livelli di NfL nel siero e sul calcolo del tasso di variazione dei livelli di NfL nel tempo.


I ricercatori hanno scoperto che c'era una marcata differenza nel tasso di aumento dei livelli di NfL in quelli con la mutazione genetica rispetto a quelli senza la mutazione, e che questa differenza si è manifestata circa 16 anni prima dell'inizio previsto dei sintomi. In altre parole, misurando i livelli di NfL in diversi punti del tempo, è possibile determinare con un esame del sangue quali individui stanno sviluppando il MA circa 16 anni prima dei sintomi clinici.


Molto più lavoro deve essere fatto prima che le misurazioni NfL diventino un test clinicamente utile. In primo luogo, si deve determinare se gli stessi risultati si verificano nel tipo più comune di MA. In secondo luogo, deve essere stabilito il periodo di tempo ottimale tra le analisi del sangue per ottenere risultati affidabili. Ad esempio, ci sono differenze significative in test fatti a un anno di distanza?


Deve essere preso in considerazione anche il fatto che si osservino aumenti dei livelli di NfL in altri disturbi neurodegenerativi. Sebbene il MA sia la malattia degenerativa più comune del cervello, altre malattie potrebbero essere responsabili dei cambiamenti osservati. Sono in fase di sviluppo anche esami del sangue che misurano i cambiamenti nei livelli di amiloide.


A nostro avviso, è altamente probabile che nei prossimi anni sarà disponibile una combinazione di esami del sangue che consentirà di identificare gli individui che stanno andando verso il MA clinico, prima della manifestazione dei sintomi.


Individuare tali individui dovrebbe facilitare gli studi di trattamento. L'obiettivo finale è trattare gli individui pre-sintomatici al fine di ritardare o interrompere il processo di malattia di base. Un tale ritardo avrebbe un impatto enorme sulla vita della nostra popolazione anziana, delle famiglie e della società.

 

 

 


Fonte: Eugene Rubin MD/PhD e Charles Zorumski MD su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)