Districare i grovigli nel cervello: ricerca offre speranze per l'Alzheimer

02 tangles

Dal momento della scoperta del morbo di Alzheimer (MA) di oltre un secolo fa, al centro del palcoscenico sono rimasti due tratti distintivi della malattia devastante.


Il primo, le placche amiloidi, sono accumuli densi di proteine ​​amiloide mal ripiegate, posizionate negli spazi tra le cellule nervose. La maggior parte degli sforzi per fermare l'avanzata del  MA ha puntato queste placche, ma finora tutti hanno incontrato un fallimento desolante. Il secondo tratto classico aveva ottenuto fino a poco tempo fa meno attenzione. Consiste di formazioni simili a stringhe all'interno del corpo dei neuroni, note come grovigli neurofibrillari, prodotti da un'altra proteina cruciale: la tau.


Con un nuovo studio, ricercatori del Banner Neurodegenerative Disease Center dell'Arizona State University e i loro colleghi, hanno indagato su questi grovigli del cervello, una patologia caratteristica non solo del MA, ma anche di altre condizioni neurodegenerative. La ricerca si è concentrata in una particolare proteina chiamata Rbbp7, la cui disregolazione appare collegata alla formazione finale dei grovigli di proteine ​​tau e alla morte dilagante di cellule associata al MA e ad altre malattie neurodegenerative.


"Abbiamo avuto il sospetto che questa proteina fosse coinvolta nel MA, in particolare perché sappiamo che è più carente nel tessuto cerebrale di MA post-mortem, rispetto al cervello normale"
, afferma Nikhil Dave, primo autore del nuovo studio.


La ricerca mostra una correlazione tra livelli ridotti di Rbbp7 e una maggiore formazione di grovigli, di perdita neuronale conseguente e di riduzione del peso cerebrale nei malati di MA. È intrigante che la perdita cellulare e la formazione di grovigli siano state invertite nei topi transgenici i cui livelli di Rbbp7 sono stati ripristinati ai livelli di base.


I risultati dello studio, pubblicato su Acta Neuropatologica, aprono una nuova strada di ricerca che potrebbe aiutare a sviluppare trattamenti efficaci per il MA, insieme a una vasta gamma di afflizioni correlate alla tau, chiamate collettivamente taupatie, che includono la malattia di Pick, la demenza frontotemporale e le lesioni cerebrali.

[...]

Una funzione della Rbbp7 è regolare l'espressione genica. Lo fa alterando l'interazione del DNA con proteine chiamate istoni, che il DNA avvolge come un filo di cucito intorno a una bobina. Quando il filo del DNA è avvolto in modo lento attorno alla bobina dell'istone, il macchinario delle cellule può leggere il messaggio DNA esposto e trascriverlo nel mRNA, e poi tradurlo in proteine. Però se il filo del DNA è avvolto strettamente attorno all'istone, i geni del DNA sono nascosti dalla vista e la trascrizione è bloccata, parzialmente o interamente, riducendo così o disabilitando l'espressione delle proteine.


I ricercatori hanno osservato che quando i livelli di Rbbp7 sono ridotti, aumenta il livello di un'altra proteina chiamata p300, causando una modifica post-traslazionale della proteina tau, definita acetilazione. L'effetto è distacco delle proteine tau dalle strutture cellulari chiamate microtubuli, che di norma sono tenute insieme dalla tau. La tau distaccata è quindi libera di accumularsi all'interno dei neuroni, formando alla fine i grovigli caratteristici del MA.


L'acetilazione della tau causata da carenza di Rbbp7 provoca una fosforilazione maggiore della tau, promuovendo ulteriormente la formazione di grovigli e la successiva perdita neuronale nel cervello. Nel nuovo studio, i topi transgenici con la patologia tau mostravano un riduzione dei livelli di Rbbp7 e l'aumento della perdita neuronale. Il ripristino della Rbbp7 ai livelli normali nei topi ha invertito queste patologie, anche se sono rimasti i deficit cognitivi.


Ramon Velazquez, l'autore senior del nuovo studio, ipotizza che il motivo sia che lo studio ha puntato solo una piccola sotto-regione dell'ippocampo, mentre altre aree cerebrali associate alla cognizione ancora interessate alla formazione di grovigli:

"Abbiamo in programma di esaminare l'effetto globale della sovra-espressione di Rbbp7 nella nostra ricerca futura per vedere se possiamo ripristinare l'apprendimento, la memoria e altre sfaccettature della cognizione".

 

Luce alla fine del tunnel?

Le associazioni delineate nello studio tra i livelli di Rbbp7 e la formazione di grovigli tau, la morte cellulare e la perdita della funzione cognitiva nel cervello sono avvincenti. I risultati suggeriscono che la Rbbp7 potrebbe essere un obiettivo attraente per nuovi farmaci e per terapie efficaci per il MA e altre afflizioni associate alla tau. Trattamenti basati su studi di questo tipo potrebbero essere pronti per la sperimentazione clinica entro i prossimi cinque anni.


Ciononostante, gli autori sottolineano che in questi processi complessi probabilmente sono coinvolti altri giocatori molecolari. Negli studi futuri, i ricercatori pianificano di eseguire un esteso sondaggio imparziale delle interazioni proteiche, dei percorsi di trascrizione dal DNA al mRNA e delle modifiche epigenetiche che possono portare alla malattia neurodegenerativa.

 

 

 


Fonte: Richard Harth in Arizona State University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Nikhil Dave, Austin Vural, Ignazio Piras, Wendy Winslow, Likith Surendra, Joanna Winstone, Thomas Beach, Matthew Huentelman, Ramon Velazquez. Identification of retinoblastoma binding protein 7 (Rbbp7) as a mediator against tau acetylation and subsequent neuronal loss in Alzheimer’s disease and related tauopathies. Acta Neuropathologica, 2021, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)