Innovazione permette di svelare come le microglia rispondono all'Alzheimer

Microglia function healthy vs diseasedNuovo studio ha scoperto che le microglia hanno un ruolo centrale nello sviluppo dell'Alzheimer.

Ricercatori dell'Università della California di Irvine hanno reso possibile apprendere come cellule cerebrali umane chiave rispondono al morbo di Alzheimer (MA), superando un grande ostacolo nella ricerca per capirlo, e un giorno, sconfiggerlo.


Sviluppando un modo per far crescere e funzionare nei topi le cellule immunitarie del cervello umano chiamate microglia, gli scienziati hanno ora una visione senza precedenti dei meccanismi cruciali che contribuiscono alla malattia.


Il team, guidato da Mathew Blurton-Jones, professore associato di neurobiologia e comportamento, ha affermato che la svolta promette anche di indagare su molte altre condizioni neurologiche come Parkinson, trauma cranico e ictus. I dettagli del loro studio sono stati appena pubblicati sulla rivista Neuron.


Gli scienziati hanno dedicato 4 anni alla progettazione del nuovo modello di roditore, che è considerato 'chimerico'. La parola, derivante dal mitico mostro greco Chimera che era in parte capra, leone e serpente, descrive un organismo contenente almeno due diversi set di DNA. Per creare il topo specializzato, il team ha generato 'cellule staminali pluripotenti indotte' (iPSC), usando cellule donate da pazienti adulti.


Una volta create, le iPSC possono essere trasformate in qualsiasi altro tipo di cella. In questo caso, i ricercatori hanno convinto le iPSC a diventare giovani microglia e le hanno impiantate in topi geneticamente modificati. Esaminando i roditori diversi mesi dopo, gli scienziati hanno scoperto che circa l'80% delle microglia nel loro cervello era umano, aprendo le porte a una serie di nuove ricerche.


"Ora si ritiene che le microglia abbiano un ruolo cruciale nello sviluppo e nella progressione del MA", ha affermato Blurton-Jones. “Le funzioni delle nostre cellule sono influenzate da quali geni vengono attivati ​​o disattivati. Ricerche recenti hanno identificato oltre 40 diversi geni collegati al MA e la maggior parte di questi sono attivi ​​nelle microglia. Tuttavia, finora siamo stati in grado di studiare le microglia umane solo nella fase finale del MA, nei tessuti post mortem o nelle capsule di Petri".


Nel verificare l'efficacia del modello chimerico per queste indagini, il team ha verificato come le sue microglia umane hanno reagito alle placche amiloidi, frammenti di proteine ​​nel cervello che si accumulano nelle persone con MA. E invero hanno imitato la risposta attesa migrando verso le placche amiloidi e circondandole.


"Le microglia umane hanno anche mostrato significative differenze genetiche rispetto alla versione dei roditori nella loro risposta alle placche, dimostrando quanto sia importante studiare la forma umana di queste cellule", ha detto Blurton-Jones.


"Questo topo specializzato consentirà ai ricercatori di imitare meglio la condizione umana durante le diverse fasi del MA nel corso di esperimenti adeguatamente controllati", ha dichiarato Jonathan Hasselmann, uno dei due laureandi in neurobiologia e comportamento coinvolti nello studio. Comprendere le fasi della malattia, che secondo l'Alzheimer's Association può durare da 2 a 20 anni, è una delle sfide che i ricercatori devono affrontare.


Morgan Coburn, laureando in neurobiologia e comportamento e l'altro primo autore dello studio, ha dichiarato: “Oltre a fornire informazioni vitali sul MA, questo nuovo modello di roditori chimerici può mostrarci il ruolo di queste importanti cellule immunitarie nello sviluppo del cervello e in una vasta gamma di disturbi neurologici”.

 

 

 


Fonte: University of California - Irvine (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Jonathan Hasselmann, Morgan A. Coburn, Whitney England, Dario X. Figueroa Velez, Sepideh Kiani Shabestari, Christina H. Tu, Amanda McQuade, Mahshad Kolahdouzan, Karla Echeverria, Christel Claes, Taylor Nakayama, Ricardo Azevedo, Nicole G. Coufal, Claudia Z. Han, Brian J. Cummings, Hayk Davtyan, Christopher K. Glass, Luke M. Healy, Sunil P. Gandhi, Robert C. Spitale, Mathew Blurton-Jones. Development of a Chimeric Model to Study and Manipulate Human Microglia In Vivo. Neuron, 30 July 2019, DOI

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

 

Notizie da non perdere

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)