Dana Territo: come affrontare comportamenti difficili mentre il cervello cambia nella progressione dell'Alzheimer

Quali sono i fattori scatenanti che potrebbero causare comportamenti impegnativi nelle persone con Alzheimer?

facing challenging behavior Image by Freepik

Una persona con morbo di Alzheimer (MA) o un'altra demenza probabilmente avrà cambiamenti comportamentali significativi, che includono agitazione, aggressività, ansia, depressione, allucinazioni e paranoia. Tali comportamenti difficili si riferiscono ad azioni o reazioni che possono essere dirompenti o dannose per la persona colpita e quelli attorno a loro.


Tra quelli con MA o altre demenze, questi comportamenti comuni e sfidanti si verificano a causa dei cambiamenti nel cervello durante la progressione della malattia, che influenzano la funzione cognitiva, la regolazione dell'umore e il controllo degli impulsi. Questi comportamenti impegnativi, o espressioni comportamentali, sono spesso innescati da difficoltà a comunicare, sovraccarico sensoriale, cambiamenti di routine o ambiente, disagio fisico o dolore ed esigenze o desideri insoddisfatti.


Le difficoltà di comunicazione sono evidenti nelle prime fasi del MA. L'incapacità di comunicare chiaramente i bisogni e i desideri della persona interessata porta ad ansia, frustrazione e impotenza, e a conseguenti espressioni comportamentali negative. Inoltre, le difficoltà nella comprensione possono portare a incomprensioni, confusione o senso di essere sopraffatti.


Un altro fattore scatenante delle espressioni comportamentali è il sovraccarico sensoriale, uno stato in cui i sensi della persona interessata sono bombardati da più informazioni di quelle che il suo cervello può gestire efficacemente. Rumori forti, spazi affollati, luci brillanti o lampeggianti, odori forti, determinate trame e persino situazioni emotivamente intense possono innescare sfide comportamentali nelle persone colpite, che hanno difficoltà a elaborare informazioni sensoriali. Le persone colpite possono impegnarsi in espressioni comportamentali come aggressività, autolesionismo o ritiro.


Le persone con MA apprezzano la struttura e la routine, quindi i cambiamenti nella routine o nell'ambiente possono causare senso di incertezza, ansia o frustrazione. L'interruzione del programma a lei familiare può portare a espressioni comportamentali dal momento che la persona lotta per gestire il cambiamento e può mostrare espressioni comportamentali negative nel tentativo di riguadagnare un senso di controllo o mantenere un senso di familiarità e sicurezza.


Le persone colpite lottano con la comunicazione e hanno capacità verbali limitate e sfide nelle loro capacità cognitive. Pertanto, il disagio o il dolore fisico
che non possono esprimere diventa un fattore scatenante che può manifestarsi in vari modi. La persona può diventare più combattiva con gli altri, può gridare o urlare di più, ritirarsi dagli altri, esibire aggressione o mostrare altri comportamenti dannosi come modi per esprimere la propria angoscia, o tentare di alleviare il disagio.


I bisogni o i desideri non soddisfatti sono forse gli scatenanti più comuni delle espressioni comportamentali negative. Teepa Snow, specialista di cura della demenza e fondatrice del Positive Approach to Care (approccio positivo alla cura), elenca bisogni fisici ed emotivi insoddisfatti che possono essere legati a sfide nel comportamento: fame/sete, stanchezza/sovra-stimolazione, disagio
intestinale/urinario, disagio/dolore, sensazione di rabbia, tristezza, solitudine, paure, noia e bisogni psico-sociali come comfort, compassione, occupazione, attaccamento, identità, inclusione. Questi bisogni e desideri non soddisfatti innescano espressioni comportamentali come vagabondaggio, ripetizione, linguaggio inappropriato, parlato incoerente e disturbi del sonno.


È importante ricordare che i cambiamenti comportamentali sono il risultato della malattia e non un riflesso del carattere della persona. I caregiver dovrebbero riconoscere i sentimenti della persona, riorientare e distrarre, semplificare e ridurre gli stimoli, comunicare in modo efficace, fornire struttura e routine, identificare gli scatenanti e soprattutto fornire rassicurazione e comfort. Inoltre, i caregiver possono cercare supporto da altri caregiver, gruppi di supporto o professionisti per gestire le espressioni comportamentali.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)