I «service dog» in aiuto di malati e disabili

Assistenza Non solo cani-guida: dagli Usa nuova tendenza.
Utili anche a epilettici, diabetici, paraplegici. Il pastore tedesco non è più il «re»: meglio il labrador

 Ci sono quelli addestrati a portare al padrone la scatoletta dei farmaci.

Altri invece, in caso di malore, recuperano un telefono portatile e chiamano un numero d'emergenza premendo un tasto speciale o aprono la porta e accompagnano i soccorritori.

Medici a quattro zampe, verrebbe da ribattezzarli senza offesa per i camici bianchi bipedi.

All'estero, i cani da ausilio sono ormai un' istituzione. E non parliamo soltanto della storica funzione di accompagnamento dei ciechi. I cani-guida sono stati i precursori e tuttora svolgono un ruolo fondamentale nella vita di migliaia di non vedenti o ipovedenti. In Svizzera, Germania e Austria, nazioni «madrine» dei servizi di cani-guida, prima, ma soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, poi, gli amici dell' uomo si sono specializzati e godono anche di uno status giuridico particolare.

Cani da caccia che «fiutano» il tumore al polmone, alla mammella o alla vescica o che sono capaci di prevedere un attacco epilettico hanno dato vita all' ipotesi di una «cinodiagnostica».

La prestigiosa Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, ha dedicato ai service dog un lungo articolo nella sua ultima newsletter, riconoscendone l' importanza in molte patologie.

Oltre ai cani che assistono i pazienti in carrozzina, ci sono i «Fido» specializzati per chi ha problemi di udito.

Gli allevamenti statunitensi di organizzazioni come Delta Society, International association of assistance dog partners o Service dog central forniscono addestramento specifico ai cani al servizio di diabetici, autistici, malati di Alzheimer o di Parkinson o con problemi psichiatrici. I cani imparano così ad accorgersi quando il livello di zucchero nel sangue è basso, annusando l' alito del padrone. Gli animali di taglia più robusta sono allenati anche come stunt-dog: si gettano davanti ai padroni per attutire una caduta oppure riescono a rimetterli in equilibrio se barcollano.

E in Italia? Abbiamo una grande tradizione nel campo dei cani-guida per ciechi con due scuole nazionali: quella di Scandicci (Firenze), che nel 2009 ha festeggiato gli 80 anni di vita, e il servizio cani guida Lions di Limbiate (Milano) la cui fondazione risale a cinquant' anni fa. Nel 2001, inoltre, la Regione Sicilia ha istituito a Messina il Centro «Helen Keller» dell' Unione Italiana Ciechi.

Sul versante dei service-dog, però, siamo ancora indietro. Oltre alla mancanza di una cultura diffusa e quindi di una richiesta da parte della gente, i centri non sono neppure attrezzati. L'unico progetto pilota, è decollato a Scandicci nel 2008. Brina, un pastore tedesco di 10 anni, Ekimi, pastore svizzero di 2 e Leo un meticcio di 3 anni hanno imparato a lavorare in team con i loro padroni, costretti su una sedia a rotelle: dall' apertura delle porte, all' uso del telesoccorso fornito dalla Asl. A fine ottobre, le tre «coppie» hanno fatto una dimostrazione pubblica delle loro abilità. «Il progetto si concluderà quest' anno - dice Massimo Baragli - e già una decina di disabili ne hanno fatto richiesta» .

Ruggiero Corcella - Educazione.

Esiste anche una «etichetta» per il cane:

In pubblico

  • Non deve richiamare l' attenzione, disturbare o avvicinarsi a nessuna persona che incontra;
  • non deve abbaiare o ringhiare o uggiolare;
  • non deve essere aggressivo nei confronti delle persone o di altri animali;
  • non chiede o ruba cibo

Addestramento

  • Lavora tranquillamente al guinzaglio o in guida;
  • è capace di lavorare senza alcun problema in mezzo al pubblico;
  • deve accucciarsi tranquillamente accanto al padrone

 

* * * La denuncia «Ma ci lasciano ancora fuori. La legge esiste dal 1974 e garantisce l' ingresso gratuito al cane guida che accompagna il disabile visivo anche dove i cani normalmente non sono ammessi come sui taxi o i bus, nei negozi o in ospedale. Ma molti ciechi vengono ancora lasciati fuori. Per protestare, <Blindsight project onlus> ha lanciato una campagna di informazione sul tema. * * *

Questione di razza

Il pastore tedesco non è più il «re»: meglio il labrador In principio fu il pastore tedesco: la razza «madre» di tutti i cani guida.

Oggi, nel delicato compito di assistere i non vedenti, così come nel ruolo di service dog si preferiscono labrador e golden retriever. Perché? «Purtroppo otto pastori tedeschi su 10 soffrono di displasia all' anca - spiega , Piero Di Giorgio, responsabile del servizio cani guida Lions di Limbiate -. Anche a livello caratteriale, il labrador è molto più equilibrato».

Nella lista delle razze canine più utilizzate sono entrati anche i cocker spaniel. Non mancano. comunque. gli umili bastardini. Gli addestratori oltreoceano, però, non disdegnano i pony e neppure le scimmie.

Dal 1979, l' associazione Helping Hands di Boston addestra scimmie cappuccino ad assistere pazienti quadriplegici o con sclerosi multipla e poliomielitici.


Articolo di Corcella Ruggiero, Corriere della Sera, 17 gennaio 2010, Archivio storico.

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